Gli "Arraffones" dell' antica tecnica del "Tromba Giuannamaria" ! A che rùo gà ! !

Pubblicato il da Ittiri Notte

E' ovvio che tutti sono da considerarsi innocenti sino al terzo grado di giudizio. Verrebbe voglia però di comportarsi da veri e severi giustizialisti, richiamando ragionamenti astrusi e arzigogolati così come argomentavano questi stessi personaggi in occasione di guai giudiziari a carico del play boy di Arcore e, in tempi meno recenti, contro l' ultimo segretario politico dei Socialisti, Bettino Craxi. La mappa dei cosiddetti “Arraffones” aderenti al fantasioso gruppo del “Tromba Giuannamaria”, coccolati all' inverosimile dai "peones popolani" che ancora credono nelle fate, tant'è che pagano per sceglierseli, appartenenti al PD regionale è abbastanza chiara.

L' inchiesta in corso vede ben 64 indagati – salvo aggiornamenti dell' ultim'ora – e di questi ben 33 rappresentano l'ex partito dalle mani pulite. In tanti si attendono, in quel variegato mondo correntizio che è il PD, che Francesca Barracciu, si attivi per fare un passo indietro (così come hanno sempre richiesto agli avversari) e con lei gli altri sette consiglieri uscenti che hanno ricevuto un avviso di garanzia. La storia “evolutiva” del Pd rappresenta una situazione abbastanza chiara, sotto il profilo politico, traducibile in quella “fusione a freddo” delle tre forze partitiche di maggiore rappresentatività di quegli anni che, dal 2004 al 2009, hanno governato la Regione Sardegna.

Ci sono tutti quelli provenienti dagli ex Ds (ex PCI-PDS), il partito della Barracciu, che aveva piazzato in aula quindici onorevoli: di questi, 14 sono indagati. Oltre all’eurodeputata, nell'elenco degli “arraffones” ci sono:

Alberto Sanna,

Antonio Calledda,

Angela Corrias (eletta nel listino come l’eurodeputata),

Renato Cugini,

Franco Sanna,

Vincenzo Floris,

Silvio Lai,

Tore Mattana,

Gian Battista Orrù,

Nazareno Pacifico,

Giuseppe Pirisi,

Siro Marrocu,

Giacomo Spissu.

Fuori dall’inchiesta è rimasto solo Silvio Cherchi, deceduto.

Per quella parte politica relativa alla Margherita gli eletti nel 2004 furono esattamente 12 tra cui due donne del listino, Mariuccia Cocco e Simonetta Sanna, finite poi anche loro sul registro degli indagati insieme all’ex capogruppo Antonio Biancu. Questi tre in occasione delle elezioni del 2009 non si sono ricandidati. Si aggiunga Marco Espa, altro indagato, anche lui alla seconda legislatura, dopo che nel 2004 venne ripescato in seguito alla nomina di Eliseo Secci ad assessore. Secci è uno dei pochissimi ex Margherita a non aver ricevuto l’avviso di garanzia, al pari di Paolo Fadda, da mesi sottosegretario alla Salute. Tra gli ex Dl sotto inchiesta anche Marco Meloni, l’attuale deputato che entrò in Consiglio regionale nel 2008 per sostituire Fadda eletto in Parlamento.

L' altra forza politica emergente e terzo anello di congiunzione della coalizione, Progetto Sardegna, nel 2004 mandò in aula sette consiglieri. Sono tutti indagati ad eccezione di Paolo Maninchedda (e di Giovanna Cerina, deceduta nel 2009). Si tratta di

Mario Bruno,

Chicco Porcu, rieletti nel 2009.

Ci sono poi :

Elia Corda,

Alessandro Frau,

Gian Luigi Gessa,

Stefano Pinna.

 

Ecco, che dire ?

Vi sono presunti “Arraffones” a destra, a sinistra, al centro, tra i cosiddetti moralisti, tra gli apprendisti dispensatori di morale e di onestà, tra coloro che se ti fidi te la sbattono dentro direttamente dove non batte mai il sole senza neanche la vaselina.

E' chiaro, lo ribadiamo ancora una volta onde evitare inutili incomprensioni, non si può accusare nessuno di comportamenti disonesti perchè l' Avviso di Garanzia è mandato proprio a garanzia dell' indagato che è innocente sino a prova contraria e sino all' espletamento del terzo grado di giudizio. Resta però in piedi la tecnica del “Tromba Giuannamaria”.

Non si dimette nessuno. Proprio nessuno. Nonostante tutti gli indagati abbiano piena fiducia nell' operato della magistratura inquirente e nel lavoro e sacrificio, personale e familiare, degli investigatori; in attesa che venga fatta piena luce sui fatti e gli accadimenti, nessuno di questi politici ha il coraggio civile e morale di dimettersi dagli incarichi e dalle cariche ricoperte.

E i “peones popolanos” come sempre si dividono in interminabili discussioni, confronti, dialoghi in sezione, al bar, dal barbiere, in occasione delle “buffonarie” discettando sul nulla assoluto parlando degli “arraffones” presunti come se “su male siat' antzenu”. Fortunatamente questi rappresentavano il rinnovamento, la novità politica, il ricambio generazionale altrimenti cari miei sarebbero stati davvero guai seri.

Possiamo considerarci tutto sommato un Popolo Fortunato.

Fotza cazz'ajò !

Con tag Prima Pagina

Commenta il post