Sveglia, Ittiresi !

Pubblicato il da Gallosu

 

Diamo spazio, in prima pagina, all' intervento sottostante, invitando tutti i nostri naviganti a dare il proprio contributo.

a cura di Gallosu

 

" Ancora non avete capito che siamo invasi di problemi veramente seri, o vogliamo continuare a sostenere le stesse polemiche?

Di quante donne cerca di farsi il SILVIO o se il Marrazzo va a uomini? O se il crocifisso sì o nò nei luoghi pubblici ect ect?

Mentre loro discutono di tutto questo noi tentiamo di imitarli.

La gente non ne può più di sentire tutte cueste stronzate se il presidente va a donne non e un problema che riguarda il popolo basta che il suo ruolo lo svolga bene e cosi vale per tutto il resto se il nostro sindaco per salvarsi da queste votazioni ha riunito extracomunitari e precari nei cantieri comunali non è un problema che ci riguarda pur che il ruolo di sindaco lo svolga bene. Quindi la gente vuole che si finisca col sindaco fantasma, o tutto intero, oppure di plastica, definite un pò voi anche perchè non dimentichiamoci che i veri potenti siamo sempre noi il popolo, ma anche un pò fessi, che diamo il potere agli altri.

Quindi perchè non discutiamo di quanta disoccupazione esiste?

di quanta povertà esiste?

di tutti i disservizi che esistono e di quante tante altre cose esistono realmente?

ma basta, basta però.

Cosi valga anche per il nostro sindaco e giunta compresa perchè la gente vuole che il sindaco e la giunta sia più vera, più esistente, che stia in mezzo alla gente e con la gente. Perchè il popolo vuole che il sindaco e compagnia cantante siano gente normale. fare il sindaco non vuol dire solo indossare giacca e cravatta e stare con l'auricolare in modo che noi (fessi per lui naturalmente) non possiamo fermarlo per nessuna semplice domanda .

E' ora di fare veramente le cose serie la gente vuole che il sindaco e giunta scendano in campo insieme a noi:

se ce un problema in una abitazione che intervengano,

se c'è un problema in una famiglia che intervengano,

in una azienda,

in una campagna e in tutto quello che appartiene al popolo, perchè se si è in quelle cariche è grazie a noi.

Vogliamo vedervi con le mani sporche e affaticate come le nostre, allora saremo tutti uguali. Comunque in buona sostanza io e tutto il mio movimento proponiamo che venga dato spazio a tutti per le prossime elezioni, non sempre i soliti, date spazio anche alla gente comune cosi vedremo Qualcosa di nuovo , è inutile cambiare il cantante se la musica rimane la stessa. Cambiare, rinnovare, modifficare, semplicità e sopratutto lealtà e coinvolgimento di tutti...

Commento n°26 inviato da gallosu oggi alle 10h02

 

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noncredoadunasolaparoladelsindacoorani 11/10/2009 00:03


Se è veramente di cose serie che si vuol parlare sono qui a tutta penna… Penso che a parlare di disoccupazione ad ampio raggio si rischierebbe di cadere in circonlocuzioni, infatti, vero è che il
problema della disoccupazione è a livello mondiale, vero è che l’Inghilterra che ha una economia basata sul terziario e che ignora il manifatturiero ha retrocesso rispetto all’Italia e bla bla bla
e queste diventano solo parole al vento che riempiono una pagina ma che non risolvono i problemi. Parliamo, che forse interessa di più, di disoccupazione a livello locale, un argomento certamente
più costruttivo ma che non si può sterilizzare dicendo semplicemente a Ittiri c’è troppa disoccupazione, perché sarebbe come dire il sole scalda o l’acqua bagna, banale e agli occhi di tutti. Parto
da un principio personale, chi cerca il lavoro di tre mesi per ambire alla disoccupazione non è degno di lavorare neanche un giorno perché non ha capito niente, lavorare tre mesi per versare
contributi ai fini pensionistici e rimangiarseli con la disoccupazione vuol dire prolungare negli anni la permanenza nel lavoro definitivo portando via la possibilità anche ai più giovani di
accedere ai benefici dell’occupazione. Per questo sono fondamentalmente contraria ai lavori di ripiego, ma soprattutto sono contraria a questi lavori che consentono di accedere alla disoccupazione
perché nel frattempo le persone non cercano un lavoro definitivo ma si buttano nel lavoro sommerso tanto prendono quel poco e poi arrotondano lavorando in nero… sbagliatissimo e soprattutto troppo
pericoloso perché non c’è un’assicurazione che copre eventuali danni che ci si può arrecare quando si lavora in nero. Qual è la mia proposta? Cercherò di schematizzarla ragioniamo a livello di
microeconomia a breve raggio dove abbiamo una risposta immediata tra domanda ed offerta. Siamo nell’epoca della globalizzazione e viviamo in un libero mercato dove domanda ed offerta crescono
costantemente fino a che raggiungono il punto d’incontro che viene chiamato in economia la mano invisibile del mercato che fa stabilizzare la domanda e l’offerta. Per trovare questo punto di
incontro o se vogliamo chiamarlo meglio questa stabilità dobbiamo costruire delle coordinate, come? Un’idea potrebbe essere fare un censimento locale che permetta di avere perfetta conoscenza su
determinati punti che sono: individuare la popolazione esistente e realmente residente ad Ittiri, dividerla in fascia di età 0-16 17-30 31-65 over 65, dividerli per sesso, titolo di studio e
situazione attuale vale a dire studente occupato disoccupato sottoccupato pensionato ecc.. vi spiego perché penso sia importante questa distinzione, innanzitutto è importante sapere il numero
preciso delle persone realmente residenti nel paese perché potrebbero esserci persone che mantengono la residenza per opportunità fiscali e poi domicilia ad esempio in continente dove lavora quindi
è una persona che non deve pesare sulla domanda locale. È poi importante la divisione in fasce d’età perché se un paese ha un alto tasso di natività residente significa che è un paese che sta
crescendo e la crescita crea ricchezza, infatti i bambini di oggi sono la forza lavoro di domani chi lavora produce ricchezza quindi su di loro vanno fatti i primi investimenti con infrastrutture
che siano in grado di accoglierli nelle ore in cui i genitori lavorano e che hanno bisogno di sapere che i propri figli non sono abbandonati in strada ma ci sono strutture che si occupano dei
bambini in loro assenza ma cosa importante queste strutture non devono gravare eccessivamente sul bilancio famigliare (attenzione perché già qui ci sarebbe la possibilità di creare posti di lavoro
anche autogestiti). Questi bambini oggi non sono catalogabili come persone che fanno aumentare la domanda di lavoro perché il loro unico lavoro è lo studio la cultura li farà affacciare nel mondo
del lavoro. La fascia d’età 17-30 anni va divisa a sua volta in persone che stanno ancora studiando e che quindi magari necessitano di un lavoro nel periodo estivo o festivo per potersi mantenere
nelle loro piccole esigenze senza gravare sul bilancio famigliare e che li faccia comunque sentire più maturi e responsabili e capire il valore di ciò che gli passa fra le mani; e in persone che
hanno terminato gli studi, quest’ultimi che sono quelli che fanno impennare la domanda di lavoro a loro volta vanno suddivisi sul titolo di studio, può sembrare strano ma tra i giovanissimi c’è
tantissima gente che non ha raggiunto la licenza media inferiore a questi bisognerebbe dare l’opportunità di concludere almeno il ciclo di studio dell’obbligo, quindi la divisione sarà in licenza
elementare, licenza media inferiore licenza media superiore titoli universitari. Sempre in questa fascia è importante sapere quanti disoccupati o sottoccupati ci sono. La stessa selezione va
ripetuta nella fascia 31-65 (età attualmente massima per andare in pensione); e non dimentichiamo la terza età che per quanto non incidano sulla domanda d’impiego possono però diventare fonte di
occupazione (qui tocchiamo l’aspetto sociale).
Di tutte le fasce è importante conoscere ambizioni aspirazioni, e tutte queste informazioni dovrebbero essere tenute in una banca dati della domanda di lavoro che deve poi essere fatta incrociare
con una banca dati delle offerte. Un’amministrazione seria dovrebbe per prima cosa adoperarsi per la ricerca di fondi necessari per portare alla nascita questa eventuale banca dati d’informazione e
badate bene che già questa ricerca ed elaborazione dei dati creerebbe dei posti di lavoro. La ricerca dovrebbe poi continuare sulle attività presenti nel territorio, quelle che mancano e che
potrebbero essere create, quindi bandire progetti per la realizzazione di nuovi posti occupazionali e trovare i fondi per premiare ed incentivare i progetti migliori, fondi ovviamente rivolti a
giovani disoccupati o sottoccupati che vogliono emergere e che hanno buone idee ma mancano dei mezzi di realizzazione, l’amministrazione potrebbe diventare il punto d’incontro tra i progettisti ed
i finanziatori facendo anche da garante. Notate bene che anche la presentazione e lo studio dei progetti potrebbe creare la possibilità di nuove occupazioni. Infine ma molto importante non deve
mancare incontri a tema tra persone disoccupate e sottoccupate con consulenti del lavoro, ed anche qui l’amministrazione dovrebbe fare da tramite, i consulenti spiegherebbero a questi neo
imprenditori come poter realizzare al meglio i propri progetti e motivarli sulla base delle loro capacità ed aspirazioni consentendo anche colloqui individuali oltre che collettivi al fine di
orientarli.
Una buona consulenza ed una buona istruzione sono un binomio che fa calare il tasso di disoccupazione, l’occupazione a sua volta creerà nuova ricchezza la gente sarà più invogliata a spendere ed il
denaro torna a circolare a 360°.
Beh io ho fatto la mia proposta per ridurre disoccupazione e povertà resto a disposizione per confronti o eventuali chiarimenti sui punti esposti questo è solo l’inizio per fare capire ad Ittiri e
a tutti gli Ittiresi che sono tante le cose che si possono fare dispensando droga furti scommesse ed alcol che sono solo nocivi.


Leonardo 11/05/2009 16:45


No, no, io direi proprio che è meglio che alcune cose si dicano. Se io sono un amministrato devo avere la possibilità di parlare con chi mi governa. Ha ragione Gallus, questo signore è davvero
irraggiungibile !
Lo vedi sempre con il telefonino acceso, con quell' auricolare che penzola, e lui che parla al vuoto, con nessuno.
A cavallo del motorino parte in picchiata e non riesci più a tenerlo.
Ma come si fa a comportarsi in questo modo ?
Per forza poi che nessuno lo vota più.


Sonia 11/05/2009 16:24


Va bene Baingio, affrontiamo la discussione pacatamente ma anche (direbbe Veltroni) con la chiarezza che l' argomento merita.
Gallosu ha messo il dito sulla piaga: povertà, disoccupazione, distanza dal popolo, freddezza, altezzosità. Gli argomenti sono tanti e di varia natura, sulla povertà concordo con te, è necessario
uno sforzo comune, unitario, con il coinvolgimento di tutti gli enti e le associazioni interessate. Perchè non si è pensato ad esempio, come è stato fatto nella città di Roma alcuni anni addietro (
assessore Gasbarra )che ha convinto alcune delle maggiori banche a mettere a disposizione un fondo di emergenza al quale accedere per bloccare ed arginare i casi più gravi ? Naturalmente il comune
dovrebbe fare da garante. Faccio un esempio: se una famiglia corre il rischio di un pignoramento, a vario titolo, o della casa ( ad Ittiri vi sono alcuni casi eclatanti di lavoratori che rischiano
di perderla ) oppure di altri beni, con l' accesso a questo fondo di emergenza è possibile bloccare tutti gli atti successivi e mettendo nelle condizioni di poter mantenere il possesso dei propri
beni il malcapitato.
Cosa costa farlo ?
Cosa ne pensano gli amministratori ?
Ne hanno mai discusso o pensano a.... ( va bene sto zitta, ho promesso calma...)


Baingio 11/05/2009 16:12


Da dove iniziare a fare proposte ?
Sulla disoccupazione forse è meglio che si studino degli interventi mirati, distribuiti
nell' arco del tempo, creando un "calendario" di lavoro a rotazione, con un minimo di tre mesi di lavoro tale da consentire la maturazione per avere il diritto alla disoccupazione;
per la povertà, che comunque è legata alla disoccupazione, si dovrebbero individuare prima le cause ( in alcuni casi dovuta al vizio o malattia del gioco, dell' alcolismo, della contrazione di
debiti a cui poi è difficile porre rimedio e fine ecc. )e poi studiare gli interventi più appropriati in sintonia con la questura, il prefetto e le associazioni del settore.
Certo che il nostro sindaco sia distante dal suo popolo ( e nulla fa per dimostrare il contrario )è vero. Dovremmo però analizzare bene l' operato della sua giunta prima di dare giudizi affrettati.
Io sono molto critico e tutti i miei post lo dimostrano ma se vogliamo discutere con calma diamoci tutti una regolata. Potremmo capirci di più.