Tutto sul caso Alzheimer - Dore - Aion

 

Aion di Ittiri: truffa e maltrattamenti. Accuse gravissime.

Ma che cosa è accaduto ? Come è stato possibile che persone perbene, e lo sono ancora sino alla dimostrazione delle accuse nei gradi di giudizio che eventualmente dovranno affrontare, impegnate quotidianamente nel sociale, ed in particolare nel campo sanitario e di assistenza attraverso una attività, svolta totalmente in forma volontaristica e gratuita, a difesa delle persone affette dal morbo di Alzheimer, possano essersi macchiate di una azione così grave ed infamante ? La nostra piccola comunità, fatta di famiglie che si intrecciano e si legano una all’altra da rapporti antichi che ci permette di conoscerci tutti, almeno di vista, ci consente di sapere e di capire quando alcune cose non vanno. Siamo testimoni, e lo affermiamo con forte determinazione,  della serietà professionale delle persone coinvolte, alle quali va tutta la nostra solidarietà e comprensione ed ai quali auguriamo una soluzione positiva ed indolore. Solo che ormai, come accade da troppo tempo ed in tutti i settori della vita sociale e politica, il danno è fatto ! La reputazione e la serietà delle persone coinvolte è seriamente compromessa. Una eventuale, ed auspicata, sentenza di assoluta estraneità ai fatti potrà riequilibrare il grado di affidabilità ? Non solo dei medici coinvolti e dei dirigenti della associazione di volontariato che si occupava dell’ accoglienza, ma anche del politico travolto da questo “incidente” che, credendo fermamente in questa terapia alternativa all’ uso dei farmaci, ci ha messo la faccia, il suo impegno e la sua persona al servizio di una causa e di una cura, ancora da affinare e dimostrare attraverso un protocollo scientifico, che avrebbe dovuto e potuto dare risalto alla nostra cittadina a livello internazionale.  Alcuni mesi fa abbiamo trattato l’ argomento delle tecniche utilizzate dal Dott. Giuseppe Dore per curare i malati di  Alzheimer, la terapia “Neuropsicanalisi”, che è improntata totalmente nel rapporto umano, nel ragionamento e nello stimolo continuo per risvegliare quella parte di cervello “dormiente”. In attesa che la magistratura, come è giusto che sia, svolga il suo lavoro di accertamento dei fatti,  vi proponiamo l’articolo de “L’unione sarda”.

  " Ci sono anche 4 medici e un consigliere regionale tra gli arrestati dai carabinieri dietro mandato della Procura di Sassari. Sarebbero a vario titolo coinvolti in un’associazione a delinquere finalizzata alla truffa ai danni dei malati di Alzheimer. Nei loro confronti sarebbero stati compiuti anche maltrattamenti e violenze fisiche e psicologiche. Nei video registrati dai carabinieri le immagini choc. Gli arrestati dai carabinieri del comando provinciale di Sassari per associazione per delinquere finalizzata alla truffa sono il consigliere regionale del Pdl Antonello Peru, 48 anni, di Sorso e i medici neurologi Giuseppe Dore, 43 anni, di Ittiri, Marinella D’Onofrio, 52 anni, di Sassari, Massimo Lai, 47 anni, di Olbia e Gianfranco Dettori, 33 anni, di Sennori. Dore e D’Onofrio in carcere, gli altri ai domiciliari. Tra gli arrestati anche numerosi parenti dei pazienti di una struttura sanitaria di Ittiri (Sassari). In carcere sono finiti Salvatore Fadda, 43 anni, di Ittiri, collaboratore di Dore; Maria Giuseppa Irde, 46 anni, di Bonorva, collaboratrice di Dore; Ornella Bombardieri, 62 anni, di Roma, familiare di un paziente. Agli arresti domiciliari, invece, Stefania Serra, 37 anni di Sassari, Andrea Di Carlo, 35 anni, di Grottaferrata (Roma), Carolina Greco, 35 anni di Senigallia, Verusca Panara, 40 anni, di Bucchianico (Chieti), Cosimo Sarra, 68 anni, di Dolianova (Cagliari), Federico Belli, 64 anni di Tortoreto (Teramo), tutti familiari di paziente, e Alfonso Di Stavolo, 47 anni di Roma, assistente di un paziente.  

LE ACCUSE – Avrebbero costituito un’organizzazione, l’Associazione Italiana Operativa Neuropsichiatrica (Aion Onlus) a scopo di lucro, traendo profitti dalle pseudo visite specialistiche, dalle donazioni dei familiari dei pazienti e dalle vendite delle pubblicazioni della società editrice Saturno, nonché dai contributi della Regione Sardegna. In realtà, sotto la copertura formale dell’associazione, i due neurologi finiti in carcere oggi a Sassari, Giuseppe Dore e Marinella D’Onofrio, avevano concepito un “protocollo terapeutico”, la psiconeuroanalisi, divulgato a livello nazionale dai loro colleghi che, sostenuto come efficace terapia contro il morbo di Alzheimer e in genere contro tutte le forme di demenza, si concretizzava in gravissime violenze fisiche e psicologiche nei confronti dei pazienti, tutte documentate dalle riprese dei carabinieri. Il consigliere regionale del Pdl Antonello Peru, invece, è stato arrestato in quanto si sarebbe adoperato per fare stipulare una convenzione tra la Asl di Sassari e l’associazione Aion per la concessione di locali nell’ospedale Alivesi di Ittiri, con l’impegno per futuri progetti di collaborazione. Peru si sarebbe adoperato anche per la stesura da parte della Asl di un bando per la ricerca scientifica, in modo che risultasse vincitrice la stessa Aion"


  La Memoria difensiva di Antonello Peru

 

 I sottoscritti difensori di Peru Antonello nato in Sassari il 15 agosto 1964, indagato come in atti nel procedimento penale n° 2408/12 PM – 2827/12 GIP e destinatario dell’Ordinanza di data 2 agosto 2012, alla S.V.Ill.ma espongono.
Nell’ambito della contestata associazione per delinquere, all’indagato Peru vengono contestate alcune, specifiche, condotte attraverso le quali quest’ultimo avrebbe apportato il proprio sostanziale contributo alle finalità proprie dell’associazione medesima. Riprendendo testualmente il rimprovero riportato nella Ordinanza, il Peru avrebbe dunque: “fornito il suo contributo, anche ricorrendo alle conoscenze personali con Temussi Massimo, Direttore generale dell’assessorato alla sanità della RAS e di Giannico Marcello, direttore generale dell’ASL, per la definizione della stipula della convenzione (riversata nella citata delibera 912 del 7.12.2011 ) e impegnandosi per successivi progetti di collaborazione con la ASL stessa, anche progettando la partecipazione dell’associazione a bandi blindati ( creati cioè in modo tale da consentire all’associazione suddetta di vincere le selezioni e di essere preferiti ad altri soggetti , anche enti pubblici ).
1 ) Il primo apporto all’associazione, dunque, l’On.le Peru lo avrebbe fornito attraverso le sue conoscenze personali, che avrebbero consentito all’AION di elevare a livello nazionale, e senza accreditamento scientifico, la terapia del Dr. Dore, col conseguente giovamento economico di tutti i partecipanti al sodalizio. In pratica, ed attraverso la politica, l’associazione avrebbe potuto reperire le risorse pubbliche (soldi destinati alla ricerca scientifica) e le strutture indispensabili per consentire al Dr. Dore di accogliere i pazienti ( intera struttura dell’ospedale Alivesi). Gli introiti complessivi dell’intento criminoso, sarebbero poi confluiti nella casa editrice Saturno alla quale, a detta del Casu, partecipava anche il Peru .
Già inizialmente, quindi, secondo la prospettazione dell’accusa, l’indagato si era dovuto impegnare per la “definizione” della delibera n° 912 del 7.12.2011, con la quale l’ASL di Sassari aveva concesso in comodato alcuni spazi all’interno dell’ospedale Alivesi di Ittiri .
A detta del Casu, infatti, detta delibera venne adottata a seguito di: “un incontro amichevole svoltosi nello studio di Giuseppe Dore, in via Quarto a Sassari, al quale, avevano partecipato Dore Giuseppe, Casu Davide, Fadda Salvatore, D’Onofrio e lo stesso Giannico …. convincendolo a destinare all’associazione AION una parte dell’ospedale Alivesi, cosa che avvenne nel giro di pochissimi giorni “.
L’assunto è assolutamente falso, e la prova di tale falsità è evidente oltre che documentalmente dimostrabile.
Dagli atti reperiti nel fascicolo relativo alle indagini preliminari, emerge che in data 30 settembre 2011 il presidente della AION Onlus presentava domanda per ottenere alcuni locali dell’ospedale di Ittiri al fine di consentire all’associazione (fino ad allora priva di sede) di riunirsi e di proseguire l’attività.
Con delibera del 7 dicembre successivo (carte 803), l’ASL concedeva in comodato (e non in convenzione) all’AION alcune camere, inutilizzate, in stato di degrado da anni (senza luce, acqua etc.) e non funzionali all’attività assistenziale della struttura ospedaliera. Ciò, per un periodo di tre anni, con un costo di utilizzo di € 1.200,00 annui, con obbligo di ristrutturazione, decoro, pulizia, custodia, acqua, luce, fognature, riscaldamento a carico del concessionario, e con facoltà per il concedente di ottenerne il rilascio con un preavviso di soli 30 giorni.
Orbene, così stando le cose, considerato:
- che la D.ssa Angela Cavazzuti, già Direttore Amminstrativo dell’ASL, a specifica domanda degli inquirenti (pag. 116 CNR del 12.6.2012 ) “D. Quali sono i tempi per istruire una pratica del genere “, risponde: “ possiamo dire che tra valutazioni e verifiche, predisposizione dell’atto, di firme occorre almeno un mese “;
- che la procedura amministrativa ha seguito l’iter regolare, con sopralluogo da parte degli uffici competenti e, segnatamente, del Settore Patrimonio;
- che l’On.le Peru non ha, né ha mai avuto alcun ruolo né nell’associazione Aion, né nella compagine sociale della casa editrice Saturno (alla quale non ha mai versato nemmeno un euro);
- che a fronte dello stato di fatiscenza e comunque di degrado della struttura oggetto del comodato, lo schema contrattuale (della durata di tre anni) ha previsto regole particolarmente rigide e comunque onerose per il comodatario: un costo di utilizzo di € 1.200,00 annui, un obbligo di ristrutturazione, decoro, pulizia, custodia, acqua, luce, fognature, riscaldamento a carico del concessionario, e con facoltà per il concedente di ottenerne il rilascio con un preavviso di 30 giorni;
- che la Delibera n° 912 è stata adottata ben 67 giorni dopo la presentazione della domanda, e non, come testualmente dichiarato dal Casu Davide ( pag. 34 Ordinanza ) ”nel giro di pochissimi giorni “;
- che, come può facilmente evincersi dalle notizie stampa che ci si è riusciti a procurare fino a questo momento (l’ultimo articolo è apparso sulla Unione Sarda del 5.8.us ), l’impegno istituzionale della maggioranza regionale, della quale l’On.le Peru è parte integrante, è senz’altro diretto a mantenere la struttura ospedaliera di Ittiri attraverso la sua riconversione in un reparto di lungodegenza. Proprio in tale contesto di programmazione regionale, che l’Asl ha ovviamente recepito, sono state individuarsi le risorse economiche (assolutamente vincolate e non spendibili diversamente) già destinate all’edilizia sanitaria e vincolate a tale scopo dalla maggioranza governativa regionale. A tale ultimo proposito, vanno segnalati convegni locali, incontri pubblici e meeting ai quali è intervenuto l’On.le Peru proprio al fine di supportare la manifestazione della volontà regionale in tema di destinazione di fondi a favore della riconversione, come più sopra specificata, delle struttura ospedaliere di Thiesi e di Ittiri;
appare chiaro che :
- non vi è stato alcun intervento e/o pressione da parte dell’On.le Peru a favore dell’associazione. Ciò in quanto un eventuale interessamento avrebbe non solo ridotto al minimo i tempi di attesa (nella fattispecie concreta, più che raddoppiati) ma certamente consentito condizioni contrattuali più vantaggiose, e non solo economicamente.
- il Casu Davide mente in ordine ai “pochissimi giorni “ che sarebbero occorsi per ottenere la più volte citata delibera (ben 67 giorni a fronte del mese indicato come termine congruo dalla sommaria informatrice D.ssa Cavazzuti);
- evidentemente ed in ragione del summenzionato programma sanitario regionale istitutivo del reparto di lungodegenza presso l’Alivesi, la condizione che consentiva all’Asl di rientrare in possesso dell’immobile era stata posta proprio in considerazione della possibilità per l’Ente di ottenere nel più breve tempo possibile il rilascio dei locali occorrenti per gli scopi più sopra indicati;
2 ) Un ulteriore ausilio all’associazione onlus AION sarebbe stato fornito dal Peru già all’atto della: “registrazione dell’associazione all’albo del volontariato“ (pag. 80 Ordinanza di custodia) . In particolare, infatti, secondo le dichiarazioni del Davide Casu (CNR CC Sassari pag. 70): “le procedure per la registrazione dell’associazione nell’albo del volontariato sono state seguite dal Peru, che ha terminato la procedura nei termini di un paio di giorni, contro i sei mesi ordinariamente necessari . Il registro della Onlus è a livello regionale e anche provinciale“.
Il dato è assolutamente falso, oltre che destituito di fondamento giuridico.
In primo luogo, l’On.le Peru non ha mai perorato la causa dell’associazione presso nessuna amministrazione, né pubblica, né privata.
In secondo luogo, e per trarne la debita conferma, sarebbe bastato dare una veloce scorsa alla normativa regionale in tema di “disciplina dell’attività di volontariato L.R. 13.9.1993 n° 39 (che ad ogni buon conto si allega in copia ), per dedurne ( art. 6 comma 5) che: “l’iscrizione al registro è disposta con decreto del Presidente della Giunta regionale entro 30 giorni dalla data di presentazione della domanda “.
Peraltro, al fine di ottenere le debite agevolazioni fiscali, qualunque Onlus ha necessità di ottenere l’iscrizione ad un albo istituito presso l’Agenzie delle entrate. In relazione a tale incombente, l’art. 3 D.Min.le 266/03 prevede l’istituto del silenzio assenso nei 40 giorni successivi alla presentazione della domanda.
Ciò per dedurne come, in ogni caso, l’assunto della Polizia giudiziaria (e prima ancora del sommario informatore/indagato Casu Davide) relativo al termine di: “sei mesi necessari ordinariamente“ per ottenere la registrazione (sia presso la RAS che presso l’Agenzia delle Entrate), sia assolutamente destituito di qualsiasi riferimento a dati reali o realistici. Sia per l’ipotesi di registrazione presso l’albo regionale che per quello istituito presso l’agenzia delle entrate, infatti, il termine previsto dalla legge per dar seguito alla domanda (da chiunque presentata) sarebbe potuto consistere, al massimo, in 30 od in 40 giorni .
Così stando le cose, proprio non si comprende quale possa essere stato l’apporto dell’On.le Peru rispetto alla vicenda contestatagli quale ulteriore contributo all’associazione per delinquere.
Tra l’altro, la Onlus è stata costituita in data 11 luglio 2011, ed a fronte di una richiesta di iscrizione (prot.RAS n° 0017085 del 27.7.2011 ) il decreto di iscrizione nel registro del volontariato è stato pubblicato 47 giorni dopo (BURAS 12 settembre 2011, allegato 32).
Per non parlare, poi, della successione temporale relativa alla fondamentale iscrizione della Onlus presso l’agenzia delle entrate. La domanda, presentata in data 27 luglio 2011, è stata evasa, con una intermedia richiesta di integrazione, in data 4 ottobre 2011, dopo quindi 69 giorni (termine nel quale – ai fini del silenzio assenso - va naturalmente computata la sospensione dovuta alla richiesta di integrazione documentale).
Ciò per dedurne, ulteriormente, l’assoluta falsità delle affermazioni del Casu Davide sul punto (… il Peru era riuscito ad ottenere …. la registrazione nel termine di un paio di giorni …. Pag. 80 Ordinanza, pag. 70 CNR CC di data 12 giugno 2012).
Ancora.
Ulteriore addebito riguarda l’attività del Peru in relazione ai finanziamenti pubblici in genere che sarebbero confluiti all’AION.
Nell’ambito del suo complesso piano criminoso, l’associazione aveva pensato di acquisire l’intero ospedale Alivesi al fine di: (pag. 34 ordinanza ) “permettere al Dore, non inquadrato in nessuna Asl, la gestione della struttura ospedaliera. Questo era l’unico modo per partecipare al bando e per poter vincere una gara d’appalto sulla ricerca dell’Alzheimer. Grazie alle amicizie di Antonello Peru si doveva coinvolgere l’ASL che avrebbe dovuto predisporre un bando di ricerca, definito blindato di 500.000 euro in modo da garantirsi l’aggiudicazione. Il Casu ha ricordato che il meccanismo fu studiato una notte del dicembre 2011 a casa di Giuseppe Dore durante un incontro tra lo stesso Dore, Fadda, Peru e Temussi Massimo ed al quale era presente anche lui. Il Peru avrebbe dovuto articolare la richiesta con Giannico in modo da veicolare i soldi al direttore amministrativo Massimo Temussi che gestiva i denari della regione nell’ambito dell’ASL. Temussi e Peru nel corso della riunione spiegarono agli intervenuti che in quel momento vi era una disponibilità di sei milioni di euro che l’ASL non sapeva come utilizzare. Il sistema prevedeva la pubblicazione di un bando con cifre basse e quindi non interessante dal punto di vista economico, cosi chè l’università e altri enti non avrebbero partecipato. Inoltre, si sarebbe dovuto stabilire un termine di 5/10 giorni per la presentazione delle offerte in modo tale che l’AION sarebbe risultata l’unica partecipante. Gli introiti sarebbero stati fatti affluire alla casa editrice Saturno, della quale facevano parte anche Peru come socio sostenitore….. “Il Casu peraltro (pag. 7 Ordinanza), aveva già riferito che: “mentre il ruolo del Dore…… era assumere un ruolo dominante nel campo della cura delle demenze…… Peru doveva avere un ruolo dirigenziale nella struttura“
La ricostruzione offerta dal Casu Davide alla Polizia Giudiziaria è talmente fantasiosa da risultare quasi imbarazzante doverla confutare .
In primo luogo, è doveroso rammentare (in un ambito pur sempre giuridico) che ogni trasferimento di soldi pubblici sottostà a regole e procedure precise, poste a garanzia dell’equità nella distribuzione delle risorse di tutti. In un tale contesto, deve ulteriormente precisarsi che il ruolo della politica assume esclusivamente connotati di indirizzo e controllo, mentre la concreta gestione del momento successivo all’individuazione delle risorse da spendere compete alla complessa macchina amministrativa che, notoriamente, consta di atti, procedure, sistemi complessi, valutazioni, commissioni, esperti e quant’altro .
Ciò posto, deve ancora evidenziarsi che ogni tipo di provvidenza Regionale da utilizzare al fine di promuovere la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica in Sardegna, è regolata dalla L. R. 7 agosto 2007 n° 7 (se ne allega copia). Nell’ambito di detta, fondamentale, normativa, l’art. 13 trasferisce alle sole Università (di Cagliari e di Sassari) le risorse del fondo unico regionale istituito dalla Legge. Si produce la convenzione firmata il 30 dicembre 2011 tra RAS ed Università di Cagliari e di Sassari .
In buona sostanza, ogni anno, il Consiglio, su proposta della Giunta e dell’Assessorato alla Programmazione, bilancio ed assetto del territorio della RAS, approva l’individuazione delle risorse pubbliche da destinare al finanziamento della ricerca scientifica sui programmi di ricerca di base o fondamentali. Come già accennato, dette risorse, poi, a seguito della pubblicazione dei bandi predisposti dagli uffici, vengono trasferite alle diverse Università (come detto, unici soggetti titolati) attraverso apposite convenzioni.
Anche per l’annualità 2012 la RAS ha regolarmente bandito l’invito a presentare i progetti di ricerca fondamentali o di base (determinazione n° 5651 rep. 722 del 25.6.2012). Quasi inutile dire che (a prescindere dalla mancanza o meno dei requisiti soggettivi) né la AION né il Dr. Dore hanno depositato alcuna richiesta di partecipazione (si produce invito a presentare progetti di ricerca e bando ad esso relativo).
In un tale contesto, ed alla luce delle inderogabili normative in materia, sarà bene precisare:
- che contrariamente a quanto sostenuto dal Casu Davide (“grazie alle amicizie di Antonello Peru si doveva coinvolgere l’ASL che avrebbe dovuto predisporre un bando di ricerca, definito blindato di 500.000 euro“), l’ASL non ha alcuna possibilità giuridica di predisporre bandi di qualsivoglia genere;
- che appare semplicemente grottesco, soprattutto alla luce della particolare complessità della materia come sopra indicata, ipotizzare un bando “blindato“(che peraltro non può essere bandito dall’ASL),
- che, notoriamente, l’ASL non trasferisce risorse alla RAS (per poi farle spendere ad libitum dal direttore generale dell’assessorato alla sanità) ma, semmai, incamera denaro pubblico, trasferito dall’Assessorato Regionale con destinazione vincolata e non modificabile né adattabile alle esigenze di chicchessia;
Ciò posto, considerata la particolare difficoltà della materia dei finanziamenti pubblici, la specificità dei destinatari di dette risorse, la garanzia istituzionale fornita dall’Università (certo non in rapporti di amicizia col Dr. Dore), la particolare complessità della macchina organizzativa/gestionale dei bandi, appare assolutamente evidente l’impossibilità per l’On.le Peru - e per il vero di chiunque - di aver garantito un qualsiasi apporto a favore della AION o del Dr. Dore.
Semplicemente ridicolo, infine, sostenere che l’ASL avesse una disponibilità di sei milioni di euro che “non sapeva come utilizzare “.

Sassari, li 6 Agosto 2012

 

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Giuseppe Dore e Davide Casu.

due amici legatissimi da affetto fraterno

sin dall' infanzia sino alla fine del 2011.


Quando un amico diventa nemico.

 

A cura del Prof. Artemide Fassinella

 

malato alzahimer 1

Si dice che quando un amico fraterno diventa un nemico si scatena una lotta tra le più subdole e meschine. Ognuna delle parti in campo conosce il punto debole dell'altro. E lì, proprio su quel punto debole, si accaniscono gli amici-nemici. Ed è lì che vedi la vera cattiveria delle persone. Ognuno di noi, quando pensa alla propria infanzia, trova subito nei propri pensieri le facce, le voci, insomma quelle impronte migliori lasciate dagli amici con i quali abbiamo trascorso freddi inverni, riscaldati solo dalla loro presenza, e riso di gusto d’estate. Si dice che quando l’amicizia si rompe provoca un dolore che non tutti possono superare. Certo, si può essere delusi, si può soffrire. I sentimenti di per sé volano altissimi sulle ali del rischio. Ci si mette in gioco e poi vada a finire come deve. E' quella la prova generale, tante volte replicata, della vita adulta. Il punto pericoloso è quando scatta la voglia di organizzare, in modo micidiale, una sorta di interesse superiore: quello della comunità.
L’amicizia si sa, è un sentimento affettuoso e quasi fraterno che unisce le persone in una cosa sola. L' uno si trasforma in un noi. L' amicizia consente di partecipare e condividere tutto con l’altro: che significa gioire quando l’altro gioisce e soffrire quando l’altro soffre. L’amicizia è quell’affetto che fonde la ragione con il sentimento. La ragione che è una facoltà dell’intelletto dove si conoscono le cose, i fatti, discernere e giudicare, interviene per vagliare e stabilire con l’altro, quando è possibile, una reciproca somiglianza sulla vita, sulle abitudini, sulle aspirazioni umane e perché no, anche in quelle divine. Il sentimento quale veicolo di affetto che la ragione rende puro e dolce. L’amicizia sotto questo punto di vista è un ideale da perseguire con tenacia perché: "Chi trova un amico trova un tesoro". Nell’amicizia anche se non rispecchia l’ideale di un sentimento affettuoso, fraterno, puro e disinteressato, è pur sempre possibile coltivare il desiderio di avere accanto una persona fedele, fidata che possa valorizzarne l' esistenza. Quando però l' amicizia è improntata con perfidia, utilizzando il legame d’amicizia per stringere relazioni vantaggiose la cui finalità è l’interesse, la passione se non il vizio. La relazione così impostata non può essere stabile e nemmeno superare le difficoltà, perché quando viene a mancare l’interesse o la gratificazione, si spezza. Questo non succede nella vera autentica amicizia perché ha in sé la capacità di superare prove e sofferenze.
Vi è anche un’amicizia che si fonda sull’apparenza e che è destinata al naufragio, perché è inganno. Difatti com’è possibile stabilire un rapporto affettuoso con chi è avaro, disonesto, lussurioso ed egoista? Com’è possibile mantenere l’amicizia attraverso l’adulazione, la mancanza di stima, la frode, l’inganno, l’interesse o semplicemente per poggiarsi su di un gruppo? L’amicizia non può essere una questione di calcolo, nemmeno può essere solo una questione di affetto. "L’amico fedele è medicina che dà vita." (Sir 6,16). Non c’è, infatti, medicina più forte, più efficace o più eccellente per le nostre ferite, in tutte le cose terrene, che avere accanto chi soffre insieme con noi nella sventura o goda dei nostri successi. Ad ogni modo l’amicizia e sempre un’esperienza esaltante perché scopre la gioia di ritrovarsi e condividere, il piacere di stare insieme, il desiderio di volersi bene. Nell’amicizia si possono condividere i pensieri e le attese anche senza le parole, è un sentimento fra i più belli da vivere perché dona emozioni, complicità e nella gratuità rende più ricchi. Come potrai trovare nell’altro ciò che non è in te? Come puoi esigere da altri la lealtà, la sincerità, il disinteresse, la fedeltà, l’altruismo se sei bugiardo, sleale, interessato, infedele ed egoista? Prima devi trovare in te le cose che pretendi da altri e solo dopo le potrai offrire a quella persona che ritieni possedere le cose che tu desideri.
L’amico diventa nemico quando vuole condurci al peccato, alla rovina, alla dannazione. Queste sono le prove evidenti di una falsa amicizia qualunque sia il peccato. Se l’amico è preda del vizio, la nostra amicizia è viziosa, poiché manca la base di una sincera e solida virtù sostituita da una moralità apparente o un aspetto sensuale. L’amicizia ha bisogno di tempo, di silenzio, di sensibilità per far scaturire dal cuore parole che non sono destinate solo all’amico, ma che descrivono il mistero della vita, ed è qualcosa che cresce come un dono.