Alivesi : una fitta rete di solidarietà, condivisione e accomunanza di progetti sarebbe l' ideale. Però....
Ipotizziamo per un attimo, solo per un attimo, di vivere in un paese normale. Dove le cose vengono chiamate con il loro nome. Dove i rapporti tra le persone sono improntate nel pieno rispetto delle idee, delle diverse posizioni, dei ragionamenti e modi di vedere. Immaginiamo di avere un primo cittadino, che sia davvero Primo, che anzichè vivere nell' alto dei suoi pensieri è a terra. Tra di noi. Uno di noi. Uno che vede le cose non più come sue, personali, di proprietà ma nella disponibilità di tutti i suoi cittadini che devono goderne i benefici e devono anche sostenerne eventuali costi. Illudiamoci ancora per un attimo che nel nostro paese le idee possano avere libero accesso alla veicolazione, alla diffusione capillare in seno a tutte le altre pieghe culturali e sociali presenti sulla ricca e pensosa fronte d' Ittiri. Allora, solo allora, potremo dire di poter raggiungere qualsiasi traguardo ed obiettivo. Anche quello più difficile e complicato. Così è sul fronte della discussione innescata sul problema dell' Ospedale Alivesi. Che è, si, un tema vecchio di almeno 20/25 anni, ma che è urgentemente presente adesso ! Due storiche Associazioni, il Comitato pro Ospedale e Abbadorzu Onlus, sono già da svariati giorni al lavoro per elaborare un "Programma-Piattaforma" di rilancio e rivalorizzazione della struttura ospedaliera, cercando di individuare, attraverso interviste e continue domande agli specialisti della sanità, una possibile ed indolore soluzione per il mantenimento ed il possibile rilancio dell' ospedale. Le tesi sono tante e le proposte le più variegate. Sono state sintetizzate in 4/5 punti che potrebbero essere una buona base di discussione e di confronto per raggiungere una stesura definitiva di una rivendicazione unitaria. L' idea delle due Organizzazioni è quella di creare attorno ad una piattaforma ed un programma unitario un consenso bipartisan che veda schierati a suo sostegno tutte le personalità politiche che il nostro territorio ha espresso alle ultime elezioni Comunali, Provinciali, Regionali e Nazionali. Personalità che sì potranno benissimo fare passerella a volontà (del resto vivono anche di questo) ma che sono in grado di dire, battendo le mani ed i piedi, agli amministratori della Sanità Sarda quale può essere la strada maestra da seguire. Non solo, attorno a questa piattaforma sanitaria, dovranno aderire tutte le organizzazioni del volontariato territoriale e regionale e tutte le associazioni di qualsiasi genere e tipo dando forza e vigore alla rivendicazione. Tutto questo, dopo le dovute verifiche, distribuzione dei compiti e delle responsabilità, anche in perfetta collaborazione e coordinamento con la Amministrazione Comunale, dovrà sfociare in una mega assemblea generale per dire all' Assessore Regionale ed al Presidente della Regione come la pensa Ittiri ed il suo territorio in materia di rilancio, difesa, valorizzazione del proprio ospedale. In un paese normale quando si indicono riunioni con le associazioni si usa scrivere un invito ufficiale ed un ordine del giorno chiaro. In un paese normale, senza padroni nè arroganti, ci si confronta liberamente. Per costruire qualcosa, non per distruggere. In un paese normale, appunto.