Andrea Prato : "La Sardegna Regione Capofila per sostenere la nuova Politica Agricola Comune"
“Sardegna regione capofila in Europa per sostenere la nuova Politica agricola comune voluta dal commissario Ue Ciolos e che vede per la prima volta l’agricoltura come bene pubblico. È una svolta storica sulla quale lavoreremo per convocare nell’Isola tutte le Regioni d'Europa, dove l’agricoltura è prima di tutto salvaguardia della ruralità e del ruolo sociale, con l’obiettivo di creare un coordinamento per avere più forza a sostegno di una politica comune”. È la proposta lanciata dal dall’assessore dell’Agricoltura Andrea Prato, intervenuto a Ozieri (SS) a un convegno sulla nuova Pac 2014-2020 organizzato dall’associazione "I Pratici" e moderato dal direttore de Il Tempo Mario Sechi.
La Politica Agricola Comune (PAC) è la politica europea che più di ogni altra ha dovuto, nel corso degli anni, rinnovarsi per poter affrontare i continui mutamenti intervenuti negli scenari economici, compresi quelli internazionali. Ciò è avvenuto non perdendo mai di vista due obiettivi principali: garantire un reddito soddisfacente agli agricoltori europei; fare i conti con un capitolo agricolo del bilancio UE sempre più ridotto. Senza, con questo, tralasciare tutta una serie di altri obiettivi collegati alla qualità delle produzioni, al rispetto dell’ambiente, della biodiversità, delle risorse idriche, ecc.
Con l’ultimo “aggiustamento” chiamato Health Check, di fine 2008, la PAC ha in sostanza chiuso il cerchio del lungo percorso di riforme avviato nel 2003 trovando così un suo assestamento.
Ora, il dibattito da parte del mondo agricolo e accademico si sposta necessariamente sul futuro della PAC, ovvero su come tale importante politica europea dovrà essere strutturata dopo il 2013, anno in cui prenderà il via il nuovo periodo di programmazione finanziaria che si concluderà nel 2020.
Non sarà semplice per i Governanti europei, e in primis per il Commissario all’Agricoltura Dacian Ciolos, far convergere i diversi punti di vista che da sempre contraddistinguono gli Stati membri. Infatti, Francia, Germania, Italia, Gran Bretagna, Paesi del nord Europa, Paesi entrati più di recente nell’UE manifestano posizioni e punti di vista differenti. Da tutti questi Paesi giungono, però, anche tante proposte da ascoltare e valutare.
La posizione del Commissario europeo all’Agricoltura Dacian Ciolos
Nuova PAC rafforzata e non ridimensionata
Sono numerosi gli Stati membri dell’UE che spingono per ridurre, anche in maniera considerevole, il bilancio agricolo europeo, che oggi assorbe circa il 40% dell'intero budget. La schiera comprende gran parte dei Paesi del nord Europa che hanno trovato, però, nel nuovo Commissario UE all'Agricoltura, Dacian Ciolos , una certa resistenza. Sulla questione dei fondi da destinare alla PAC, infatti, il Commissario europeo, nel giorno del suo insediamento (marzo 2010), ha sottolineato di considerarsi un riformatore ma che riformare non significa necessariamente dover ridurre il supporto finanziario al comparto agricolo, in quanto non può esistere una nuova PAC senza un budget adeguato.
Una nuova PAC per il sostegno dei redditi agricoli
In sostanza, la prossima riforma della PAC dovrà senz’altro puntare a rendere più trasparente il modo in cui vengono distribuiti gli aiuti (questione cara all’intera collettività), ma soprattutto dovrà continuare a sostenere il reddito degli agricoltori in quanto è in gioco l'approvvigionamento agro-alimentare dell'UE. Le sovvenzioni dirette rivestono un ruolo essenziale per la stabilità dei redditi degli agricoltori, perciò – secondo il Commissario europeo - tale meccanismo dovrà in futuro essere mantenuto. Ciolos ritiene, dunque, che l'obiettivo della Commissione non dovrà essere quello di ridurre le sovvenzioni dirette, ma trovare un equilibrio tra queste ultime e lo sviluppo rurale, affinché il sistema risulti più semplice e più equo, senza per questo mettere in discussione le regole della concorrenza.
"Europa 2020” e ruolo della PAC
Il dibattito riguarda gli obiettivi futuri della PAC nell’ambito della strategia “Europa 2020”. In questo contesto, la PAC può contribuire alla crescita di un'economia sostenibile rispondendo adeguatamente alle nuove sfide, tenendo conto della diversità e della ricchezza delle agricolture dei 27 Stati membri. In questa prospettiva, la Commissione europea presenterà a fine 2010 una Comunicazione sul futuro della PAC dopo il 2013, ma prima di proporre gli orientamenti politici ha inteso avviare un dibattito pubblico che andrà ad alimentare i lavori preparatori del processo decisionale.
Risultati del dibattito pubblico
Più di 5000 i contributi raccolti, di cui più di 1300 provenienti dalla Germania, più di 1000 dalla Polonia, circa 700 dalla Francia e più di 400 dalla Lettonia. I risultati di questo dibattito saranno presentati in occasione della Conferenza che si terrà il 19 e 20 luglio a Bruxelles in vista della presentazione a novembre del documento sulla riforma della PAC dopo il 2013. Il dibattito pubblico si è incentrato su quattro temi principali:
- perché una politica agricola comune europea?;
- quali sono gli obiettivi che la società assegna all'agricoltura in tutta la sua diversità?;
- perché riformare la PAC e in che modo renderla rispondente alle aspettative della società?;
- quali sono gli strumenti per la PAC di domani?
Altre questioni aperte
Attorno a questi argomenti ruotano una serie di altre tematiche che riguardano i problemi di approvvigionamento alimentare in Europa e nel mondo, l'occupazione nelle zone rurali, la gestione sostenibile delle risorse naturali, i cambiamenti climatici, la volatilità dei prezzi, la comprensione da parte dei cittadini del sistema degli aiuti, l'equilibrio all'interno della catena alimentare e la competitività dell'agricoltura europea.
Futuro della PAC: il punto di Copa-Cogeca
Le due organizzazioni agricole chiedono una politica agricola europea forte per evitare un crollo totale del mercato
Copa-Cogeca esortano i Ministri dell'Agricoltura europei ad assicurare un settore agroalimentare competitivo e una PAC forte dopo il 2013, così da scongiurare un crollo totale del mercato. Intervenendo durante la riunione informale del Consiglio Agricoltura di settembre, il Presidente del Copa, Padraig Walshe, e il Presidente della Cogeca, Paolo Bruni, hanno ricordato ai Ministri che l'agricoltura è anzitutto un settore economico che sostiene il più vasto settore manifatturiero d'Europa. Walshe ha lanciato un allarme: “Sembra che la Commissione europea stia pensando a un significativo rimodellamento del Primo Pilastro della PAC al fine di conferire a questa politica un contenuto ambientale molto più marcato. Ciò è inaccettabile e potrebbe nuocere gravemente al rendimento economico e alla competitività dell'agricoltura europea. Per di più, la Commissione ha rilanciato i negoziati di libero scambio con il blocco commerciale dei Paesi dell'America latina (Mercosur), il che avrebbe un impatto devastante sul settore agricolo dell'UE. Tuttavia, le importazioni da tali Paesi non sono soggette alle stesse rigorose norme applicate nell'Unione. Per mantenere una sicurezza di approvvigionamento alimentare e l'occupazione per oltre 28 milioni di persone nelle zone rurali dell'UE, è di vitale importanza disporre di una PAC forte che preservi il ruolo economico degli agricoltori in quanto produttori di derrate alimentari. Occorre mantenere le misure di gestione del mercato previste dalla PAC e ancora esistenti. Anche i pagamenti diretti destinati agli agricoltori devono continuare ad esistere dopo il 2013 per stabilizzare il reddito degli agricoltori e aiutarli a resistere alla crescente volatilità del mercato. Il Secondo Pilastro della PAC dovrebbe servire a garantire addizionalità, fornendo servizi mirati e misure agroambientali”. Dal canto suo, il Presidente della Cogeca, Paolo Bruni, ha sottolineato che al momento, la catena alimentare non sta funzionando correttamente. “Non è possibile accettare – ha sottolineato Bruni - l'attuale mancanza di trasparenza e i problemi legati ai ritardi di pagamento, agli abusi di mercato e alle distorsioni della concorrenza nella catena alimentare. Vorrei che gli agricoltori e le cooperative agricole percepissero prezzi migliori. Le norme europee in materia di concorrenza devono essere modificate per consentire alle organizzazioni di produttori, in particolare alle cooperative, di crescere di dimensioni e di scala, attribuendo loro un maggiore potere nella catena di approvvigionamento alimentare”. In altre parole, una PAC forte appare di importanza fondamentale per fornire ai consumatori europei dei prodotti alimentari di qualità elevata, garantendo allo stesso tempo un reddito equo e stabile agli agricoltori dell'UE. Walshe, infine, ha lanciato un altro avvertimento: “nel 2009, abbiamo subito una crisi dei redditi agricoli. Quest'anno abbiamo registrato ancora una volta una maggiore volatilità e delle disfunzioni negli scambi internazionali. Dobbiamo veramente aspettare un crollo totale del mercato prima di intervenire?". (Fonte: cc)
18 novembre 2010 - la PAC verso il 2020
Con la presentazione da parte della Commissione europea dell’attesa Comunicazione denominata “La PAC verso il 2020 – Rispondere alle sfide future dell'alimentazione, delle risorse naturali e del territorio” si è avviato il dibattito che porterà il comparto agricolo europeo verso una ennesima riforma. Il documento presentato dal Commissario all’Agricoltura, Dacian Ciolos, contiene specifici indirizzi intesi a rendere il settore più dinamico, competitivo ed efficace nel conseguire l'obiettivo della strategia “Europa 2020”, ovvero stimolare una crescita sostenibile, intelligente e inclusiva della società e del territorio. Spazio ora ai confronti tra Stati membri e Istituzioni comunitarie che porteranno alla formulazione delle proposte legislative prevista per la metà del 2011.
Verso la riforma
La Comunicazione esamina dei possibili futuri strumenti da mettere in campo per realizzare al meglio una serie di obiettivi che vanno dalla necessità di una produzione alimentare economicamente redditizia per gli agricoltori, alla gestione sostenibile delle risorse naturali, da azioni in grado di combattere i cambiamenti climatici, al mantenimento dell'equilibrio territoriale e della diversità delle zone rurali. Vediamo, in sintesi, di cosa si tratta.
Pagamenti diretti
La Comunicazione sottolinea l'importanza di ridistribuire, riformulare e rendere più mirato il sostegno sulla base di criteri oggettivi ed equi, facilmente comprensibili per il contribuente. I nuovi criteri dovrebbero essere sia economici (data la funzione di "sostegno al reddito" propria dei pagamenti diretti) che ambientali (per tener conto dei beni di pubblica utilità forniti dagli agricoltori). Inoltre, il sostegno dovrebbe essere maggiormente orientato verso gli agricoltori attivi. Andrebbe organizzata una distribuzione più equa dei fondi, in modo fattibile sotto il profilo economico e politico, prevedendo un margine di transizione per evitare gravi perturbazioni.
Uno degli approcci possibili potrebbe consistere nel fornire un sostegno di base ai redditi (eventualmente uniforme per regione, ma non forfettario per tutta l'Unione Europea, basato su nuovi criteri e con un massimale predefinito) a cui potrebbero aggiungersi: un pagamento ambientale obbligatorio (annuale) per azioni supplementari che vadano oltre le norme di base della condizionalità (ad esempio, la copertura vegetale, la rotazione dei seminativi, il pascolo permanente o il set-aside ecologico); un pagamento per vincoli naturali specifici (definiti a livello europeo) e importi complementari versati tramite le misure di sviluppo rurale; un'opzione limitata di pagamento "accoppiato" per alcune forme di agricoltura particolarmente sensibili (simile all'opzione attualmente esistente, introdotta [a norma dell'articolo 68] nella verifica dello stato di salute della PAC). Un regime di sostegno semplice e specifico dovrebbe rafforzare la competitività delle piccole aziende, ridurre le formalità amministrative e contribuire alla vitalità delle zone rurali.
Misure di mercato
Relativamente alle misure di mercato, come l'intervento pubblico e l'aiuto all'ammasso privato, potrebbero essere adottate misure di razionalizzazione e di semplificazione, eventualmente introducendo nuovi elementi volti a migliorare il funzionamento della catena alimentare. Benché tali meccanismi costituissero gli strumenti tradizionali della PAC, le successive riforme hanno potenziato l'orientamento al mercato dell'agricoltura dell'UE riducendo queste misure a "reti di sicurezza", al punto che le scorte pubbliche sono state praticamente eliminate. Mentre ancora nel 1991 le misure di mercato rappresentavano il 92% della spesa della PAC, solo il 7% del bilancio PAC è stato loro destinato nel 2009.
Sviluppo rurale e approccio Leader
La politica di sviluppo rurale ha permesso di rafforzare la sostenibilità economica, ambientale e sociale del settore agricolo e delle zone rurali, ma esiste una forte richiesta di integrare pienamente e in modo orizzontale in tutti i programmi considerazioni in materia di ambiente, cambiamento climatico e innovazione. Si attira l'attenzione sull'importanza delle vendite dirette e dei mercati locali, nonché sulle esigenze specifiche dei giovani agricoltori e di coloro che iniziano l'attività.
L'approccio Leader verrà ulteriormente integrato. Ai fini di una maggiore efficacia si propone di adottare una strategia più basata sui risultati, se del caso con obiettivi quantificati. Uno dei nuovi elementi della futura politica di sviluppo rurale dovrebbe essere un pacchetto di strumenti per la gestione dei rischi che contribuiscano ad affrontare in modo più efficace le incertezze dei mercati e l'instabilità dei redditi. Gli Stati membri dovrebbero poter disporre di opzioni per far fronte ai rischi legati alla produzione e al reddito, con possibilità che vadano da un nuovo strumento di stabilizzazione dei redditi compatibile con l'OMC a un sostegno rafforzato agli strumenti assicurativi e ai fondi comuni. Come per i pagamenti diretti, andrebbe introdotta una nuova ripartizione dei fondi basata su criteri oggettivi, limitando nel contempo gravi turbative dell'attuale sistema.
Il commento del Commissario europeo
Nell'illustrare il documento, il Commissario UE per l'Agricoltura e lo Sviluppo rurale, Dacian Cioloş, ha sottolineato l'importanza di rendere la PAC "più verde, più equa, più efficiente e più efficace". Il Commissario ha ricordatio che "la PAC non riguarda solo gli agricoltori, ma tutti i cittadini dell'UE in quanto consumatori e contribuenti. È dunque importante concepire una politica che sia più comprensibile per il grande pubblico e chiarisca i vantaggi collettivi offerti dagli agricoltori all'intera società. L'agricoltura europea deve essere competitiva non solo dal punto di vista economico, ma anche sotto il profilo ambientale."