Gli sciacalli d' Ittiraina contro l' Alivesi e contro gli ittiresi. E' la peggior spece ancora in circolazione che si annida nella sinistra pettegolaina.
" Se non fosse per quei pochi dipendenti ittiresi, aggrappati al loro orticello, l'ospedale sarebbe già chiuso da tanto, facendo risparmiare un sacco di soldi pubblici alla comunità. Ittiri fortunatamente può godere della vicinanza con Sassari, Alghero, Thiesi, Ozieri (dove evidentemente i suddetti hanno paura di essere trasferiti)centri in cui si trovano stutture ospedaliere più moderne e attrezzate, con personele professionalmente più qualificato. Sarebbe meglio per la comunità Ittirese se il vecchio ospedale chiudesse e se la stuttura obsoleta e fatiscente venisse ristrutturata e acquistata dal comune per farne la sede del municipio e degli uffici comunali. Infatti più volte si è proposto di trasferide il municipio presso il palazzo storico della scuola elementare del corso Vittorio Emanuele, scelta quanto mai insensata e priva di logica.
Commento n°1 inviato da comitato per la chiusura dell'alivesi ieri alle 08h32
Questa si che è una buona idea!!! Il ripristino della vecchia struttura dell'ospedale, destinata ad ospitare l'aula consiliare e gli Uffici del Sindaco, della Giunta e dei gruppi consiliari di maggioranza e opposizione, così come aveva chiesto lo stesso Zampa nel suo discorso di insediamento in Consiglio Comunale!! Inoltre sarebbe opportuno riqualificare tutta l'area verde intorno all'ospedale, destinandola a parco giochi per i bambini e di relax per gli anziani. L'ospedale meglio che chiuda al più presto, così com'è io non ci andrei nemmeno per farmi somministrare un'aspirina.
Commento n°2 inviato da Giacomino Marras ieri alle 10h13
Concordo pienamente con Giacomino Marras, la proposta del comitato per la chiusura dell'alivesi è veramente interessante e sensata. Sarabbe meglio che i pochi dipendenti dell'ospedale si rassegnino. Il destino della struttura è segnato, è ora che pensino a sistemarsi altrove e che inizino a fare la valigia. D'altronde sono loro i primi responsabili del declino dell'Alivesi.
Commento n°4 inviato da Giovannangelo Zara ieri alle 10h26
Non è giusto che i vertici dell'ASL e la Regione tengano in piedi una struttura del genere, solo per il bene di pochi dipendenti che fanno la pacchia. Il territorio non ne ha bisogno,fortunatamente abbiamo delle stutture molto più efficenti e all'avanguardia, dopate di personale qualificato e motivato. Perchè continuare a sperperare denaro pubblico? la proposta di trasferirvi la sede degli Uffici Comunali è molto interessante, finalmente Ittiri avrebbe un Municipio degno di una città.
Commento n°5 inviato da Gianpiero Paddeu ieri alle 10h34
Giusto, Ittiri deve tornare al livello che le compete e deve presentarsi con una sede municipale degna di questo nome. la struttura dell'Alivesi garantirebbe ampi spazi Lavorativi per i dipendenti e una comoda sede per la Polizia Municipale. Inolte ci sarebbenotevole comodità da parte degli utenti, con disponibilità di parcheggi e ampia sala d'aspetto, oltre che una Sala Consigliare confortevole e numerosi spazi per i gruppi consiliari e per l'opposizione. Tra l'altro è stato proprio Zampa a chiedere uno spazio per il suo gruppo consiliare a mò di ufficio.
Commento n°6 inviato da Giacomino Marras ieri alle 13h44
Ecco questi i commenti postati su questo blog a seguito dell’ articolo sul blitz di Zampa in difesa dell’ Alivesi. Qui sotto vi diamo conto di una una lettera inviataci da una nostra concittadina.
“ Me ne sono accorta subito, appena sono arrivata al secondo capoverso della sbrodolata anti Alivesi. Mi sono immediatamente resa conto che anche in questa tragedia sociale e sanitaria che viene relegata a semplice sciocchezza da chi ha evidentemente interesse a sostenere le tesi di questa amministrazione distrattissima, gli sciacalli dell’informazione di sghimbescio, imbeccati ed incoraggiati dal Raìs o dal vice Raìs, sono arrivati come sempre prima degli altri, e ora buona parte dell’informazione paesana da bar e killerata si sta livellando ai loro latrati.
Ho passato il giorno dopo la chiusura del reparto, dove peraltro era ricoverato mio fratello, in uno stato di semi-incoscienza, incapace di staccare gli occhi dagli aggiornamenti in tempo reale dei siti internet, dalle immagini dei telegiornali di videolina, dai continui aggiornamenti su facebook. Coltivando un malessere indescrivibile, che non tutti possono capire davvero. Immaginiamoci gli sciacalli che mi precedono.
Quando sono arrivata all' ingresso dell' Ospedale, mi sono resa conto subito che una buona parte di quel malessere non era dovuto alla gravità degli eventi o alla sofferenza dei ricoverati e dei loro familiari costretti a lunghi viaggi verso altre strutture, ma agli sciacalli dell’informazione sbagliata. Anche interna all' ospedale dove alcuni dipendenti, imparentati con l' ideologia dei Raìs di prima, divulgavano, o almeno ci provavano, l' idea della inutilità del Sit-In organizzato dai coraggiosi di Sardigna Natzione che serviva, ed è servita, unicamente ad attirare sul problema ospedale
l' opinione pubblica regionale.
Lavorando alla ASL di Sassari insieme a tanti ittiresi ho fatto davvero fatica a capire del come mai quest' odio verso questa struttura e verso questo movimento, composto da altri ittiresi perdipiù giovani, venuti a prestare in modo del tutto volontario e disinteressato il loro soccorso e assistenza nel sostenere una lotta iniziata alcuni lustri fa e mai portata a compimento a causa della politica locale sorda e cieca.
I commenti disfattisti di chi mi ha preceduta credo rappresenti il pensiero di una minima parte della popolazione di Ittiri. Sono gli sciacalli. Sono i famosi killer del post che abbiamo imparato a conoscere leggendo questo blog.
Sono quelli che si firmano in modo strano; sono quelli che vediamo tutte le sere appostati nei soliti botteghini, a dir male degli altri perchè loro non sono in discussione; sono quelli che ti fanno salire il sangue al cervello, e ti fanno venire voglia di prendere a calci la loro cattiveria e tutto quanto il resto del fottutissimo circo ideologico che si portano dietro.
Leggendo i post di questi sciacalli le disfunzioni e la poca attenzione ai bisogni primari del malato ci sono, e ci saranno sempre, ma sono marginali rispetto alla realtà di una organizzazione del lavoro che vede moltissimi dipendenti fieri e decisi a difendere non il “loro posto di lavoro” ma una realtà storica che nell' ambito della sanità a carattere provinciale si è sempre ben collocata per eccellenze. Buona parte dei dipendenti sta insegnando al mondo politico ittirese, inefficiente ed inconcludente, cosa significa operare con dignità, non arrendersi, rialzare la testa e pensare al domani.
Le disfunzioni sono marginali, collaterali, minoritarie.
Come lo sono le lamentele che ho letto nei resoconti particolareggiati e romanzati dei post ad opera di questi nuovi sciacalli ai quali auguriamo di non aver necessità mai di prestazioni d' urgenza ed ai quali dedico una poesia.
Males chi bo benzan
Canta rena b' hat in mare
Cant' isteddos b' hat in chelu
Cantas fozas movet bentu
E duttore de Alivesi no s'agatet
A ti los poder curare.
Ciccia Male Cundida