I blog locali e la loro funzione di sollecitazione politico-culturale.
A Ittiri la politica si scatena nei blog
di Vincenzo Masia
(fonte : La Nuova Sardegna- 31 ottobre 2011)
ITTIRI. La questione politica sollevata dalle dimissioni di Daniele Sanna da capogruppo dell'Udc fa ancora discutere ma, almeno in apparenza, il dibattito si svolge fuori dal circuito ufficiale della politica. Dopo le dichiarazioni dell'interessato, e fatta salva la valutazione del consigliere di minoranza Giampiero «Zampa» Marras, negli ambienti comunali si registra un insolito silenzio su quanto accaduto. In un centro come Ittiri, che da sempre vive a pane e politica, questo non è un fatto normale. E infatti sono in tanti a discutere sulle dimissioni e soprattutto sulle motivazioni di Sanna: «Non volevo più fare il capogruppo di me stesso». In assenza di dichiarazioni ufficiali molti ittiresi si scatenano nel web e nei blog, uno in particolare. Un gran numero di ittiresi ritengono che le dimissioni debbano essere analizzate per individuarne le cause e chiarirne i retroscena. I rumors degli internauti attribuiscono l'isolamento politico di Sanna al fatto che l'ex capogruppo non appartenga al cosiddetto «Gruppo di Shangai»: vale a dire quelli che con l'appoggio politico e dell'investitura popolare «a Ittiri - questa è la convinzione dei commentatori - possono fare il bello e il cattivo tempo». Le valutazioni che vengono espresse attraverso i numerosi commenti - alcuni firmati con nickname, altri con nome e cognome - danno la dimensione della necessità di partecipare alla vita politico-amministrativa locale. Resta comunque un mistero il silenzio che si è voluto far calare su un episodio che può riaccendere l'interesse per la politica che oggi, non solo a Ittiri, fa registrare il disinteresse nei luoghi dove si discutono questioni della massima importanza. In alcuni commenti si sostiene che Sanna, con le sue dimissioni, abbia dato una scossa agli altri due consiglieri comunali dell'Udc «e alle loro "correntine" politiche».
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Senza voler drammatizzare più di tanto l’ argomento trattato da Vincenzo Masia nella sua corrispondenza da Ittiri relativamente alle dimissioni del Consigliere UDC Daniele Sanna, credo si possa affermare che c’è oggi un cancro che minaccia seriamente la libera discussione ed il confronto serio sulle cose che contano nell’ esclusivo interesse della nostra città. Un cancro che non è riconducibile alle poche decisioni importanti che i nostri Amministratori locali assumono, ne alle solite insignificanti scaramucce interne alla coalizione per raggiungere posizioni di “potere” più vaste. Questo cancro si chiama “talebanismo in salsa ittirese” ed ha infettato, fortunatamente ancora in modo leggero e superficiale, il più grande partito della sinistra, il più grande partito dei cattolici in esso confluito, gli altri piccoli movimenti presenti nella “Galassia Ittiri” che va dai Socialisti ormai estinti sino agli ex “extraparlamentari” filo-borghesi. E’ da tanto che queste cose le diciamo, instancabilmente. Questo maledetto Talebanismo ha adottato quella antica prassi che misurava le forze interne ai partiti in base a quanti “amici e compagni” riesci a portare dentro. Non conta più saper fare politica, o imparare a farla come accadeva nei tempi andati. Non conta più essere in perfetta sintonia con il leader di sezione o condividendo il programma amministrativo. Non conta più quanto consenso elettorale hai ottenuto. Conta solo avere il controllo assoluto del partitone. Più lo controlli, soffocandone le voci critiche, più lo addomestichi alle tue esigenze particolari e più scali il suo vertice a tutti i livelli. Ormai gli sgambetti quotidiani ed elettorali (leggi bocciatura e conseguente gambizzazione alle ultime provinciali della candidata donna, espressione dell’ idea Soriana…), i dispetti (leggi la mancata candidatura di Senes ed il tentativo –fallito clamorosamente- di infliggergli una bocciatura su tutti i fronti elettorali…) e le furbate sono accettate e tollerate. Il consenso lo si raccoglie tra gli elettori, per strada, non coercendoli con ricatti o minacce, si raccoglie innovando la politica al fine di garantire un maggiore sviluppo alla propria comunità. Qui da noi si contano in congressi strani, pilotati, poco democratici, nei quali vengono celebrati i riti peggiori. L’ emarginazione politica, se va male anche quella sociale, a carico degli antagonisti è una filosofia di militanza. Qui da noi si fanno primarie comico-tragiche con tendenze filo-africane-maghrebbine distribuendo un solo euro. Si cercano di copiare gli atteggiamenti e le strategie dei livelli alti della politica. Ma sono scopiazzature di bassissimo livello insaporite malsanamente da una arroganza indisponente e volgare. Mi domando dove sia andato a finire quel gruppo di trentenni che ha combattuto e traghettato verso lidi sicuri, guidato da un Senes in perfetta forma e grinta politica, combattendo e vincendo quello stantio “conservatorismo” dell’ex partito Comunista in tema di programmi, innovazione ed ammodernamento della politica ? Dove sono finiti quegli ex trentenni che se la prendevano con tutti quei finti innovatori ancora imbrigliati nella nostalgia del vecchio partito bolscevico ? Non ci sono più purtroppo. C’è stata una sorta di “reincarnazione politica” che ha fatto riapparire, come per miracolo, il vecchiume camuffato da nuovo. Ha scritto bene Vincenzo Masia nel suo “pezzo” : “Resta comunque un mistero il silenzio che si è voluto far calare su un episodio che può riaccendere l'interesse per la politica che oggi, non solo a Ittiri, fa registrare il disinteresse nei luoghi dove si discutono questioni della massima importanza”.
Chi ha il coraggio di dire, senza per questo offendere “l’ idea universale” e totalizzante, dica pure.