Il futuro di Ittiri, dopo la fortissima delusione della reggenza Oraniana, lo disegnerà Giommaria Deriu ? Oppure Gianni Senes ? O Manuela Soro ?
Articolo del blogger Alfredo Micheletti Jr. (Pavia)
Analizzando e curiosando tra i commenti scritti dai lettori ittiresi, sotto le riflessioni di Alfredo Franchi Spada, ho sentito il bisogno di fare una analisi e lanciare una provocazione, spero costruttiva. Ve la affido. Sono convinto che, conoscendo la forte componente polemica di cui sono dotati gli ittiresi, i commenti al seguito saranno spassosi e costruttivi.
E’ il nostro imperativo categorico. Da sempre abbiamo chiesto l’ applicazione di tutte quelle regole capaci di spezzare i monopoli politici, i privilegi sfacciati da questi ottenuti e le posizioni di rendita conseguite arbitrariamente che hanno pesantemente gravato sulle spalle di tutti i nostri concittadini. Cittadini, non ci stancheremo mai di ribadirlo, che sono del tutto ignari perché non se ne preoccupano né si interessano ed anche a causa della malainformazione. Abbiamo sempre sostenuto che tutte queste cose hanno per decenni impedito una libera espressione e circolazione costruttiva di idee. E questo impedimento ha di conseguenza privato la comunità di quello sviluppo economico che doveva andare di pari passo con l’ evolversi della società locale. Non si è segnalata sinora, a parte qualche segnale positivo derivante dalla associazione di servizi ultimamente costituita, una positiva evoluzione nel settore Agro- Alimentare e nella sua trasformazione; segnali altrettanto negativi ci vengono dall’ artigianato in generale; sotto il profilo cooperativistico il bilancio è da considerarsi “a zero” perché non ci sono stati ne incentivazioni ideali, ne di contenuti ne tantomeno le spinte motivazionali quindi assistiamo a continui “assalti” foranei nel campo sociale ed assistenziale. E’ il più delle volte mancata la dovuta trasparenza ed il rispetto delle regole.
Questi sono criteri ai quali chiunque va ad amministrare non deve mai rinunciare e che deve invece fare applicare e favore esclusivo dei propri amministrati. Assistiamo dunque, e per esempio l’ aumento dell’ Accisa sulla energia elettrica ne è una chiara testimonianza, al gravare su tutti i cittadini di costi ingiustificatamente alti per avere dei servizi, fortunatamente non scadenti, identici a momenti antecedenti l’ aumento. A che prò se il servizio è rimasto identico ? Quindi quale è stata la funzionalità, il beneficio derivante da questo aumento che per tantissime famiglie ittiresi si è attestato sui 25/ trenta euro l’ anno ? Abbiamo sempre denunciato da questo blog tutti i tentativi che vengono messi in atto per aggirare le regole (vi ricordate i parcheggi “fantasma” di Via Della Resistenza ?) o anche le norme di legge violate pesantemente (vi rammento i licenziamenti selvaggi ma mirati avvenuti nell’ azienda che cura la nettezza urbana ittirese e consortile) e la nodosa, ed ancora resistente, reticenza sistematica a fornire alla propria cittadinanza informazioni chiare e corrette (caso emblematico è proprio la questione, ancora irrisolta, dell’ Alivesi che vede sinistra e destra politica uniti in un matrimonio saffico). E’ dunque da ritenere molto positivo il difficile processo di discussione e confronto su come e con chi rimettere gli interessi dei cittadini al centro della politica ittirese. Ci rendiamo conto che non è facile scardinare le “lobby correntizie” che purtroppo sovraintendono la politica nostrana con tutti i privilegi che questa intasca. Riteniamo che sia giunto il tempo di decidere di non concedere più nulla a questi rappresentanti di persone e di famiglie fattesi lobby e trasformatesi nel corso degli anni in fortissimi “gruppi di pressione”. Gruppi che i più arditi definiscono del “drangada..drangada..”, del “birimbobò…” o ancora del “protezionismo servile ed incivile”.
E’ dunque necessario per la comunità ittirese spezzare questi lacciuoli, non per voler sfasciare, che possono farla crescere e svilupparsi con idee nuove e modi di intendere “comunità” diversi. Non Moloch intruppati, incanalati, servili e servizievoli. Ma davvero liberi cittadini con le proprie idee, volontà d’ agire, estro e fantasia. Tutto per costruire, non per distruggere, emarginare, premiare e bocciare a secondo delle simpatie. Tutto questo chi potrà portarlo avanti ? Chi sarà in grado di mettersi alla guida di una innovazione politica che non è più rinviabile ? Alcuni nomi sono già in circolazione. Discutiamone e proponiamo.