La risoluzione Prato: via lui via tutti i problemi ?
Regione
Ara
Sacrificale.
C'è chi gli porta una bara funeraria in assessorato; chi lo attacca e lo critica perchè ha una pettinatura originale; chi lo invidia perchè è “er bell'omo agricolo”; chi lo osteggia aspramente, assestando colpi a tradimento a destra e a manca, ed anche in modo ormai aperto, sia in giunta sia in consiglio regionale, per motivi che ancora sfuggono al popolo (ma che cercheremo di capire ed individuare e che sveleremo); e c'è chi lo vorrebbe fuori dalla stanza del potere, per sedervisi comodamente e vendere e raccontare balle, quelle stesse balle che pare vogliano sentire alcuni particolarissimi e ben definiti dimostranti. Infine c'è un aspetto più oscuro (ancora per poco si spera) che coinvolge qualche Industrialotto Sardo-Continentale-Paisà-Est-Europa che vorrebbe punirlo per non avergli consentito, in modo ufficiale, una maggiore speculazione e quindi maggiori profitti. Sempre la solita solfa, sempre il solito modo di intendere la “cosa pubblica” (cioè cosa nostra), sempre la solita politica dell' inculata doppia carpiata con la scusa di fare gli “Interessi Generali dell' Isola tutta, dei suoi produttori e dei suoi poveri abitanti sempre di più maltrattati”!.
Insomma io vedo di fronte a me degli uomini che della tecnica del “pacco, paccotto, contropacco e contropaccotto” di memoria De Curtis, ne hanno fatto il loro credo, il vangelo politico-amministrativo, il loro orizzonte politico–carrieristico perchè, tanto, altro non sanno fare. Non si spiegherebbero in altro modo le posizioni dure assunte su alcuni argomenti, a discapito del buon gusto e della educazione politica, che anziché aiutare chi ha bisogno, ne determina invece un progressivo allontanamento dalla soluzione o, quantomeno, da un suo alleggerimento economico.
Per carità, Andrea Prato è criticabilissimo, ma la critica deve essere innanzitutto costruttiva e deve contenere una proposta alternativa e migliorativa senza intaccare minimamente il peso economico e senza gravare sulla comunità regionale oggi rappresentata da questa Giunta. Niente di tutto questo si vede e si legge. Ecco quindi che assistiamo giorno per giorno (mancano solo- per darci un tono nazional italiota- le fatidiche dieci domande repubblichine da sbattere continuamente in prima pagina nei giornali “amici” e democraticamente liberi di spruzzare cacca di vacca su chi gli capita a tiro) alla demolizione di un' idea di governo che è certamente e concretamente alternativa alla solita fuffa politica basata sull' assistenzialismo gratuito.
Un assistenzialismo al quale nel corso degli anni, dal 1948 in poi ci hanno male abituato; un assistenzialismo che è stato fine solo a se stesso (e ai partiti che raccoglievano i voti...); che non ha individuato né, sino all' era Prato, incanalava l' azione verso una prospettiva concreta di crescita. Ecco, l' Assessore Prato ha interrotto questo perverso meccanismo e questo modo di intendere il governare l' Agricoltura ed ha introdotto nella sua strategia di lavoro l' individuazione di un obiettivo finale ben definito e che fosse, per la prima volta, a favore e nell' interesse di quella speciale categoria di Lavoratori della Terra che sono i nostri Pastori.
Che sono, non scordiamocelo mai, i veri custodi di quella cultura millenaria che è la Pastorizia e l' Agricoltura e che significa anche – anticipando il progetto Pastomed - tutela del paesaggio e delle colture tradizionali. La gestione Prato, che oggi si vuole “sacrificare”, ha consentito alla Sardegna di rendere visibile un' idea di governo in agricoltura che è attuale e nel contempo lungimirante e che potrebbe dare, con il concorso di tutti, una svolta al comparto ovi-caprino nostrano.
Molti di noi, parlo dei cittadini Sardi, non si sono resi conto che ormai a causa della politica sino ad ieri applicata in agricoltura (ante-Prato quindi), che prevedeva il “buonismo economico, l' aiutino alla categoria, la cassa integrazione in agricoltura”, è stata un fallimento totale che ha determinato con gli anni l' attuale critica, anzi criticissima, situazione. Insomma per dirla con i sassaresi: “sono finiti li bombò”! Non ci sono più soldi, non si possono più garantire le assistenze “ad-pecoram”, non si possono più regalare soldi agli industrialotti della carne (sulla pelle e sui sacrifici dei nostri allevatori), non ci sono più risorse come una volta. E' tempo di diversificare, di adeguarsi allo stato attuale delle cose. Ecco perchè l' idea politico-amministrativa e di rilancio del comparto di Andrea Prato è più che mai attuale. Ma a qualcuno non stà bene.
Perchè ?
Solo per occuparne la poltrona ?
Solo per “riequilibrare”, numericamente, la giunta a favore del proprio partito ?
E la gente, il popolo sovrano, quello che si esprime per essere governato da una coalizione e da un programma, che fine fanno ? Hanno voce in capitolo ? Contano ancora qualcosa ?
Dunque l' idea di scaricare Andrea Prato dal suo ambitissimo ponte di comando frulla in testa, già da un bel pò, a tanta gente. Ed in questa ultima mini-crisi, mini-rimpasto o che dir si voglia Cappellacci-bis se ne è avuto sentore ed era ormai palese che il mal di pancia di cui alcuni soffrivano si chiamava Prato. Alcuni volevano fare alla giunta-bis una iniezione di novità e di freschezza; altri volevano disarcionare alcuni colleghi per occuparne prontamente il posto; altri ancora non si sentono ben rappresentati (artizzianamente finulliani) e a breve voleranno parole grosse ed i toni saranno davvero alti, il chè aggiungerà altra tensione ai già difficili rapporti con gli alleati storici (alcuni esponenti barbaricini, non miracolati da quest' ultimo rimpasto, stanno già scalciando forte).
Non solo, nel PDL c'è subbuglio, come non accadeva da tanto tempo. Complice o causa principale di questo “subbuglio politico” non sono tanto l' ombra del voto anticipato (sbeffeggiando il nazionale) ma l' ingrandirsi di una insofferenza, radicata negli anni, verso alcuni metodi utilizzati per la composizione della squadra di governo regionale; per la fuoriuscita dei finiani, che sono “fuori” per contestare e che vorrebbero stare “dentro” per accaparrarsi un' ambita fetta di potere.
A tutto questo si aggiunge la presenza, ritenuta ingombrante e presenzialista, del tecnico Andrea Prato che da una parte ha fatto alzare l' asticella della visibilità e del gradimento a carattere Nazionale ed Europeo delle problematiche legate al suo assessorato; dall' altra ha fatto, involontariamente, alzare le tensioni interne, accompagnate e condizionate da influenze esterne e che riguardano interessi particolari legati al mancato soggiacere alle voglie ed ai voleri dei “signori della carne”.
L' epilogo sarà il licenziamento in tronco di Andrea Prato, con la eventuale conseguente apertura di una crisi regionale che determinerà ancora gravi sacrifici per tutti noi ?
Ai Sardi, agli allevatori, ai tanti cittadini che si attendono delle politiche di rilancio, chi ci pensa?
I finiani ?
Lo scontento senza destriero, alla ricerca di una comoda poltrona dove assiederarsi, della città di Nuoro ?
I sostenitori della “bara politica” le cui rimostranze, caratterizzate da questi atti poco educati e signorili, che a nulla portano ?
La sinistra Lainiana, anti-Soriana, alla continua ricerca della “chiusura dei conti politici” per farla pagare a qualcuno ?
Tutti quelli che vorrebbero continuare ad avere l' ormai famosa “pensione pecoraria” attingendo a piene mani dalle risorse, poche per la verità, della Sardegna ?
Staremo a vedere come andrà a finire e come ne uscirà la Sardegna da questa situazione di grave crisi, non solo economica, ma di vuoto di idee.