Mente criminale ? Sete di denaro ? Sete di potere o semplicemente imprudenza e leggerezza ?
Quale potrebbe essere, ci domandiamo dando sfogo alla fantasia macabra stimolata dai racconti e dalle testimonianze rese sino ad oggi, il piccolo, o se volete grande, mondo nel quale navigavano i dirigenti dell’ AION, guidati da Giuseppe Dore e sostenuti da tutti i protagonisti coinvolti sino ad ora a vario titolo ?
Era un mondo forse abitato dall’ossessione del danaro ? Una ossessione ristretta in un grumo di tic e di rancori, di odio antico e voglia di rivalsa all’ interno di una società, quella ittirese, che ignorava, per distrazione sociale, l’ attività della Organizzazione di Volontariato ?
Un mondo nel quale i “picchiatori”, stando alle testimonianze di Davide Casu, l’ ex socio-torturatore pentito, si erano segregati con il loro mistero umano, con il loro “patrimonio” e con la sua amministrazione, all’ interno del cosiddetto “Lager degli orrori”?
Amministratori, dirigenti, soci e protagonisti che, dopo i “pestaggi terapeutici e curativi”, tornavano a navigare, con tutto il loro livore contro gli uomini e le donne disabili, la vita stessa, la noiosa ma festaiola quotidianità ittirese e, a seconda dei propri punti di vista, quella familiare ? Dobbiamo credere a questa cronaca criminale ?
Perché questo appare, è questa la nostra visione, dalle cronache e dai vari reportage, interviste, scoop e articoloni vari che indignano tutti i cittadini ed i lettori che si avventurano, ignari dei trabocchetti giornalistici, nella lettura di questi “verbali” giornalistici . Ci domandiamo se sia possibile che i protagonisti siano inutilmente fratelli, inutilmente padri e madri, inutilmente nonni, i “picchiatori”, in quella sede sociale curatissima ed ordinatissima di via Savagnolu. Tornare a casa dopo aver pestato sino a “ farle diventare le borse degli occhi rosse” e giocare gioiosamente con i propri figli o dialogare, come se nulla fosse successo, con i propri cari.
E’ davvero credibile che, come accade sempre, nella parabola dell’uomo e delle donne per bene che avrebbero – stando alle notizie e resoconti – il demonio dentro, i medici ed i dirigenti volontari, dopo aver freddamente picchiato e vessato all’ inverosimile, senza che i parenti potessero sospettare alcunchè, continuavano a seguire tranquillamente l’ordine delle abitudini di sempre ?
Così tutti i giorni della settimana, dall’ inizio dell’ avventura della teoria sulla buona applicazione della Neuropsicoanalisi.
Dobbiamo credere alla tesi che il complice “eccellente”, l’ immancabile figura da best-seller o da giallo noir con colorazioni di varia miseria umana presente in ogni libro di terz’ ordine, del politico “trafficone” (perché così è stato rappresentato) che con leggerezza e totale dedizione a quello che qualche giornalone benpensante ha definito il “Medico con gli Stivali”, si possa essere macchiato di una complicità così “pesante”, “ingombrante”, “infamante” ? Una complicità che poteva mettere a rischio, con tutte le ripercussioni che questo avrebbe comportato, una brillante carriera politica già ben avviata ?
Chi risponderà a tutti questi interrogativi, quesiti, dubbi, aspettative ? In primo luogo i tribunali con le loro sentenze, accettabili o meno, sino all’ ultimo grado di giudizio. Ma chi potrà ridare , se risulterà vera la violenza aldilà delle prove e testimonianze processuali, quella ricercata tranquillità e serenità agli anziani coinvolti. Alla loro sofferenza, ancora inespressa per i motivi che tutti noi comprendiamo e conosciamo.