Ospedale Alivesi di Ittiri. Lo bello addormentato ne lo villaggio dè villici bittiresos dà la memoria corta. La solita tiritera post Natalizia del bunga bunga sanitario ?
MARTEDÌ, 04 GENNAIO 2011
(tratto da La Nuova Sardegna)
Ittiri, primi risultati dalla mobilitazione per l’ospedale Alivesi
VINCENZO MASIA
ITTIRI. Il consiglio comunale ritrova unità d’intenti a difesa dell’ospedale Alivesi, in odore di
chiusura. E’ stato questo l’argomento più importante della riunione. Il consiglio ha voluto così
mettere, in maniera compatta, un punto fermo sull’annosa vertenza in difesa dell’Alivesi. Dopo
aver approvato, a maggioranza, l’ennesima proroga (tre anni) per la zona artigianale di Monte
Coinzolu.
A beneficio dei titolari dei terreni, per trasferire o insediare ex novo le attività: un argomento che ha
visto la minoranza (con i capi gruppo “Zampa” Marras e Giommaria Pisanu), sollevare, prima di
abbandonare l’aula per non risultare presenti alla votazione, forti dubbi sulla correttezza giuridicoamministrativa
della concessione.
Poi il Consiglio ha affrontato il nodo dell’ospedale. E le distanze politiche e partitiche si sono
improvvisamente azzerate quando il sindaco ha illustrato la situazione in cui versa l’Alivesi. I numerosi
interventi sono stati caratterizzati da un denominatore comune: l’ospedale non deve chiudere e Ittiri si
opporrà a qualsiasi forma di ridimensionamento non prevista nel Piano sanitario regionale.
Con questo convincimento è stato stilato un documento unitario da inviare all’assessore regionale alla
sanità, al nuovo commissario dell’Asl 1, al prefetto, al presidente della Provincia e ai sindaci di Usini,
Romana, Putifigari, Villanova Monteleone e Thiesi. Per esprimere preoccupazione sullo stato attuale
del nosocomio ittirese e sulle prospettive della struttura. Si chiede, inoltre, un incontro urgente con
l’assessore regionale e la dirigenza dell’Asl di Sassari affinché sia fatta chiarezza sul destino
dell’Alivesi.
Il documento impegna inoltre il sindaco a convocare un consiglio comunale aperto per coinvolgere
tutta la popolazione.
E ancora: la richiesta di istituire un reparto per post-acuti a lungodegenza e servizi e ambulatori
specialistici previsti nel progetto di sperimentazione “Casa della Salute - Ospedale di comunità”, a suo
tempo approvato dalla giunta regionale. Inoltre, con riferimento alla situazione attuale di grave
emergenza, si chiede l’immediato ripristino delle normali condizioni operative del reparto Medicina con
la sostituzione del personale assente. In caso negativo, si conclude il documento, l’ospedale sarà
occupato dall’intero consiglio comunale e dalla popolazione.
Per qualche minuto, il Consiglio ha operato in seduta informale per sentire, su richiesta di “Zampa”
Marras, la voce del Comitato di lotta “Pro Alivesi”: Gianna Pinna, figlia della scomparsa “Toiedda”
Meloni, già presidente del Comitato di lotta per la difesa dell’Alivesi, ha assicurato il totale sostegno a
una battaglia che già in passato ha visto centinaia di ittiresi manifestare, a Sassari, davanti all’Asl. E
grazie alla massiccia mobilitazione popolare, si impedì il dirottamento di un consistente finanziamento
già destinato all’ospedale di Ittiri.
Dopo qualche ora, l’Asl di Sassari ha assicurato: «L’immediata copertura dei turni di guardia medica
mediante la nomina di uguali figure professionali fino alla prima metà di gennaio, momento in cui
saranno reperiti dirigenti medici mediante selezione urgente». E’ stato sufficiente assicurare ciò che per
legge deve essere garantito per far rientrare la minacciata occupazione dell’ospedale.
Nel documento è stato anche richiesto un incontro per discutere le problematiche riguardanti il presidio
ospedaliero e garantirne il rilancio e il funzionamento.