Quale autorevolezza può avere il blog ?
Commento postato da Antonio Fadda (un alias di un nostro, spero, assiduo frequentatore) “ Salve !! Volevo spendere qualche parola (scritta) per quanto riguarda il Blog del Sig. Fadda, in pratica e in sintesi, trovo il blog sicuramente utile per la bella città di Ittiri, della quale sono innamorato fin da quando nacqui !! Il problema è uno solo ed è il seguente; non capisco le personali esternazioni del sig. Fadda (come vedete mi sono autenticato Antonio Fadda !!!) che possono solo essere utili a se stesso !! Quindi le può rispondere se stesso !! Lui parla di laurea di strada, lui parla di politica, lui parla di miglioramenti e possibili evoluzioni Ittiresi, lui è tutto ciò che può scrivere una penna autorevole in mano ad una donna incinta !! Lui ha le doglie o contrazioni da parto !! Lui si firma “INTELLIGENTE” sarà mica STEVE JOBS ? Che dire ? Lui spiega e vende caramelle alla politica !! Infatti se fosse realmente un politico lo dimostrerebbe !! I fatti non sono parole !! Lui vede sconnessi gli scritti degli altri, ma non guarda i suoi, estremamente inutili ai fini della società, ma ha un BLOG il suo blog !! Sarà utile per chi posta qualcosa di sensato, quindi utile come “cavallo” di comunicazione, per il resto i suoi scritti pseudopolitici, lo fanno sembrare una sciantosa !! BYE !! “ ===============================================================================================
Risposta di Antonio Fadda Uno al Commento postato da Antonio Fadda Due.
Grazie ! Grazie Antonio Fadda due ! Sono estremamente felice, davvero, credimi, che finalmente qualcuno, con un intelletto decisamente superiore al mio, mi dia una lezione ! Che mi dica, in punta di penna, il fatto mio ! Che me ne canti due, anzi tre ! come si suol dire all' ittirese ! Ma da cosa nasce questa sottospecie di querelle “intellettualoide” che ci vede contrapposti ? Per far capire a quei pochi, pochissimi, lettori di questo blog repellente è necessario fare un passo indietro. Risalire alla causa che ha fatto scatenare “l' Ira Benpensante” di Antonio Fadda Due. Tutto stà nel contenuto di un articoletto dal titolo “Ittiri Svegliati” che, mutuando una esclamazione ed un invito del Senatore Pisanu ai Sassaresi esortandoli a Svegliarsi, aveva lo scopo, innocentemente messo per iscritto, di esortare chi ci amministra e gli amministrati, a fare bene il loro lavoro ed a tutelare ancora di più gli interessi generali della nostra comunità, abbandonando le divisioni ideologiche e partitiche che ne condizionano l' attività. Invito dunque chi ci legge a rivedere e ad analizzare bene quanto andavo scrivendo. Nel post di Antonio Fadda Due però c'è di più. Parla di “penna autorevole...” di “...vende caramelle alla politica...” e che “...se fosse un politico lo dimostrerebbe !” e ancora “....scritti...estremamente inutili ai fini della società..” Come potete vedere e leggere viene fuori la solita vecchia e ormai stantia strategia della banalizzazione di quello che sostiene l' altro. Non ha importanza chi sia, autorevole o meno, si rende necessario ridurre ai minimi termini la sostanza delle tesi di chi, come Antonio Fadda Uno, ha il coraggio civile di esporre le proprie idee, in base al proprio comprendonio e, perchè nò, le possibili proposte (non richieste).
Sull' autorevolezza mi sento di dire che la radice etimologica (“Autore”), dal latino Auctòrem (M), dallo stesso tema di 'Auctus p.p. di 'Augeo, significa : Accresco, faccio prosperare, promotore e indi colui che inventa, che scrive cose nuove per forza del proprio ingegno.
Credo comunque, dal basso della mia ignoranza poco autorevole, per niente intelligente, fine solo a se stessa, con le doglie della esternazione personale, che me la ballo e me la suono da solo, scrivendo articoli (ma sarebbe giusto poi considerarli tali ?) estremamente inutili ai fini della società e con contenuti che ci riportano al teatro di varietà, alla rivista e all' avanspettacolo ( del resto sono una sciantosa !), valga la pena ripassare una parte dell' art. 21 della Costituzione che molti “intellettuasini” d' Ittiri che presumono di fare politica, con la Pì maiuscola, dimenticano troppo facilmente.
L'ART. 21 COMMA 1 DELLA COSTITUZIONE.
“ 4. Il significato attuale di libertà di espressione - manifestazione del pensiero, con ogni mezzo di diffusione: una endiadi ([en-dì-a-di] Figura grammaticale che consiste nell'esprimere un solo concetto per mezzo di due vocaboli coordinati, allo scopo di rafforzare un'idea o un'immagine). La formula costituzionale italiana - come del resto quelle di molti altri ordinamenti - indica insieme il diritto di esprimersi liberamente («di manifestare liberamente il proprio pensiero») e il diritto di utilizzare ogni mezzo allo scopo di portare l'espressione del pensiero a conoscenza del massimo numero di persone («con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione»). Si tratta di due diversi diritti, oppure di una endiadi? Sembra certa la seconda soluzione, che sottolinea il carattere strumentale (ma necessario) del mezzo di diffusione rispetto alla manifestazione del pensiero, e che conseguentemente ritiene coperta dalla stessa garanzia costituzionale «manifestazione» e «diffusione» del pensiero. È stato detto giustamente, infatti, che la garanzia costituzionale ha per oggetto unitariamente il «libero uso dei mezzi di diffusione» del pensiero, o quanto meno «la libera utilizzazione in condizioni di eguaglianza»; e la Corte costituzionale ha negato ogni distinzione tra manifestazione e divulgazione del pensiero ed ha anzi ribadito il «nesso di indispensabile strumentalità» che lega la divulgazione alla manifestazione. Questa tesi sembra avversata da chi intende «gerarchizzare» i due aspetti ora descritti della libertà di pensiero, anche se poi avverte che il fatto semantico, costituito dalla distinzione dei due aspetti nella disposizione testuale contenuta nell'art. 21 cost., non autorizza l'interprete, che voglia distinguere «i due aspetti della libertà», a ritenere che vi sia una differenziazione di garanzia costituzionale fra loro . Peraltro, questi interpreti poi sottolineano come il problema del libero uso dei mezzi di diffusione sia suscettibile di diverse soluzioni a seconda del tipo di ciascun «veicolo» delle manifestazioni del pensiero; e rilevano come la disciplina concreta di ciascun veicolo possa legittimamente essere differenziata, in relazione, ad esempio, al potere di suggestione di ciascun mezzo; alla possibilità concreta di accesso da parte di chiunque; alla diversa «pericolosità» dei mezzi; alla diversa «funzionalità politica» di essi . Il problema della disciplina dei mezzi formerà oggetto di ampia disamina (v. infra, Sez. II): ad essa si rinvia perciò il lettore, non senza precisare fin d'ora, peraltro, che ogni disciplina differenziata per ciascun mezzo deve essere sempre soggetta ad un rigoroso controllo di legittimità costituzionale, alla luce del principio unitario qui sostenuto. Se il dubbio un tempo avanzato della non rilevanza costituzionale del'uso dei mezzi appare ormai superato, di fronte alla chiara lettera della Costituzione, che accenna ai mezzi di diffusione del pensiero solo allo scopo di «introdurre una specificazione in funzione delle norme successive», come «modalità del suo pratico svolgimento» , una autorevole impostazione sembra possa essere tuttora condivisa: la legge ordinaria può disciplinare le modalità di uso (e la proprietà) dei mezzi di diffusione del pensiero, col solo limite assoluto «che non sia riservato l'uso di un mezzo in generale solo a manifestazioni di un determinato contenuto» (il problema presenta gravi difficoltà di soluzione soprattutto in caso di monopolio o di oligopolio dei mezzi) . Un altro limite al legislatore ordinario è quello che impedisce ad esso di «annullare la libertà, o comprimerla al punto di snaturarla»: e ciò perché, in via più generale, gli aspetti «sostanziali» di ogni libertà non differiscono da quelli «strumentali», quando il mezzo appare «necessario a conferire effettività alla libertà sostanziale cui è collegato». È stato giustamente concluso che la libertà di diffusione in definitiva appare come null'altro che un ulteriore «aspetto sostanziale» della libertà di pensiero .”
Grazie Antonio Fadda Due per avermi dato questa possibilità.
La prossima volta però firma con il tuo vero nome non vorrei che ti scambiassero davvero per me e ti diano “una surra”. Antonio Fadda Uno (l' Originale)