Ittiri svegliati !
Parliamone tutti insieme....
“Rialzati Ittiri”,
“Salvate Ittiri”,
“Viva Ittiri”,
“Abbasso Ittiri”.
Tutti lo esaltano, lo ricordano, lo tirano per la giacchetta, si battono il petto davanti al Gonfalone falso-ittirese, arrivano perfino ad offenderla questa nostra Città d’ Ittiri quando le cose vanno male, ma chi è, oggi, ancora veramente e patriotticamente fiero della propria ittiresità ?
Chi è realmente e veramente orgoglioso di essere ittirese ?
La classe politica nostrana ?
Per carità: da una parte, sfrutta l’ idea di appartenenza alla nostra comunità per prendere i voti.
Sulla carta grida retoricamente “ viva Ittiri” e magari con scelte economiche, sociali, istituzionali, atteggiamenti privati e pubblici, poco in linea con l’ etica, la moralità civile, il bene comune,
l’ educazione civica, lo tradisce ogni giorno.
Dall’ altra, c’è chi non pensa altro a vilipenderlo questo povero Ittiri.
Irridendo i suoi concittadini ed i suoi valori più profondi attraverso una politica ed una metodologia d’ amministrare che non può essere più condivisa.
E, va detto, non si può lasciar correre impunemente con giustificazioni d’ ufficio (“il Partito Madre gli ha lasciati soli”) l’ inaccettabile modo arrogante e prosoppoppeanamente di amministrare la nostra cittadina che, al contrario, pretende più vicinanza ai problemi, più considerazione verso i cittadini nei rapporti personali, più atteggiamenti popolani e amicali nei confronti di tutti.
Anche degli ultimi.
L’ uomo-che-parlava-col-motorino si rende conto ?
Fino a che punto la “questione Ittirese” è condannata ad essere subordinata alla “questione politico-amministrativa”?
E pensare che il motto “rialzati Ittiri” si intravedeva dalla lettura del programma amministrativo presentato e che ha fatto vincere le elezioni a questo movimento politico (di soli 4 voti ricorderete).
E allora possiamo affermare che quel motto aveva, ed evidentemente ha, una valenza meramente economica e non invece identitaria.
Come se i programmi economici, sociali,non fossero collegati a un’ idea di città e di società.
Questa sinistra locale, o buona parte di essa, non riesce a liberarsi dall’ “anti-ittiri” che è nel suo dna.
Un’ostilità, un pre-giudizio anti-ittirese che oscilla tra l’ esterofilia ( viva i non ittiresi Silvio Lai, Spissu, Dettori, Francesco Carboni d’ Alghero ecc.ecc.) e l’ autolesionismo locale ( il solito complesso di inferiorità ) che registra le bocciature eccellenti di Giommaria Deriu, Manuela Soro e di tanti altri ancora nel corso degli ultimi anni.
Insomma, e la storia politica di questa sinistra locale lo insegna, al “ patriottismo dell’ ittiresità” ha preferito una “patria ideologica” frutto, questo è vero, dell’ indimenticabile lotta antifascista e della Grande Guerra per l’ occupazione delle terre della Nurra.
Quando pensano, questi signori dei voti, di poter vedere Ittiri, non come terra di conquista dei consensi elettorali, ma lavorando seriamente per tutelarne ed esaltarne la Storia, la Cultura, la Tradizione Antica, la Capacità Imprenditoriale, l’ Estro Artistico, la ricchezza di Beni Archeologici, la Ricchezza e la Genuinità dei Prodotti Agro-Pastorali ?
Mah !