Striscblogga la Notizia dal Feudo
dal nostro inviato
Dronemma Sfaddelli
Le disavventure di Panburrasca Thò Rhan Nòm'habbasccc.
C'era una volta, in un miserrimo paesino della curatoria del Coros, arroccato tra le pianure sempreverdi site tra Figulinas Uri e Cannectus, un feudatario che, credendo di essere uno Statista di alto livello e rango dalle nobili origini e di vassallaggio attivo, tale Donnichellu Panburrasca Thò Rhan Nòm'habbasccc, sovraintendeva e comandava a suo piacimento questo piccolo feudetto. Amava, il nostro nobiluomo feudatario, circondarsi di Bravi Cavalleggeri e Consiglieri, tutti donnicchelli e don anche loro, che annuivano in continuazione a tutte le sue estemporanee battute ed esternazioni, alle sue importanti decisioni, alle sue esclamazioni di disappunto e di contrarietà, ai suoi continui cambiamenti di umore. Un umore, quello di Panburrasca Nòm'habbasccc, come quello di certe vecchie comari che, còvvula in testa, si recavano gracchianti e raglianti in quel di zèppere a lavare i panni sporchi di casa. Un umore, dicevamo, che ora appariva gentile gaudente e sorridente, appeso al suo simpatico auricolarium cellulabis, per poi, subito dopo, diventare scontroso e permaloso a cavalleggio del suo fido destriero con il quale, è stato visto da alcuni villici, scambiava qualche alta riflessione sui massimi sistemi e sui sofismi ed eufemismi dell' esegetica composita.
Vi domanderete come mai gli fu affibbiato quel nome: Panburrasca Thò Rhan Nòm'habbasccc.
In effetti la vostra domanda sul suo nome è più che leggittima, infatti può trarre in inganno, ma tranquillizzatevi non è arabo né marocchino né cinese né extracomunitario in senso anagrafico Primario e domiciliare, è nativo del luogo, si proprio di quel luogo.
E' nato a Prosoppoppea Arrongantzia, un vecchio quartiere popolare di quella curatoria.
La sua occupazione principale, oltre ad essere anche il suo hobby preferito, consiste nelle inaugurazioni. Ma non di quelle terra-terra che non ti consentono di darti un tono ed una parvenza di nobiltà, ma di quelle importanti, culturalmente adeguate al rango, eticamente in linea con la riga dei calzoni, insomma di quelle inaugurazioni che danno un tono, una classe, una collocazione sociale altolivellata, un dengo di particolare dignità che al Donnicchellu e Don, notoriamente antipaticamente pieno di sè, piace tanto. Naturalmente sempre attorniato e circondato dai suoi fedeli e Bravi cavalleggeri e consiglieri.
Tutti disinteressatamente disinteressati, senza legami di interesse insomma.
Nell' ultima inaugurazione di quel monumento storico, tanto atteso dai propri villici nativi Prosoppoppesi, di altissimo pregio artistico, architettonico e di tecnica costruttiva che non ha pari nè similitudini nelle altre curatorie appartenenti al feudo di Turris e Calaris, il Nostro ha fatto magistralmente sfoggio di ricchezza e appropriatezza di linguaggio accompagnato, sopratutto, da grandi e saporite libagioni, ad uso e consumo dei tantissimi nobili presenti, tra i quali i donnichelli ed i notabili del Consiglio di Curatoria e caballeros vari.
Delle saporitissime libagioni, innaffiate ed instillate di buon nettare versato in coppe di prastica da, ma guarda un pò, i più vicini e prossimi eredi del Feudatario Primario e di quell' Altro, e da un numero, certo non precisato, ma si vocifera in un numero di 60 anime villiche, di consanguinei del nobilato Nòm'habbasccc.
In questa bellissima, organizzatissima e squinternata giornata festaiola, si saprà dopo che le anime si ridussero a meno della metà, e di questa metà, la metà appartenevano al casato del feudatario (ma come scrivo oggi?), la nota positiva era data dalla presenza, naturalmente richiesta con grandi forzature da parte di altri Valvassori e quasi imposta al feudatario che ha dovuto viverla e subirla come una atroce tortura e smacco perchè veniva privato della primogenìa e del goduriosissimo bagno di folla, dicevamo positiva grazie alla presenza del Vicerè e Tenutario in terra Sarda del Gran' Duomo d' Italica terra, nobile Dè Pisani.
Finita la festa, gabbato lo santo.
Il popolo dei villici e tutti i nobil' uomini si ritirarono nei loro giacigli.
Il Feudatario, che sa fare le scelte appropriate e giuste nell' interesse esclusivo (bè è lì perchè lavora per voi) della curatoria e dei popolani, pagò il conto(?).