Disamministropoli e Poveropoli
Tutti noi i cosiddetti “addetti ai lavori”, quelli che “masticano”un po’ di politica politicata, i “navigatori” nei meandri della politichetta locale, quelli che “sanno lèggere” una delibera anche se è scritta male, tutti noi dicevo sappiamo come va il mondo. Chi vince nelle competizioni elettorali “prende tutto”, gli altri a bocca asciutta. Chi ha la fortuna, o la sfortuna, di sedersi nello scranno più alto del Palace di Plaza Cruz comanda. E, come sapete, chi comanda detta legge. E’ così da sempre.
Ittiri non fa certamente eccezione.
Sino ad oggi chi ha vinto ha dettato legge. Ha comandato. Dando il peggio di sé però.
Secondo noi sino ad oggi si è solamente “DISAMMINISTRATO”.
La denuncia di Analyzer sulla vicenda della allegretta gestione dei contributi a favore del contrasto delle nuove povertà, ben argomentata e documentata, ha messo a nudo una realtà che è stata vergognosamente lasciata cadere nel vuoto ed è stata subito bollata, per bloccarne sul nascere adesioni disinteressate (che invece ci sono state), come la solita solfa dei “maligni”, degli “antagonisti”, di quelli che “dicono solo del male per invidia” ecc. ecc.
Tutti quelli che potevano dire qualcosa di interessante, aiutando i cittadini a capire meglio la problematica, hanno portato il cervello, quel poco di cui erano e sono dotati vista la mala parata, a quell’ ammasso ideologico ancora in auge, in difesa dell’ Innominabile, “a prescindere”.
Ma, mi domando, su che cosa dibatteranno quando stanno tutti insieme amorevolmente le varie componenti e correnti di pensiero che formano il PD ?
Non c’è nessuno che abbia un seppur minimo dubbio su quanto abbiamo sollevato ?
Ah già, ma certo, dimenticavo, che stupido che sono, mi era sfuggito il particolare, non ci avevo pensato: Lorooo hanno sempre ragione. Lorooo non commettono erroruzzi del genere. Lorooo sono persone rette.
Porca banana direbbe Ettore!
L’ accusa maggiore che ci viene mossa è quella di aver ecceduto nello spulciare alcune delibere intoccabili e non leggibili ai comuni mortali quali siamo noi. Probabilmente continueremo ad eccedere, nell’ interesse esclusivo della nostra cittadinanza che ormai, a distanza di pochissimi giorni dal fatidico giorno delle elezioni, ha già capito tutto. Continueremo ad eccedere perché è bene che si sappia che di fessi ad Ittiri non ce ne sono più; che gli allocchi con l’ anello al naso sono già stati esauriti nell’ anno del Signore 1968 con la mini rivoluzione studentesca; che di imbecilli con tessera disposti a perdonare i “compagni che sbagliano” nell’ amministrare la cosa pubblica sono ormai un lontano ricordo. Continueremo ad eccedere anche dopo la loro eventuale, e comunque non certo scontata, vittoria elettorale. Non sarà più come prima. Niente potrà essere come prima. Non perché siamo animati da uno spirito polemico o di contrapposizione a prescindere, aridaje, (direbbe il compianto Totò), ma perché riteniamo sia giusto nei confronti del nostro popolo dare una precisa e puntuale informazione su quanto accade e sul come viene gestita la Cosa Pubblica. Cioè di tutti noi. La popolazione ittirese non ha certamente bisogno di essere amministrata da una “Cricca”, per dirla con l’ anemonemania odierna. Ha invece bisogno di un Governo Locale che stia davvero a sentire i tanti e variegati problemi della popolazione e studiarne, possibilmente insieme, le soluzioni migliori. La nostra cittadina ha necessità di una squadra di amministratori responsabili che possano trovare le soluzioni giuste e adeguate alla nostra peculiarità e particolarità, e traghettarle verso lidi sicuri che consentano un reale sviluppo ed un rilancio complessivo della ittiresità.
Che bisogno c’è di fare, dettare e scrivere deliberazioni strane, su argomenti di importanza sociale di un certo rilievo, che creano curiosità ed attirano domande scomode. Naturalmente aspettiamo ancora risposte e quelle giuste chiarificazioni al fine di fare chiarezza e sgomberare il campo da fastidiosi quanto inutili sospetti. Il silenzio è troppo assordante e rischia di attirare l’ attenzione dell’ intera opinione pubblica; degli elettori intendo.