Il Psdaz ittirese si ringiovanisce. La storia Sarda e l'idea indipendentista piace ai giovani tanto da indurli a prendere in mano le redini ed il destino sardista ad Ittiri. Auguri.
Sabato 16 febbraio 2013.
Questa mattina nell' ampia sala del ristorante l' Impero a Ittiri è ufficialmente ri-nata la sezione del Psdaz intitolata ad uno dei padri fondatori del partito Sardo d' Azione ittirese, scomparso troppo prematuramente, che era Francesco Mannu noto per tutti “Cicciu Mannu”.
E Francesco era davvero “mannu”, grande nel vero senso della parola, perchè si era sempre battuto per l' affermazione dell' idea sardista ed indipendentista e per una costante e puntuale sensibilizzazione al fine di favorire la presa di coscienza della “Questione Sarda” nella complessità delle realtà della Sardegna e, a livello locale, per la conquista di una maggiore autonomia decisionale per tutelare meglio e bene gli interessi della popolazione.
“ la nostra idea era proprio quella di sottrarre all' egemonia politica dei grossi partiti – esordisce Baingio Canu un' altro degli storici fondatori del Psdaz ittirese – il destino della nostra comunità. Si voleva, in concorso con altri partiti cosiddetti minori, spezzare ed allontanare la “padronanza” della cittadina di Ittiri dalle mani invasive dei due partiti maggiori, il PCI e la DC, che sino ad allora avevano fatto il brutto ed il cattivo tempo “spartendosi” l' elettorato e gestendo la nostra comunità a loro piacimento senza voler dare conto ad alcuno. La nostra posizione, non compresa appieno dagli elettori che comunque ci riservarono un sostegno insperato, era orientato verso l' elaborazione di nuove strategie e politiche al fine di disegnare uno sviluppo diverso per Ittiri che, purtroppo, non è mai arrivato né è stato voluto. Anzi proprio per ridimensionare questa nostra idea e per contrastarne l' opera di sensibilizzazione i partiti cosiddetti maggiori hanno realizzato, primi in tutta l' Italia, una alleanza contronatura dando vita al compromesso storico di berlingueriana memoria.” Baingio Canu si è detto felicissimo dell' iniziativa dei tantissimi giovani che si sono avvicinati al partito e che hanno intenzione di prendere in mano la situazione per rilanciare l' idea sardista.

La sala è gremita, oltre che da militanti ittiresi, da altrettanti personaggi storici del partito giunti da molte parti della Sardegna non solo per onorare la memoria di Ciccu Mannu ma per assistere alla rinascita e riorganizzazione della sezione composta principalmente da giovani.
Il segretario Lupinu, un giovane laureando,determinato e preparato non si è fatto intimidire dai “grossi calibri” presenti ed ha illustrato, nella sua introduzione, la sua idea di sardismo e di contributo all' ideale indipendentista. Ha ripercorso la storia del nucleo sardista di Ittiri citando i “vecchi” militanti tra i quali Salvatore Lai, Baingio Canu, Battista Diez, Luigi Biddau, Giommaria Canu, Antonio Scanu ed ha affermato la volontà dei giovani presenti, motivati dalla loro passione e con le idee chiare, a prendere le redini in mano non solo per garantire una continuità ideale del sardismo ittirese ma per diventare una valida alternativa e di proposta politica e amministrativa alla cittadina di Ittiri.
L' analisi del giovane segretario è stata condivisa da tutti i presenti anche perchè oggi il mastodontico e variegato PD, erede dell' incesto politico tra l' ex PCI e la ex Dc, non è in grado di rappresentare al meglio i reali interessi della popolazione e del mondo giovanile sempre di più abbandonato a se stesso. Un Partito-Chiesa troppo appiattito su discutibili gestioni familistiche e appesantito da politiche stantie e lontane dai reali interessi della popolazione.

“ Essere Sardisti è un atto di coraggio – ha sostenuto Battista Diez un' altro degli “storici” fondatori del sardismo ittirese – ed è necessario sentirlo sin nel profondo del cuore altrimenti si crolla troppo in fretta e si rischia di abbandonare la militanza prima del tempo. Essere sardisti è anche presa di coscienza della condizione Sarda e per essa battersi sino in fondo partendo proprio dalle realtà locali quale quella ittirese.” Il dirigente Diez ha posto l' accento sulla necessità di un rinnovamento completo della dirigenza locale ma ha al contempo richiamato alla prudenza ed alla valutazione ponderata per una militanza che sarà, negli anni a venire, sottoposta a svariate pressioni per defaticarne l' azione e smorzarne gli animi e gli entusiasmi giovanili. Ha dato la sua totale disponibilità per favorire questo “traghettamento” dal vecchio verso il nuovo corso del sardismo ittirese.
Presente alla assemblea-fondativa, per sottolinearne l' importanza e l' attenzione che il partito ha nei confronti della nuova realtà ittirese, il segretario Nazionale Giovanni Colli, che ha voluto fare un escursus storico e politico per sottolineare l' importanza che riveste la presenza di un partito Sardo forte e determinato. “Mai come adesso è chiaro a tutti quanto sia sprecato il voto dei sardi per tutti i partiti italiani. Votare per loro significa la morte di tutte le rivendicazioni che abbiamo portato in piazza. Il voto a Monti, Bersani, Berlusconi non è solo inutile, è dannoso: hanno fatto scappare le industrie per assenza di infrastrutture e di energia pulita a basso costo. Hanno allontanato i turisti e reso irragiungibile la Sardegna. Le poche opere essenziali si stanno realizzando con soldi nostri perchè gli ultimi tre governi hanno bloccato i fondi destinati alla Sardegna.“
Insomma è stato tracciato un quadro davvero grave e che ha posto l' accento sulle responsabilità che hanno i cosiddetti partiti italianisti che raccolgono, con false promesse e a volte con metodi a dir poco discutibili, una mare di voti anche nella nostra isola.
In chiusura è stato molto toccante ed emozionante il discorso di Efisio Planetta, consigliere regionale, nel ricordare e commemorare la figura di Cicciu Mannu con il quale ha vissuto tutte le fasi importanti della nascita, sviluppo e crescita del partito ad Ittiri. Ne ha ricordato le doti di onestà e di schiettezza, caratteristica antica di Cicciu che era abituato a dire e a chiamare le cose con il proprio nome, e di grande sensibilità verso un' idea che poneva, e pone tutt' oggi, al centro di tutto gli interessi della Sardegna. Ha ringraziato tutti per la loro presenza sottolineando l' assordante ed incomprensibile assenza del Sindaco di Ittiri e dei consiglieri comunali della Città di Ittiri, invitati a presenziare alla nascita di questa nuova e rinnovata realtà politica e che si sono persi, questa è la nostra tesi, una occasione di crescita culturale, storica e morale.
Ai ragazzi ed ai giovani dirigenti del Psdaz, ben rappresentati dal segretario Lupinu, vanno i nostri migliori auguri affinchè possano sviluppare un buon lavoro nell' interesse esclusivo della comunità ittirese favorendo quella crescita culturale, politica, sociale e produttiva tanto attesa ma mai realizzata. Per il momento.