L' intervento di Zampa Marras in Consiglio Comunale.
INTERVENTO DEL CONSIGLIERE COMUNALE GIANPIERO MARRAS "ZAMPA"
Signor Sindaco! Signori Assessori! Signori Consiglieri di maggioranza e di opposizione!
Nel prendere per la prima volta la parola in questo Alto Consesso, a nome
e per conto del mio Gruppo Consiliare - di cui sono il Capogruppo e il solo ed unico
portavoce - mi preme, innanzitutto, congratularmi con i vincitori della recente competizione
elettorale, che consideriamo - sia ben chiaro - “avversari politici e non nemici”
(e in particolare rallegrarmi con Lei, Signor Sindaco!, che è stato eletto con una
votazione plebiscitaria senza precedenti nella storia di Ittiri), tant’è che voglio rivolgere
a Lei e alla Sua Giunta - non solo a nome mio personale, ma anche e soprattutto
a nome di tutti gli esponenti della mia parte politica, nessuno escluso - i più sentiti e
calorosi auguri di Buon Lavoro!, purché operi nel solo ed unico interesse di questa
nostra Città e di tutti i suoi abitanti.
E nel contempo mi corre l’obbligo di ringraziare quei favolosi, impavidi e coraggiosi
581 elettori - rappresentanti circa l’11% dei votanti - che, credendo nella nostra
proposta politica e ideale, hanno votato la sola, unica, vera “Lista di Sinistra”, autenticamente
popolare, progressista e indipendentista presente alle elezioni.
Vale a dire la lista della «Sinistra Identitaria Sarda Unita-pro Ittiri», una lista di
lotta e di governo, che è scaturita da un’intesa di solidarietà tra alcuni elementi, fra i
più avveduti e sensibili della Sinistra democratica, rivoluzionaria e antagonista di
questa nostra cittadina e diversi esponenti del Movimento politico anticolonialista,
antimperialista e indipendentista “Sardigna Natzione Indipendentzia” - nel quale milito
sin dalla sua costituzione - che da sempre si batte , come è noto, per l’Identità, la
Sovranità e l’Autogoverno dell’Isola e della nostra città in particolare: città che amo e
che ho eletto come mia seconda Patria adottiva, ove risiedo da più di cinque anni, e
nella quale intendo vivere per il resto della mia esistenza, dal momento che la considero
come la mia Ozieri, capitale del Logudoro, in cui sono nato e l’incantevole paese
barbaricino di Orani, culla da più di mille anni della mia famiglia materna.
ILLUSTRI PERSONAGGI DI ITTIRI.
Tant’è, dicevo, che «Sardigna Natzione» continua a muoversi lungo quella
“Via sarda al Socialismo” tracciata dal professor Angelo Caria di Nùoro, fondatore
del Movimento e dal nostro mai abbastanza compianto “Patriota Indipendentista Sardo”
Franco Tiloca di Ittiri, mio amico fraterno, e dalla battagliera e irriducibile compagna
Toiedda Meloni, detta la “pasionaria”, ai quali un’Amministrazione che si rispetti
dovrebbe dedicare due targhe a futura e imperitura memoria, da commissionare
quanto prima possibile a chi di dovere e far affiggere sulle facciate dello rispettive abitazioni
nelle quali essi hanno vissuto e operato nel corso della loro vita terrena.
Strada Maestra, quella al Socialismo sardo che noi intendiamo percorrere fino
in fondo e senza tentennamenti sino al perseguimento della “Liberazione Nazionale e
Sociale della Sardegna e del suo Popolo” dalla dominazione coloniale italiana, nonché
dei Lavoratori sardi del braccio e della mente, umiliati dall’arroganza del potere
coloniale metropolitano e da quella proconsolare sarda, e fors’anche ittirese.
Una lista, la nostra, che fra le tre scese in campo in codesta ultima consultazione
elettorale, era la sola autonoma e indipendente dalle Segreterie dei Partiti politici
che l’avrebbero voluta fare da padroni in casa nostra, e che rispondeva unicamente ai
bisogni e agli interessi primari dei cittadini di Ittiri, e che - tramite la mia persona - si
prefigge di rompere l’eventuale “sistema di potere” che si volesse instaurare in questa
nostra città attraverso il clientelismo, il nepotismo e il familismo, oltreché mediante il
favoritismo, l’autoritarismo e il cesarismo.
Sia chiaro che io e il mio Gruppo politico, nonché tutti i componenti la Lista di
cui mi onoro di far tuttora parte - sentiamo di dover rispondere del nostro operato a
tutti gli ittiresi e in primo luogo a quei 581 Elettori che ci hanno votato, e che avrei
voluto ringraziare personalmente ad uno ad uno per il consenso accordatoci, avendoci
essi conferito il mandato di rappresentarli in questa sede per dare voce alle loro istanze,
ai loro bisogni e alle loro aspettative di lavoro, di prosperità e di benessere, e per
ascoltare le loro lagnanze, le loro perplessità e i loro problemi, oltre che per spingerci
a sostenere le fasce più deboli, disagiate, diseredate e indifese della società ittirese:
poveri, disabili, malati, pensionati, cassintegrati, precari, disoccupati e giovani in attesa
di prima occupazione, che sentiamo come fratelli, e ai quali vorremmo garantire
sia un presente luminoso e libero dal bisogno sia un futuro certo, sereno e possibilmente
radioso.
L' OSPEDALE ALIVESI DI ITTIRI.
Con questo proposito, e con lo sguardo rivolto principalmente alla tutela della
parte più sofferente della società ittirese, vorrei rivolgere a Lei, Signor Sindaco! - a
nome mio personale e del Gruppo Consiliare che rappresento - e a tutto il Consiglio
Comunale, un appello in ordine allo stato di precarietà in cui versa l’Ospedale Alivesi
di Ittiri, dal momento che appena qualche giorno fa è apparso un articolo su “La
Nuova Sardegna”, in cui il Commissario dell’ASL n. 1, il dottor Manca, dichiarava
che i pesanti tagli alla Sanità avrebbero incluso gli ospedali di Ittiri e Thiesi, i quali
dovrebbero essere drasticamente convertiti in “Residenze Sanitarie Assistite”, praticamente
in luoghi di riposo per anziani, o in “Case della Salute”, come se fossero la
stessa cosa.
L’impressione mia e del mio Gruppo Consiliare è che, in assenza di una benché
minima opposizione da parte delle Amministrazioni interessate - poiché in questa materia
regna sovrana una grande confusione - la dirigenza dell’ASL potrebbe mettere in
atto nel giro di qualche settimana la sua già manifestata “volontà liquidatoria”, che
porterebbe alla chiusura definitiva degli ospedali di Ittiri e di Thiesi. Pertanto il
Gruppo Consiliare di cui mi onoro di far parte chiede a Lei, Signor Sindaco!, che - in
considerazione dello scarso tempo a disposizione, e della gravità della situazione -
ponga in essere tutta una serie di iniziative, tendenti a suscitare una vasta mobilitazione
popolare, fissando sin da oggi un Consiglio Comunale aperto alla discussione
pubblica sul destino del nostro Ospedale cittadino, che viceversa andrebbe difeso ad
oltranza e potenziato, anziché chiuso.
SUI RAPPORTI MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE
Inoltre, Le preannuncio sin d’ora, Signor Sindaco!, che la nostra non sarà né
un’opposizione pregiudiziale né tantomeno aprioristica, ma un’opposizione onesta,
seria, vigile e attenta, oltreché un’opposizione costruttiva, propositiva e collaborativa
nell’esclusivo interesse di Ittiri e dei suoi cittadini, a condizione che Ella faccia quanto
è nelle sue possibilità per tentare di risolvere i problemi del lavoro e dell’occupazione
ed inoltre quelli legati alla vivibilità di questa nostra città devastata, degradata e
disastrata da oltre 30anni di malgoverno e di insipienza politica delle varie Giunte che
si sono succedute, alternandosi al governo del paese.
In caso contrario la nostra opposizione sarà ferma, costante, tenace, dura, nonché
corretta, forte, inflessibile e intransigente. Opposizione che Le faremo senza tentennamenti
non soltanto nelle Assemblee Consiliari (con interventi di merito, mozioni,
interrogazioni e interpellanze), ma anche nelle piazze (con manifestazioni pubbliche,
comizi, tazebao e volantinaggi), ed inoltre sulla stampa (con comunicati, articoli
e interviste) e sui mezzi audiovisivi di comunicazione di massa: radio, televisioni e
internet (con convegni, conferenze-stampa e tavole rotonde). E nei casi di corruzione,
sia a livello politico che burocratico, e di evidenti ed eclatanti “illegalità” che venissimo
a scoprire, pure nelle Aule Giudiziarie, qualora nell’arco del suo mandato Ella
non dovesse operare secondo criteri di trasparenza, di lungimiranza e di giustizia sociale
e/o dovesse compiere degli abusi dettati dall’arroganza del potere.
Infatti - come Ella ben sa - compito inderogabile delle forze d’opposizione è
quello di vigilare e controllare l’operato delle maggioranze di governo per ristabilire
la legalità democratica che eventualmente venisse calpestata e/o vulnerata nell’esercizio
del potere da parte di chi amministra. Non per niente il corretto funzionamento
della democrazia è sempre connesso al riconoscimento di una peculiare funzione
all’opposizione, delle cui indicazioni le maggioranze di governo dovrebbero continuamente
tener conto attraverso gli strumenti offerti dalla dialettica politica nella
formazione dell’indirizzo politico generale.
LE RICHIESTE DI INIZIO LEGISLATURA.
Le preannuncio intanto che, a giorni, a nome e per conto del nostro Gruppo
Consiliare e della Lista che rappresento - ai sensi e per gli effetti del 7° comma
dell’art.14 dello Statuto e dei commi 1 e 2 dell’art.46 del Regolamento Comunale -
Le richiederò per iscritto:
1) Copia di tutti gli Atti che abbiano rilevanza esterna, relativi
a concessioni edilizie, contratti di appalto, convenzioni con associazioni e per
manifestazioni;
2) Copia delle delibere di Consiglio e di Giunta, e di tutte le determinazioni
di settore, riguardanti le assunzioni, le liquidazioni, gli acquisti, gli impegni
di spesa eccetera;
3) Copia di tutti i Regolamenti dei vari settori;
4) Copia dei vari
Contratti di Appalto e somministrazione di servizi;
5) Copia del Bilancio Comunale,
nonchè del «Piano Economico di Gestione-PEG » e delle Rendicontazioni degli appalti,
delle forniture e dei servizi.
Poiché è intendimento del mio Gruppo Consiliare dare vita ad un “Laboratorio
Politico” che elabori, d’intesa con i componenti la lista di cui è espressione, un organico
«Progetto di sviluppo autogovernato del territorio, generato dall’interno, equilibrato
e sostenibile della città di Ittiri», con la collaborazione di esperti esterni
all’Amministrazione e di Consulte Popolari e Categoriali, che creeremo al nostro interno
per il perseguimento di tali finalità, in una città come Ittiri, dove da quasi
30/anni non esiste, sempre che sia mai esistita in passato!, un’opposizione seria, credibile
e propositiva, come quella che noi intendiamo fare.
Il mio Gruppo Consiliare si propone, infatti, di elaborare un organico «Progetto
di sviluppo autogovernato del territorio», che miri a far crescere le potenzialità
dell’agricoltura, della pastorizia, dell’edilizia, dell’industria e dell’imprenditoria, come
pure quelle dell’artigianato, del commercio, del turismo e della cooperazione, e
che punti a fare in modo che si sviluppi l’economia per creare nuova occupazione e
garantire prosperità e benessere a tutta la popolazione.
Ma soprattutto un «Progetto di Sviluppo» che si prefigga di riuscire a far superare
alla nostra città e al suo territorio la dipendenza agroalimentare e ad assicurare la
fornitura di prodotti della terra e del bestiame (da carne e da latte) alle zone a più
marcata vocazione turistica, come pure a promuovere lo sviluppo di un’industria
principalmente legata alla trasformazione delle risorse locali (vinifici, sugherifici, caseifici,
oleifici, salumifici, cave di materiali per l’edilizia, eccetera). Perché - badi bene,
Signor Sindaco! - senza una chiara “progettualità politica” e in assenza di validi
piani e programmi di sviluppo, in grado di far affluire fondi, cioè capitali, nelle esangui
casse del Comune, dalla Comunità Europea, dallo Stato e dalla Regione, per far
crescere l’economia del territorio e incrementare la produzione, il lavoro e l’occupazione,
non si va da nessuna parte e si brancola nel buio più assoluto.
Le chiedo inoltre, Signor Sindaco, che destini al mio Gruppo Consiliare, così
come avviene in tutte le città e cittadine della Sardegna e nei più grossi centri
dell’Isola, un ampio locale all’interno del nostro comune “Palazzo Municipale”, munito
di servizi igienici, da dotare sia di n.1 scrivania con annessa cassettiera, come pure
di n.1 armadio per custodire i documenti richiesti, di n.1 grande tavolo da lavoro,
di n.1 divano per accogliere i cittadini che volessero rivolgersi al Capo dell’opposizione
Indipendentista, Ambientalista e Antagonista di Sinistra, di n.2 poltrone e di n.4
sedie, di n.1 telefono fisso e di n.1 telefono cellulare di servizio, di n.1 fax, di n.1
Computer fisso e/o portatile e relativa stampante laser, di n.1 fotocopiatore ed infine
di diverse risme di carta “Uni a quattro” e di alcuni quadri e/o stampe per abbellire
l’Ufficio, onde poter esercitare al meglio il ruolo di stimolo e di controllo democratico
dell’istituzione comunale che - come è noto - compete alle opposizioni.
Le chiedo, infine, di stipulare - all’insegna della massima trasparenza - una
convenzione con una qualsivoglia emittente radiofonica e/o con una televisione privata
perché trasmetta in diretta tutte le riunioni del Consiglio - così come avviene nella
città di Sassari e negli altri capoluoghi di provincia, nonché in tanti Comuni
dell’Isola - onde consentire all’intera popolazione di Ittiri di poter seguire comodamente
dalle proprie abitazioni i lavori assembleari, perché i cittadini siano sempre informati
su tutto ciò che si decide e/o si discute all’interno del Palazzo.
SULLO STRISCIONE FILO-BERLUSCONIANO.
Poi, in ordine allo striscione ‘prestampato’ inneggiante alla Sua persona - rappresentata
con in testa un casco alla Valentino Rossi che con l’indice della mano destra
poggiato sul naso impone in modo perentorio il silenzio alle opposizioni che a
suo giudizio non fanno altro che blaterare, ed in alto la scritta “Tonino c’è”, riecheggiante
pedissequamente il ritornello della canzone dedicata al Primo Ministro italiano
“meno male che Silvio c’è” - da noi ritenuto irriguardoso nei confronti delle idee e
delle posizioni politiche della minoranza, che da lei è stato fatto affiggere il 31 Maggio
scorso, a notte fonda, di lato alle bandiere sarda, italiana ed europea, nel terrazzino
del Palazzo Municipale - che è e deve essere la “Casa comune” di tutti gli ittiresi -
vi è da dire che i miei sostenitori il giorno dopo hanno voluto affiancare al suo striscione
“non autorizzato, né tantomeno autorizzabile”, e quindi abusivo, un lenzuolo
di replica scritto con una bomboletta spray di vernice rossa.
Ciò che stupisce è che Ella, Signor Sindaco!, dopo aver tolto il nostro striscione,
abbia rilasciato al corrispondente della “Nuova Sardegna” la seguente testuale dichiarazione:
«Sì, sono stato io a rimuoverlo perché non era autorizzato. Mentre per il
mio c’era una regolare richiesta». Come pure stupisce che Ella ignori l’esistenza
dell’art. 663 del Codice Penale (e come se non bastasse delle Leggi 67/96 e 22/98 e
del DPR.121/2000), che stabilisce che negli edifici pubblici si possono esporre ed affiggere,
solo ed esclusivamente, striscioni e manifesti di carattere istituzionale e non
di propaganda personale (oltretutto lesivi della dignità altrui), purché all’interno di
appositi spazi previsti dalle Leggi e dai Regolamenti, per rispettare il “carattere di
neutralità” delle sedi istituzionali che costituisce un sacro e inviolabile principio democratico.
Pertanto, se Ella, Signor Sindaco!, ha ritenuto di poter esporre lo striscione
pensando di essere tutelato dall’art. 21 della Costituzione, che prevede che “tutti hanno
diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto ed
ogni altro mezzo di diffusione”, è chiaro allora che non poteva precludere a noi
dell’opposizione - come invece ha fatto - la possibilità di fare altrettanto.
Ora, per attenermi scrupolosamente ai tempi previsti dall’art.34 del “Regolamento
per il funzionamento del Consiglio Comunale” che disciplina la durata degli
interventi, mi avvio rapidamente alla conclusione di questa mia breve, lapidaria dissertazione
con la quale ho inteso ribadire la volontà del mio Gruppo Consiliare di esercitare
- da un’angolazione dichiaratamente indipendentista, ambientalista e antagonista
di sinistra - un’opposizione morbida, blanda, costruttiva, propositiva e collaborativa
nei confronti della maggioranza uscita dalle urne, e della Giunta testè presentataci,
ma a condizione che esse operino nell’interesse esclusivo della generalità
dei cittadini di Ittiri, e non di pochi privilegiati. In caso contrario, come abbiamo già
detto, la nostra opposizione diventerà costante, tenace, dura, forte, inflessibile e intransigente,
oltreché martellante e assordante come un rullo compressore.
Giampiero “Zampa” Marras
Consigliere Comunale di Ittiri,
Capogruppo Consiliare dell’Opposizione
Indipendentista, Ambientalista e Antagonista di Sinistra
Ittiri, 15 Giugno 2010.