La depressione, i debiti, il suicidio.
" Ad uccidere, come accade purtroppo spesso in questi ultimi anni, è il "male oscuro" che si impossessa dell' anima, anche se all' origine del gesto ci sarebbe il malessere sociale: per alcuni nostri concittadini il colpo di grazia è stato sferrato dalle difficoltà economiche, i debiti aggravati dalla crisi che entra nelle case e manda al lastrico le famiglie. Alcune volte è per il lavoro perso, il lavoro che manca, commesse mai evase, le aspettative mai raggiunte e forse tante altre speranze, coltivate in gioventù, sarebbero state soffocate dalla crisi. Fino a quando non si diventa ostaggio del "male oscuro". L' uomo, si sa, è nato con la capacità di togliersi la vita. Ogni anno nel mondo un milione di persone compie questa scelta. Anche nelle società dove il suicidio è illegale o tabù, le persone si uccidono comunque. A molte persone che considerano il suicidio sembra di non avere altra via d'uscita. La morte rappresenta il loro intero mondo in quel momento e la forza dei loro impulsi suicidi non va sottovalutata - essi sono reali, potenti ed immediati. E non esistono cure miracolose. Ma è pure vero che il suicidio è spesso una soluzione permanente ad un problema temporaneo e che quando siamo depressi, tendiamo a vedere le cose dalla prospettiva piuttosto angusta del momento presente. Una settimana o un mese dopo, le cose potrebbero sembrare completamente differenti. La maggior parte delle persone che ad un certo punto hanno pensato di suicidarsi, ora sono contente di vivere. Dicono che non intendevano porre fine alla loro vita - ma che volevano solamente far smettere il dolore. Crediamo che il passo più importante è parlarne con qualcuno. Le persone che hanno propositi suicidi non devono cercare di farcela da soli. Devono cercare aiuto SUBITO. Parlarne in famiglia o con amici. Anche solo parlarne a un parente, un amico o un collega può dare enorme conforto. Parlarne con volontario di un centro di assistenza. Alcune persone non riescono a parlarne con familiari o amici. Alcuni trovano più facile parlarne con uno sconosciuto. Vi sono centri di assistenza in tutto il mondo, con volontari che sono stati addestrati ad ascoltare. Parlarne con un dottore. Se si sta attraversando un lungo periodo in cui si sente giù o si pensa al suicidio, è possibile che si soffra di depressione clinica. Questo è un problema medico causato da uno squilibrio chimico che può essere curato da un medico con la prescrizione di medicine e/o il rinvio ad una terapia. Il tempo è un fattore importante per "superare" la fase critica, ma importa anche ciò che accade nel frattempo. Quando uno si trova a pensare al suicidio, deve parlare dei suoi sentimenti immediatamente. I segnali d'allarme del suicidio Il suicidio raramente è un impulso dovuto ad una decisione immediata. Durante i giorni e le ore precedenti al suicidio, generalmente appaiono indizi e segnali di allarme. I segnali più forti e rivelatori di un disturbo sono quelli verbali - "non posso andare avanti così", "Non m'importa più di niente" o anche "sto pensando di farla finita". Certe espressioni vanno sempre prese sul serio. Altri segnali di allarme comuni comprendono: Diventare depressi o rinchiudersi Comportarsi pericolosamente Mettere ordine nei propri affari e regalare oggetti di valore Mostrare marcati cambi di comportamento, attitudini o apparenza Abusare di droga, medicinali o alcool Soffrire per grandi perdite affettive o cambiamenti nella vita. Come aiutare un amico o parente che sta pensando al suicidio. Non parlate, ma ascoltate! Di fronte a qualcuno che si sente depresso o ha propositi suicidi, la nostra prima reazione è cercare di aiutarlo. Offriamo consigli, gli raccontiamo le nostre esperienze, cerchiamo soluzioni. Faremmo meglio a stare zitti e ad ascoltare. Le persone che pensando di suicidarsi non vogliono risposte o soluzioni. Vogliono potere esprimere senza paura le loro paure ed ansie, vogliono poter essere se stessi. Ascoltare - ascoltare veramente - non è facile. Bisogna controllare l'istinto di dire qualcosa - di fare commenti, di aggiungere qualcosa alla storia di chi si ascolta, di offrire consigli. Bisogna prestare attenzione non solo ai fatti che la persona ci sta raccontando, ma anche ai sentimenti che si nascondono dietro questi fatti. Bisogna vedere le cose dalla prospettiva della persona che si ascolta, non dalla nostra. Ecco qui di seguito alcune cose da ricordare se state aiutando una persona con propositi suicidi. Cosa vogliono le persone che meditano il suicidio? Qualcuno che li ascolti. Qualcuno che si prenda il tempo di ascoltarli veramente. Che non li giudichi, che non dia consigli od opinioni, ma che gli presti completa attenzione. Qualcuno di cui fidarsi. Qualcuno che li rispetti e che non cerchi di assumere il controllo della situazione. Qualcuno che consideri tutto quello che gli viene detto assolutamente riservato. Qualcuno a cui importi. Qualcuno che si metta a disposizione, che metta la persona a suo agio e parli con tranquillità. Qualcuno che li riassicuri, li accetti e gli creda, Qualcuno che gli dica "A me importa". Cosa non vogliono le persone che meditano il suicidio? Essere lasciati da soli. Il rifiuto può rendere il problema dieci volte peggiore. Avere qualcuno a cui rivolgersi fa davvero la differenza. Semplicemente, ascoltate. Ricevere dei consigli. Le prediche non aiutano. Nè aiutano suggerimenti come "fatti coraggio", o facili rassicurazioni che "tutto andrà bene". Non cercate di analizzare, comparare, generalizzare o criticare. Semplicemente, ascoltate. Subire un interrogatorio. Non cambiate argomento, non mostrate pietà o condiscendenza. Parlare dei sentimenti è difficile. Le persone con propositi suicidi non vogliono venire messe sotto pressione o sulla difensiva. Semplicemente, ascoltate." Abbiamo tratto questi testi da un sito dedicato per chiunque si senta giù, depresso o con propositi suicidi, o sia preoccupato per un amico o parente. Contiene consigli semplici e diretti che possono essere utili. Aiutiamoli, aiutiamoci. Basta riderne e gioirne.Il problema è più esteso di quello che appare. Credo sia giunto il tempo di discutere della istituire un "Fondo di Solidarietà" che possa fare da argine al dilagare della condizione del debito. Dare "credito al debito", dovrà essere questa la nuova parola d' ordine che tutti gli enti locali dovranno fare propria a beneficio di tutti quei cittadini che sono in momentanea difficoltà e che rischiano di perdere, oltre alla famiglia, i propri beni più preziosi: la vita.