La replica, pacata e comprensiva, del Prof. Vismara Zuccotti Evaristo
Egr. Sig. Fadda,
Innanzi tutto mi preme ringraziarla per aver risposto con prontezza e altrettanta lucidità alla mia precedente lettera. Non sono affatto sorpreso ne meravigliato dal contenuto della sua risposta, era esattamente il tipo di riscontro che da Ella mi sarei aspettato. Ha ragione, avrebbe potuto rispondermi sotto mentite spoglie, ma avendola sollecitata si è sentito in dovere di firmarsi con il suo vero nome e cognome.
L’aggettivo “aberrante”, che l’ha cosi tanto infastidita, caro (mi permetta) Sig. Fadda, non ha nulla di offensivo. Ad ogni modo, la invito a consultare un buon vocabolario della lingua italiana, scoprirà che il termine “aberrante” significa “inspiegabile” o “anomalo”. È un aggettivo che ho voluto usare per provocarla e come Ella giustamente afferma, ad ogni azione corrisponde una reazione. La sua risposta, condita di strisce di merda di cavallo e pernacchie defilippesche, infatti è stata aberrante, inspiegabile e ingiustificata, considerato che nella mia molto composta lettera non ho usato alcun termine dispregiativo o formulato frasi di tipo polemico o offensivo nei suoi confronti. Come le ho già detto, ognuno a casa sua è liberissimo di fare ciò che vuole, in questo caso nessuno le impedisce di amministrare il suo blog come meglio crede. Nessuno le vieta di dare al suo blog un’impostazione fortemente critica, schierato contro il “Potere Locale” per cercare di sollevare problematiche ed argomenti vari visti da una diversa angolazione, è vero anche che non esiste qualcosa che impedisce di criticarlo, dato che, come dice, è uno spazio libero. Sta ad Ella saper accettare con signorilità e sportività, le valutazioni, le analisi e perché no, anche i rimproveri, preso atto che le critiche è bravissima a farle agli altri. Proprio perché Ella crede nella pluralità di idee ed opinioni, non può contraddirsi dicendo che “non sapendo, ma comunque intuendo, quale tipo di materiale umano avessi di fronte, non volevo e non voglio neanche oggi, coinvolgere altre persone da quella immancabile, attesa, vergognosa, aberrante, signorile e puntuale repressione democratica”. Dovrebbe piuttosto cercare di interessare quante e più persone possibili, dovrebbe cercare di coinvolgerle e non allontanarle, non crede? …questo è il senso della mia lettera, in cui Ella, ha voluto cogliere solo l’aspetto critico di ciò che ho scritto, ma mi creda, non era mia intenzione aprire alcuna polemica dato che nessuno di noi ha voglia di perdere tempo con polemiche inutili.
Ha perfettamente ragione Sig. Fadda, quando dice che non ci sono più i partiti e i movimenti incazzosi di una volta, mancano del tutto le organizzazioni giovanili, libere, “non filo governative locali”, manca del tutto quel particolare ed originale materiale umano in grado di far movimentare le opinioni in modo critico-costruttivo e non c’è più la Chiesa di una volta. Concordo in pieno con Ella che oggi si è sviluppata una strana mentalità, favorita da una certa politica disgregante, orientata verso la frammentazione tendente ad isolare ed escludere i potenziali critici, e sa perché? ….secondo il mio personale punto di vista, ciò accade in quanto si è perso il rispetto per le opinioni degli altri ed è scomparsa la voglia di confrontarsi in maniera civile e democratica. Ella si sente vittima e perseguito, perché manifesta opinioni differenti, a suo dire, dalla massa, quindi autorizzato ad esporre le sue rispettabilissime opinioni in maniera fortemente critica, saltano quello che io ho definito il confronto civile e democratico e passando direttamente alla discussione più accesa che tende a degenerare. Non gliene faccio una colpa, semmai ritengo responsabili di questo, coloro che hanno portato gli atteggiamenti da curva da stadio all’interno della politica italiana, ispiratori di alcuni giornalisti partigiani titolari di testate giornalistiche, Tg e blog che condizionano l’opinione pubblica. Vede Sig. Fadda, nessuno le impedisce di stimolare, pungolare e come Ella dice, svegliare il sonno ai suoi concittadini, anche se vi è modo e modo. Io, dall’esterno, le posso solamente suggerire quello che secondo me (sottolineo secondo me) è il modo migliore. Se Ella ritiene che definirli “Ittiraini” è la maniera più corretta, si accomodi, faccia pure… Nessuno le vieta niente, per carità, neppure di essere, a volte, più propositivo, costruttivo e meno critico, polemico e talvolta, mi consenta, distruttivo. Se così fosse accoglierei con entusiasmo il suo cortese invito a continuare a scrivere. Potremmo discorrere assieme, ad esempio, sul perchè e per come non ci sono più i partiti e i movimenti incazzosi di una volta, sulla chiesa, sulle organizzazioni giovanili e su tantissimi altri argomenti d’interesse comune.
Infine le porgo le mie scuse per la superficialità, non conosco nulla della sua associazione di volontariato e dei suoi interessi personali, le chiedo sinceramente perdono se mi sono intromesso.
Se gradisce può contattarmi, in privato, al mio indirizzo mail: hevelin.zucc@libero.it
Nel ringraziarla nuovamente per la cortese disponibilità e nel ricambiare la pernacchia defilippesca, la saluto cordialmente.
Prof. Evaristo Zuccotti Vismara