Agroalimentare da aiutare

Lettera Aperta all' Assessore
Regionale Agricoltura
On. Andrea Prato
On. Assessore,
vorrei approfittare della Sua gradita presenza nella nostra cittadina, crediamo voluta e sollecitata, viste le problematiche del settore, dai consiglieri Manuela Soro e Peppino Fiori e programmata per domani 16 settembre, per sollevare un problema credo di vitale importanza per il settore ovicaprino, insieme ad altri certamente ben più gravi, e che credo riguardi tutti gli allevatori presenti non solo nel nostro territorio ma anche nella Isola intera.
In questa nostra epoca dove le trasformazioni tecnologiche, sociali e culturali hanno modificato in modo profondo il rapporto con il cibo e con il mondo della produzione primaria, diventa sempre più difficile conoscere o meglio, riconoscere ciò che ci circonda, che cosa si coltiva nelle nostre campagne, il percorso che fa il cibo prima di arrivare sulla nostra tavola, chi lo produce e come lo produce. Questa epoca tende ad appiattire i prodotti, ed in questo senso la sua battaglia per la qualità è da sostenere, ma non ha ancora appiattito i territori perchè sono unici, irripetibili e certamente non intercambiabili.
E' infatti il territorio che ci da il pregio di cogliere e sottolineare le differenze. Credo dunque che la Sardegna, ed in particolare il territorio della nostra ricca provincia debba ripartire dal valore imprescindibile della sua diversità e specificità per diventare competitiva e sostenere così la crescita economica.
Ma haimè, sul campo, la realtà è ben diversa. La strada per raggiungere questi risultati è ancora lontana e se non si pone rimedio, da adesso, subito, le condizioni dei tanti allevatori ed agricoltori andrà di giorno in giorno peggiorando. Il problema che pongo alla sua attenzione riguarda la grande difficoltà che hanno tantissimi allevatori per la realizzazione di progetti che dovrebbero, almeno sulla carta, dare nuovo impulso, in termini di investimento, sia di risorse finanziarie sia umane, che vanno a tutto vantaggio della qualità del prodotto locale che, ricordiamocelo, è un patrimonio unico e che è frutto di un sapere che riflette un patrimonio di esperienze e di processi e di adattamento tra territori e comunità. Progetti che sono di impulso e di incoraggiamento positivo verso questo settore che può garantire un adeguato e costante mantenimento dei livelli occupazionali, qualificando nel contempo il prodotto finale grazie alla corretta applicazione di quelle regole legate al rispetto del benessere animale.

Però, come spesso o troppo spesso accade, questi incoraggiamenti ed impulsi si scontrano con la dura realtà delle cose, soprattutto nella fase della realizzazione delle opere occorrenti al rilancio e valorizzazione dell' azienda. Le lamentele di moltissimi operatori del settore, di dimensioni e consistenza aziendali diverse, riguardano la “condanna” che viene loro inflitta per reperire, in tempi e modi strettissimi, le cosiddette polizze fidejussiorie che legano, e alcune volte anche in modo troppo “stretto”, i beneficiari dei POR Regionali ad organizzazioni che nulla hanno da spartire con il settore e che rendono il raggiungimento dell' obbiettivo un duro percorso di guerra e sofferenza. Polizze fidejussorie che sono fondamentali, in base alla legge ingiusta, per la erogazione delle anticipazioni utili per realizzare le infrastrutture necessarie a dare impulso, come si diceva, e vigore all' azienda
Ebbene Assessore Prato vi sono allevatori che saranno costretti, nei prossimi giorni e mesi, ad abbandonare il beneficio economico dei POR perchè impossibilitati ad ottenere polizze fidejussorie accessibili ( siamo a conoscenza di tariffe che variano da un minimo di 8.000,00 euro sino a 12.000,00 ) che possano garantirne un effettivo ed atteso sviluppo.
Confidiamo nella Sua sensibilità ed attendiamo una buona parola su questo grave e presente problema.