La Lotta dei Pastori Sardi: quale soluzione ?

Quello che la Sardegna sta vivendo sarà certamente ricordato come un agosto tra i più bollenti e movimentati sia per la politica regionale sia per le associazioni di categoria legate all’ “industria” delle tessere in Agricoltura. Insomma Andrea Prato contro Floris e viceversa. I cosiddetti “ribelli” dell’ MPS (Movimento Pastori Sardi) contro i “lealisti” della Coldiretti guidati da Errico che di Sardo pare abbia solo il domicilio. Due realtà diverse che, forse, vogliono raggiungere lo stesso obiettivo; quello di garantire il benessere dei Pastori, non solo degli animali. Solo che si muovono in due ben distinti modi. Il primo, l’ MPS di Felice Floris, ha portato in piazza, sulle strade, negli aeroporti, sulla stampa nazionale la rabbia, accumulata in anni, anzi in secoli di totale indifferenza verso i loro problemi da parte di chi è preposto, con il voto di tutti i Sardi, a fare le leggi di tutela e salvaguardia; il secondo, la Coldiretti di Errico, forte delle sue migliaia di tessere di adesione, ed entrature amiche nel palazzo, lo collocano al primo posto nel tavolo delle trattative per cercare di portare a casa degli ottimi risultati. Solo che questi risultati, a detta dei “monelli” dell’ MPS, sono debolucci, insignificanti e che nulla lascia nelle tasche aziendali dei Pastori sempre di più costretti all’ indebitamento.

Il terzo attore protagonista, Andrea Prato, Assessore Regionale alla Agricoltura, trovandosi in mezzo a questi due colossi delle masse agropastorali in subbuglio, ha serie difficoltà a tradurre in atti concreti le richieste della categoria. E deve pure arginare il fronte degli industriali del latte e della sua trasformazione in prodotti commerciabili, che continuamente minacciano stati di crisi e conseguenti licenziamenti. Insomma Andrea Prato è in sospeso tra l’ incudine ed il martello. In attesa del colpo finale. Che fare allora ? Dicono, l’ MPS e la Coldiretti: “decidere. Assumere determinazioni chiare a favore di questa categoria ormai giunta alla pura disperazione. E la cosa è davvero grave credetemi ed è tempo che si giunga ad una soluzione. L’ Assessore dovrà quindi fare un salto di qualità e nel contempo di responsabilità: dalla Sdraio all’ Ovile. E decidere cosa fare, come incentivare, chi incontrare, su quanti tavoli di contrattazione sedersi. Insomma dovrà risolvere nel più breve tempo possibile questo problemaccio dei Pastori. Sono in molti a sostenere che è meglio se questo scontro assumerà nei giorni a venire dei toni più aspri e duri, cattivi e di netto contrasto perché non consentirà più a nessuno di tornare indietro. Di rimangiarsi la parola data. Questa è una sorta di guerra totale e qualcuno, così come accade nelle guerre totali, una volta per tutte sarà “sconfitto”. Chi prevarrà ?
Forse la politica speculativa superassistita dell’ industria casearia? Oppure quella determinata delle associazioni e dei movimenti dei Pastori ? Oppure ancora quella politica, forzatamente, dei “due forni” a cui sarà costretto Andrea Prato ? Chi riuscirà a spuntarla ? La sinistra cosiddetta al caviale e binu e gazzosa, milionaria, terrazzata, portorotondina, che cavalca la protesta per fini elettoralistici ed in particolare per disarcionare l’ attuale giunta di destra ? Oppure la spunterà questa destra confusa, iperdivisa, cominciolata, formata da gente a cui dell’ agricoltura probabilmente non gli frega proprio un bel niente composta così com’è da intelligentoni chic che hanno una visione, sulle difficoltà di vita che affronta quotidianamente il Pastore, non solo parziale, ma viziata dal pregiudizio culturale, dal cosiddetto benpensantismo d’ èlite che non deve perdere tempo in siffatte piccolezze? Oppure la spunterà, come è sempre accaduto in Sardegna, l’ inalterabilità dello stato attuale delle cose ? Cioè, finito questo bel mese di agosto Felice Floris rientrerà nella sua Azienda e di essa si occuperà sognando per il prossimo anno un’ altra manifestazione estiva ? Errico affronterà il suo bel congressone regionale, dal quale sarà certamente riconfermato segretario regionale della Coldiretti, forte delle numerose adesioni (tessere) di pastori e agricoltori ? I poveri Industriali continueranno a pagare una miseria il latte dei Pastori che poi rivenderanno, a non meno di Euro 1,35 a litro, ad altri industriali del continente ? Le banche, quelle che agli strozzini non gli fanno proprio un bel baffo, continueranno a bussare alle porte degli allevamenti reclamando i loro soldi, caricandoli di interessi su interessi?
E Andrea Prato, una volta sostituito, tornerà anche lui alla sua Azienda ed alla sua famiglia ? La sinistra Sarda sarà in festa perenne perché è riuscita, attraverso la strumentalizzazione del dolore e della vertenza dei Pastori, a scalzare ed imporre un’ altro Assessore Regionale ? La destra, questo miscuglio di culture e provenienze diverse, anche dal mondo agro-pastorale, una volta sostituito Prato, zittendo così ed abbuonando la sinistra barricadera, insediando alla guida del PDL regionale Murgia, nominati i nuovi assessori attraverso l’ applicazione del manuale Cencelli Sardo, tornerà a far finta di rappresentare gli interessi generali della Sardegna tutta ? E i Pastori ? Perché in Sardegna i Pastori esistono ? Stando agli ultimi lanci di agenzia si sono estinti nel lontano mese di agosto 2010. In compenso la Sardegna ha un’ industria fiorente di agriturismi, bad e breakfast, associazioni ippiche nate dagli strani incroci tra le giovani e formose ippovie ed un mulo, questo sì Sardo, fattorie didattiche, fattorie sociali, fattorie eque e solidali, fattorie Lì, fattorie Quà, a iosa. La sagra del formaggio pecorino Sardo DOC, che si tiene per motivi logistici ad Oristano, registra la presenza di tantissimi industriali, albergatori e cittadini dell’ Italia intera che ne degustano il sapore e la qualità. Solo che non immaginano nemmeno che è stato prodotto dalla lavorazione del latte arrivato direttamente dalla CINA; le carni prelibate del maialetto e dell’ agnello sono stati allevati ed importati dalla ROMANIA; le grigliate di pesce, che profumano l’ aria, non sono di Cabras, nò, sono stati importati con un particolare aereo-frigo direttamente dagli allevamenti ittici situati in ALBANIA. Si dice in quel di Sardegna che l’ unica industria fiorente, remunerativa veramente, appagante, che da maggiori soddisfazioni, quella che ha impiegato il maggior numero di Pastori Sardi, che hanno la conoscenza del territorio e delle montagne e degli anfratti più nascosti, dando benessere alle tantissime famiglie Sarde, è l’ Industria del Sequestro di Persona. Ma questo, in attesa della tanto attesa e strombazzata industrializzazione derivante dal petrolio, cari naviganti, non è un film già visto ?