L' Opposizione vista da vicino : ZAMPA MARRAS.
Sono stati tantissimi i cittadini che hanno espresso il desiderio di saperne di più su quello strano personaggio, vestito di fustagno e la Berritta, che passeggia con disinvoltura e con il suo piglio di curiosità nelle vie della nostra cittadina. Chi ha il coraggio o è più sfacciato degli altri, lo ferma e ci parla, domandano chi è, da quanto tempo vive ad Ittiri, cosa fa e perchè si veste in quel modo. Per soddisfare questa curiosità pubblichiamo la sua biografia tratta interamente dalla Enciclopedia Wikipedia.
“ Giampiero Marras (Zuanne Pedru 'e Marras) detto Zampa (acronimo dei suoi primi tre nomi in lingua sarda e successivamente suo nome di battaglia) è un intellettuale e politico sardo nato a Ozieri nel 1935. Usa anche il cognome materno Meloni-Siotto Pintor (la madre era una nobildonna con parentela tra l'altro con Giovanni Maria Angioy).
Laureato in Economia e commercio a Cagliari nel 1960 e in Lettere e Filosofia a Pisa nel 1965, lavorò come docente di Meccanografia e poi come funzionario di banca.
Si impegnò nel Partito Sardo d'Azione dal 1951 al 1976, tuttavia, influenzato dalla lezione politica di Antonio Simon Mossa, maturò posizioni indipendentiste: nel 1976 abbandonò il PSd'Az e fu tra i fondatori dell' OSSN (Organisassyone Sotzialista Sardínnia Nassyone - Organizzazione Socialista Sardegna Nazione), sciolta poi nel 1982. Militò nuovamente nel PSd'Az tra il 1984 e il 1994, anno nel quale abbandonò definitivamente tale partito. Partecipò inoltre alla fondazione della CSS (Cunfederassione Sindhicale Sarda - Confederazione Sindacale Sarda o Sindacato della Nazione Sarda) nel 1985. Normale la sua permanenza ai vertici di tutte queste organizzazioni (nel PSd'Az ricoprì le cariche di Consigliere Regionale Sardista e di membro del Direttorio Regionale e della Segreteria Regionale Sardista, finché nel 1968, con la modifica dello Statuto del 1921, divenne componente del Comitato Direttivo Centrale e del Comitato Esecutivo Centrale; nel suo secondo periodo nel partito i nomi delle cariche erano ulteriormente cambiati e fu componente del Consiglio Nazionale ma per polemiche interne al partito non più della parte esecutiva denominata Esecutivo Nazionale; nella CSS ricopre tuttora le cariche di membro della segreteria, della direzione e del consiglio nazionale; in Sardigna Natzione è coordinatore distrettuale per la provincia di Sassari, componente della segreteria, del consiglio e della direzione nazionale). Nella sua vicenda politica è sempre rimasto coerentemente nell'area sardista, nazionalista e indipendentista.
Nel 1953 costituì la nuova Federazione regionale del Movimento Giovanile Sardista, elaborandone lo Statuto e divenendone ben presto segretario politico.
Tra il 1958 e il 1960 partecipò alle lotte dei minatori dell'Argentiera e di Canaglia contro la chiusura delle miniere.
Nel 1962 entrò a far parte del Consiglio Direttivo del Grémiu Federalista de sa Cumonidade Éitinica Sarda "Sardigna Líbera" (Associazione Federalista della Comunità Etnica Sarda “Sardegna Libera”), sorto per impulso dell’architetto Antonio Simon Mossa, allo scopo di difendere e promuovere i valori fondamentali della Comunità nazionale sarda; di tale sodalizio fu anche un promotore della costituzione.
Simon Mossa fu suo maestro ed amico e tra l'altro gli spiegò importanti aspetti dell'archeologia sarda; insieme girarono l'Europa delle "Nazioni senza Stato" e delle "Comunità linguistiche".
Nel 1964 fondò (con Antonio Simon Mossa, Ferruccio Oggiano sindaco di Laerru, Antonino Cambule sindaco di Padria) il MIRSA (Muimentu Indipendentístigu Revolussionàriu Sardu - Movimento Indipendentista Rivoluzionario Sardo), che fu il primo movimento indipendentista, nazionalista, sardista-progressista e socialista rivoluzionario politicamente organizzato creato in Sardegna nel XX secolo.
Nel gennaio 1965, invitato da Simon Mossa, entrò a far parte come segretario del Comitadu pro sa defensa de sa Limba Sarda (Comitato per la difesa della Lingua Sarda).
Alla fine degli anni sessanta partecipò alla lotta degli abitanti di Orgosolo contro l'installazione di un poligono militare a Pratobello.
Partecipò inoltre alle lotte del Movimento studentesco e operaio del Sessantotto e negli anni settanta promosse a Sassari la nascita di un Comitato popolare per la casa che si proponeva di affiancare, sostenere e assistere le famiglie di senzatetto con molti figli, prive di mezzi di sostentamento, nell’occupazione di alloggi comunali di edilizia popolare, non ancora assegnati (e destinati dallo Iacp - Istituto Autonomo Case Popolari, nonostante le graduatorie, a famiglie meno bisognose non aventi diritto), riuscendo a sistemarvi in via definitiva un centinaio di famiglie indigenti.
Negli anni dal 1969 al 1974 partecipò alla lotta degli abitanti di Lula contro l'insediamento nel loro territorio di un altamente inquinante stabilimento petrolchimico.
Nel 1971 dette vita a S'Iscola Sarda (La Scuola Sarda - Fondazione Etnico-culturale della Nazione Sarda) al fine di promuovere la lingua e la cultura isolana (la quale entrò a far perte nello stesso anno anche dell’Ufcee-Union Fédéraliste des Communautées Etniques Européennes - Unione Federalista delle Comunità Etniche Europee - in sostituzione del disciolto Grémiu di nove anni prima). Curò inoltre, all'epoca, le prime trasmissioni in lingua sarda delle emitenti sassaresi Radio Nord Sera di Pino Careddu e Radio Città di Enrico Porqueddu. Nel 1973 rivolse un appello all’allora Presidente designato della Regione Autonoma della Sardegna Nino Giagu De Martini affinché affrontasse, «nella sua reale portata, il problema dell’insegnamento per legge della Lingua, della Storia e della Cultura Sarda, intesa come patrimonio popolare, nelle scuole dell’Isola, e della sua introduzione nei Pubblici Uffici» [1].
Nel 1974 predispose (per la prima volta in Sardegna) una Proposta di legge di iniziativa popolare «per l'introduzione dell'insegnamento della lingua, della storia e della cultura della Sardegna nelle scuole di ogni ordine e grado, e in tutti gli uffici pubblici e privati, purché aperti al pubblico (Banche, Amministrazioni comunali, provinciale, regionale, tribunali, eccetera) e per la "sardizzazione" degli impieghi», poi trasformata in petizione popolare, strumento più agevole [2]. Da citare in proposito che per tre volte (Genova 1977, Serramanna 1981 e Sassari 2002), dovendo affrontare processi per accuse di scarsa importanza o per le sue gesta politiche, si è espresso in lingua sarda, per affermare il diritto dei sardi di potersi esprimere in limba anche nei tribunali (diritto riconosciuto dalla legge n. 482 del 15 dicembre 1999). Da tutti i processi è stato assolto con la formula piena «perché il fatto non sussiste».
Nel 1977 diede l’adesione sua e della Fondazione S’Iscola Sarda al Tribunale popolare internazionale di giustizia per le Nazionalità non riconosciute, allo scopo di giudicare, di fronte all’opinione pubblica mondiale, qualsiasi atto o forma di repressione di una certa gravità contro i diritti inalienabili delle nazionalità non riconosciute. Nel 1978 si impegnò, in prima persona e con la radio e attraverso la mobilitazione di tutte le strutture nazionali e periferiche di S’Iscola Sarda e di dieci cancellieri del Tribunale di Sassari, a sostegno della 2ª Proposta di legge d’iniziativa popolare per il bilinguismo. Proclamò il 1980 «Anno della Lingua Sarda», mediante il lancio di una vasta campagna di sensibilizzazione politica e di coscientizzazione popolare, che negli intenti suoi e di S’Iscola Sarda –sarebbe dovuta sfociare nell’elevazione sociale della lingua sarda a prima lingua ufficiale dell’Isola.
Nel 1986, dopo l’esperienza fatta a Parigi col Bureau, aderì alla Conseo (Conferència de les Nacions sense Estat de l’Europa Occidental - Conferenza delle Nazioni Senza Stato dell'Europa Occidentale). fondata dal catalano Aureli Argemí i Roca con sede a Barcellona, diventata dopo la sua seconda sessione nel 1989 decise di modificare la propria ragione sociale in Conseu (Conferència de les Nacions sense Estat d’Europa - Conferenza delle Nazioni Senza Stato d'Europa).
Dall’ottobre del 1994 milita in Sardigna Natzione, movimento politico anticolonialista e indipendentista fondato per volontà del professor Angelo Caria di Nuoro.
Dal 1995 ha partecipato con Sardigna Natzione Indipendentzia a varie battaglie politiche: per la continuità territoriale, contro le servitù militari, occupazione della Termocentrale di Fiumesanto per contestare la disparità di trattamento verso i sardi riguardo all'energia elettrica, Marce per la pace, lotte per la giusta remunerazione del latte ovino, lotte per il lavoro, per la cultura, per l'ambiente, in particolare contro il passaggio delle petroliere attraverso le Bocche di Bonifacio, la cementificazione selvaggia delle coste e questioni relative all'inquinamento e alle scorie industriali di provenienza non sarda, accusando tra l'altro di colonialismo lo Stato italino. Con tale movimento si è candidato, con buoni risultati ma senza esito positivo, come sindaco di Sassari, presidente della Provincia di Sassari, consigliere regionale, senatore.
Tra queste battaglie ha portato avanti quella per il bilinguismo; in particolare nel 1995 ha valorizzato per primo in tal senso la sentenza numero 375 del 13-25 luglio 1995 della Corte Costituzionale, che modificava radicalmente la materia della tutela delle minoranze linguistiche, rendendola non più di esclusiva competenza dello Stato: così si apriva di fatto le porte al bilinguismo nell’Isola. Ha chiesto, sulla base di tale sentenza, alla classe politica sarda di voltare pagina e «di rivendicare con forza e fino in fondo i diritti del Popolo Sardo al riconoscimento ufficiale della propria identità linguistica e culturale», attraverso la riproposizione immediata della Legge sulla Lingua Sarda, precedentemente bocciata dal Governo.
La Legge 26 per la «Promozione e valorizzazione della cultura e della lingua della Sardegna», è stata licenziata dalla Regione il 15 ottobre del 1997.
Dall’8 giugno del 2001 Giampiero Marras fa parte, su designazione dell’Amministrazione comunale di Sassari, della Cunsurta Intercomunale pro sa promóvida e-i s’abbalorinzu de sa Limba, de s’Istória e de sa Curtura de sa Sardínnia (Consulta Intercomunale per la promozione e la valorizzazione della Lingua, della Storia e della Cultura della Sardegna) dei Comuni di Sassari, Porto Torres, Sorso, Sennori e Stintino. Dal 2002 ne ricopre la carica di Segretario.
Nel 1972 ha organizzato a Macomer il 1° Convegno di studi per la formazione di neologismi [sardi, NdR].
Dal 1974 al 1979 ha portato in quasi tutte le piazze isolane la cultura e le tradizioni popolari, canore e musicali sarde, con un singolare cantagiro, Su Cantaíddha (Il Cantapaese), per ravvivare e rivitalizzare il patrimonio culturale e musicale isolano.( nota dell' amministratore di questo Blog : in quegli anni ospitò per svariate volte nella sede di "Radio Nord Sera " il Coro a cunsonu di Tiu Peppe Paddeu che eseguiva in diretta le canzoni in lingua Sarda. Inoltre il Coro Paddeu per moltissimi anni riuscì a piazzarsi al primo posto nelle tappe più importanti del Cantaìddha per l' originalità delle canzoni.)
Ha promosso numerosi Corsi regionali di ballo sardo tradizionale e tre edizioni del Festival nazionale della musica, del canto e delle danze tradizionali della Sardegna (1975, '77, '79).
Nel 1979 ha bandito la prima edizione del «Premio letterario "Antonio Simon Mossa" di poesia, teatro, prosa, giornalismo e traduzioni in lingua sarda», del quale si sono svolte, per mancanza di fondi, solo sette edizioni dal 1979 al 1986.
Nel 1980 ha organizzato le Sardìades de sos Ispòrtos e de sos zogos isulanos (Sardìadi degli Sport e dei giochi isolani - per sportivi dilettanti) e le Sardìades de Ballos, Sonos e Càntigos de sa Nassyone Sarda (Sardìadi di Balli, Suoni e Canti della Nazione Sarda - per ballerini, suonatori e «cantadores» esordienti), che si sarebbero tenute anche nei quattro anni successivi.
Nel 1981 ha curato per la Vox-Culturaphon di Milano e la Tekno Record di Sassari, come direttore artistico e letterario, quattro collane di musica etnografica sarda.
Nel marzo 1993 ha organizzato a Sassari la 1ª Conferenza Regionale sulle Politiche finanziarie e creditizie in Sardegna.
Con Umberto Cocco è stato autore nel 2000 di Una moda fuorilegge. Il fascino del pastore in velluto. La riscoperta di uno stile etnico, con prefazione di Giovanni Lilliu, sull'abbigliamento tradizionale sardo (da notarsi che egli usa vestire in pubblico in abiti tradizionali sardi).
Nel 2003 ha organizzato a Sassari il Primo Convegno Internazionale di Studi su Antonio Simon Mossa (del quale è il principale biografo) e ne ha pubblicato gli atti nel 2004. Ha organizzato anche un secondo convegno analogo nel 2007 a Cagliari, intitolato Una nuova prospettiva politico-costituzionale per la Sardegna, ricordando Antonio Simon Mossa a novant'anni dalla nascita.
Nel 2010 si è candidato sindaco a Ittiri (dove abita da qualche anno) alla guida di una lista civica orientata all'indipendentismo e alla sinistra; non è stato eletto sindaco ma con i voti ricevuti è salito alla carica di consigliere comunale.
Dirige l'ISES (Institudu Soberanu Éitinu-limbístigu Sardu - Istituto Superiore Etnolinguistico Sardo), ove ha insegnato nel corso degli anni, e tuttora vi insegna, "Lingua, storia, cultura e tradizioni nazional-popolari della Sardegna", nonché Linguistica generale, Glottologia comparata e Filologia romanza.