Contro la Povertà e l' Emarginazione Sociale

Pubblicato il da Antonio Fadda

CARTA DI ZURI

 

PREAMBOLO

 

Noi, cittadini della Sardegna, promotori della manifestazione «La Sardegna con i poveri della

terra. Liberi dalle povertà, per un lavoro dignitoso e una vita dignitosa», riaffermiamo i diritti

delle persone e dei popoli attraverso i valori dell'umanesimo solidaristico e partecipiamo

dell'identità del popolo sardo nelle sue manifestazioni istituzionali, sociali, culturali, rel igiose

e comunitarie.

La drammatica condizione di bisogno di tante popolazioni del nostro mondo è la negazione

dei diritti e della dignità della persona. Per questo motivo condividiamo l'impegno ad a ffermare

che la povertà è ingiusta e illegale. È dunque dovere di tutte le Istituzioni fare gue rra

alla povertà e deliberare l'adozione di misure adeguate per contrastarla, rendendo obbligatorie

le politiche e le misure di inclusione sociale.

Oggi, 27 settembre 2008, ci siamo dati appuntamento da tutta l’Isola nell’antico vi llaggio

di Zuri, per confermare di fronte a tutti, ai poveri come ai potenti che si riuniranno nella nostra

terra, il nostro impegno a costruire una società di liberi e di giusti, dove il popolo pa rtecipi

alle decisioni dei suoi governanti, le scelte vengano condivise e i diritti di cittadinanza

siano costantemente rispettati.

 

PRINCIPI

 

Noi - le Associazioni, i Sindacati, i rappresentanti dei 40 popoli del mondo presenti nell’Isola,

e le delegazioni tutte - partecipanti alla manifestazione «La Sardegna con i poveri della

terra. Liberi dalle povertà, per un lavoro dignitoso e una vita dignitosa», approviamo questa

Carta di Zuri e facciamo appello a tutti gli Stati, alle Istituzioni e Organizzazioni nazionali e

internazionali, ai cittadini perché, nel rispettare questi diritti, si impegnino a un loro effettivo

riconoscimento e alla loro osservanza.

1. La Sardegna è vicina ai poveri della terra. I cittadini e le Istituzioni sarde sono impegnati,

ciascuno per le sue responsabilità, a promuovere per tutti i popoli pari opportunità di

sviluppo e di distribuzione della ricchezza, a rimuovere le ingiustificate dif ferenziazioni

tra le persone, a riconoscere e valorizzare le diversità etniche, storiche, culturali e di g enere.

2. I sardi hanno costruito nel tempo una loro identità di popolo anche attraverso l'apporto

di altre culture. La Sardegna resta aperta a tutti i popoli, combatte ogni forma di prevaricazione

e di razzismo, si impegna ad accogliere, ospitare e tutelare chiunque r ispetti le

leggi.

3. Il popolo sardo ha diritto di darsi proprie istituzioni che consentano il benessere della

propria terra e la piena valorizzazione del proprio patrimonio umano, storico, ambientale,

culturale e paesaggistico.

4. Il bene comune è obiettivo prioritario nell'esercizio dei diritti di cittadinanza e ogni pe rsona

ha diritto a un lavoro e a una vita dignitosi, ad una pensione adeguata e a un reddito

sufficiente per i propri bisogni individuali e sociali.

5. Per le Istituzioni del popolo sardo l'accesso alla sanità, alla salute, all'educazione, all' istruzione

e alla formazione, all'acqua, alla casa, alla sicurezza sono diritti dei cittadini e

non semplicemente dei servizi.

6. La comunità dei sardi si identifica con i diritti internazionalmente riconosciuti agli individui

e ai popoli, sul versante soprattutto delle libertà, dello sviluppo economico e sociale e

dei diritti inerenti al lavoro, alla salute e all'istruzione. La comunità dei sardi li promuove

attraverso la formazione dei suoi cittadini, il funzionamento delle sue istit uzioni, il rispetto

delle leggi, l'attuazione dei principi di solidarietà e sussidiarietà e, nelle relazioni con gli

altri, sulla base del mutuo rispetto e della pace tra i popoli.

7. La Sardegna si sente partecipe dei destini del mondo. Essa si impegna a difendere lo

stare bene di tutte le comunità, perché i popoli ne fruiscano nella giustizia e perché la

cittadinanza si estenda ad ogni essere umano.

 

Zuri, 27 settembre 2008

 

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Miguel Ruiz 01/31/2011 16:26


Che lo si voglia o no, tutti noi siamo coinvolti in ciò che accade nel mondo. Qualunque sia il nostro status, tutti possiamo vedere che un gran numero di persone ha uno standard di vita che supera
ogni proporzione. Come se la povertà non esistesse affatto. Tuttavia, il fatto che la maggioranza degli abitanti di questo pianeta vive in povertà e che milioni soffrano di fame, è nostra
responsabilità. Forse è sufficiente prestare attenzione alle vere cause di questo squilibrio, ed essere consapevoli della grande necessità di intraprendere azioni atte a incoraggire a distribuire
meglio la ricchezza tra le persone. "Ogni consapevolezza individuale, di per sé , può diventare un incentivo per gli altri a seguire il buon esempio e in questo modo, contribuire ad una visione
collettiva in grado di cambiare il mondo intero." (Alex Mero)


Antonio Fadda 02/01/2011 15:29



Hai detto bene Miguel :"...la maggioranza degli abitanti di questo pianeta vive in povertà e che milioni soffrano la fame..."


Il vero dramma è che di tutto questo non ci rendiamo conto presi come siamo dalle sciocchezze quotidiane, dal voler apparire per quello che non siamo, dal voler a tutti i costi accumulare
ricchezza, soldi e quanto altro ci possa distinguere dagli "altri".


Siamo ormai costretti a vivere in una giungla, con la parvenza della modernità, dove ognuno pensa a sè stesso e basta. Dove ognuno di noi è attratto da tutte le cose materiali che ci danno un
"tono", una "importanza" che invece non abbiamo.


Di tutto questo ci accorgiamo solamente quando anche noi soccombiamo al "sistema". Allora e solo allora comprendiamo l' importanza che hanno i rapporti umani, la solidarietà, la vicinanza ai
problemi, la disponibilità a condividere situazioni particolarmente problematiche e difficili da vivere. Solo allora siamo disposti a "donarci" agli altri. Hai detto bene " Ogni consapevolezza
individuale puùò diventare un incentivo per gli altri..."


Mi trovo in accordo con te. So che non basta. So che è poco. Ma è già qualcosa, per iniziare.