FONTE: SITO MOVIMENTO PASTORI SARDI Tramatza, 24.01.2012 Oggi a Tramatza il Movimento Pastori Sardi, il Movimento Artigiani e Commercianti Liberi, gli auotrasportatori di Sardegna in Movimento, Irs, Sardigna Natzione Indipendentzia, Movimento Anti-Equitalia, il Presidio di Viale Trento, le Donne del Digiuno di Viale Trento e i Pratici si sono riuniti in assemblea per sancire e rafforzare ogni forma di lotta, per rendere efficace ogni sforzo. Si è discusso sulla necessità di non commettere errori e danni alla nostra già precaria economia e al nostro popolo, evitando momentaneamente i […]
Di Totoi Fadda - Pubblicato in : Prima Pagina
Vedi 5 commenti - Community : Politica in Comune - Scrivi un commento


Credo si possa affermare, in piena autonomia di pensiero e di giudizio, che la Proposta - Piattaforma di Difesa, Rilancio e Riqualificazione della struttura ospedaliera Alivesi di Ittiri formulata dal gruppo dirigente di Sardigna Natzione ed esplicitata dal Consigliere Comunale Gian Piero Marras - Zampa, meriti il totale supporto e sostegno di quanti hanno a cuore il destino di questa importante realtà sanitaria ittirese. Con la formulazione di queste possibili soluzioni, che non avrebbero neanche tanto bisogno di ritocchi o cambiamenti particolari, messe sin da subito nella conoscenza […]
Di Totoi Fadda - Pubblicato in : Prima Pagina
Vedi 6 commenti - Community : La Sanità Locale - Scrivi un commento


Ipotizziamo per un attimo, solo per un attimo, di vivere in un paese normale. Dove le cose vengono chiamate con il loro nome. Dove i rapporti tra le persone sono improntate nel pieno rispetto delle idee, delle diverse posizioni, dei ragionamenti e modi di vedere. Immaginiamo di avere un primo cittadino, che sia davvero Primo, che anzichè vivere nell' alto dei suoi pensieri è a terra. Tra di noi. Uno di noi. Uno che vede le cose non più come sue, personali, di proprietà ma nella disponibilità di tutti i suoi cittadini che devono goderne i benefici e devono anche sostenerne eventuali costi. […]
Di Totoi Fadda - Pubblicato in : Prima Pagina
Vedi 17 commenti - Community : La Sanità Locale - Scrivi un commento


sardigna natzione indipendentzia Email: sardignanatzione@tiscali.it Situ: www.sardignanatzione.eu Sedes: Via S. Giovanni 234 – 09100 Cagliari - Coordinadore Natzionale: Tel/fax - 0784/415249 - 348/7815084 - COMUNICATO STAMPA AGLI ORGANI DI INFORMAZIONE SOLIDARIETA’ DI SNI AI CITTADINI DI ITTIRI E DI THIESI CHE LOTTANO PER IL DIRITTO ALLA SANITA’ DELLE LORO COMUNITA’ E PER I PAESI DEL CIRCONDARIO L’OSPEDALE NON E’ SOLO UN SERVIZIO SANITARIO. Ben fanno le popolazioni dei centri, come Ittiri e Thiesi, a difendere i loro “ospedali” , per loro e per i cittadini del circondario, quei centri […]
Di Totoi Fadda - Pubblicato in : Prima Pagina
Vedi 4 commenti - Community : La Politica Regionale - Scrivi un commento


SATIRA E UMORISMO Le gemelle Bainza Antonia e Peppedda sono decise a tutto ! Non vogliono sentire ragioni. Hanno le idee chiare sul come difendere le cose importanti di Ittiri. -<< Su Sindèchè (lo pronuncia proprio così) si devede ischidare su sonnu ! No este a istare fattende sas' iffiladasa in su cossizzu comunale cun su cellulamine sempre azzesu e s' auricolare fissu attaccadu a s' orija e faeddende a sa sola comente unu maccu ! Su Sindèchè nò este chi devede sempre iffuttire sò cossizzerisi pro si nde riere cun su cònàto ! >> ci dice in ittirese stretto Bainza Antonia, la […]
Di Totoi Fadda - Pubblicato in : Prima Pagina
Vedi 0 commenti - Community : Politica in Comune - Scrivi un commento


Questa è la grande, anzi grandissima manifestazione organizzata, non si sa da chi in nome e per conto della nostra amministrazione comunale guidata dal Dott. Tonino Orani, in difesa dell' Ospedale Alivesi.Provate a contarli uno per uno i cittadini presenti, levate gli amministratori, i consiglieri comunali, i dipendenti dell' Ospedale, gli amministratori dei comuni del circondario ed i loro sostenitori. Dovrebbero avanzare circa venti o trenta cittadini che hanno davvero a cuore le sorti dell' ospedale. Come è possibile organizzare di martedì, sapendo che c'è il mercatino in via roma, una […]
Di Totoi Fadda - Pubblicato in : Prima Pagina
Vedi 2 commenti - Community : Politica in Comune - Scrivi un commento

Non ho idea, non ci è dato sapere, di chi sia stato ad organizzare la riunione del Consiglio Comunale ittirese nel piazzale dell’ Ospedale Alivesi. Non si ha neanche la seppur vaga percezione, o il semplice sospetto, a chi sia stata affidata tutta la regìa, compresa anche la scenografia, tetra e quasi tombale nonostante il rosso dell’ auto-palco, la individuazione della location, e di chi sia stato a curare l’ aspetto pubblicitario, di promozione, di coinvolgimento, di convincimento dell’ unico attore, questa volta non protagonista, di tutta questa messa in scena, quasi un atto unico […]
Di Antonio Fadda - Pubblicato in : Prima Pagina
Vedi 13 commenti - Community : La Sanità Locale - Scrivi un commento


Ho seguito con molta attenzione la conferenza stampa del Primo Ministro italiano Monti, insieme a tutti i giornalisti presenti in sala (io come tutti voi da casa). Giornalisti, devo dirlo altrimenti tradisco la mia indole e poi sto male, che hanno fatte domande senz’ altro concordate, si poteva capirne e sentire la slinguata di rito anche attraverso il tubo catodico, e alle quali Monti non ha mai risposto. Ha detto una cosa essenziale però, che ci fa capire quanto sia deciso a fare di testa sua. Io amministro l’ Italia e voi pagate! Sganciate i danari per pagare il danno enorme fatto in […]
Di Antonio Fadda - Pubblicato in : Prima Pagina
Vedi 3 commenti - Community : ITALIA CHE RESISTE - Scrivi un commento

FANTAPOLITICA O REALTA’ ? Ottobre 2011. La serata, qui a Berlinen, è davvero fredda. La sederona Anghela Cazzhen arr Culen, è seduta al suo solito posto di lavoro nel severo e grigio ufficio di err cancelliera. Ha un dilemma, è indecisa se alzare o meno la cornetta del telefono rosso, quello che la mette in contatto con tutti i Grandi dell’ Europa, e comporre il fatidico numero. Vuole a tutti i costi salvare la sua nazione, Tedesconia, e con essa l’ euro. A due anni di distanza dalla crisi greca si era realizzato ciò che era impensabile : c’èra un fuggi-fuggi generale dai bond italiani […]
Di Antonio Fadda - Pubblicato in : Prima Pagina
Vedi 0 commenti - Community : ITALIA CHE RESISTE - Scrivi un commento


L' enorme sala, circa 150 posti a sedere, è strapiena. Si è rimpicciolita. Troviamo un posto a sedere per miracolo, solo per miracolo. Mi guardo intorno incredulo, il più “vecchio” dei presenti non raggiunge la “veneranda” età di 25 anni ! A dare un tono al vecchiume ci pensiamo noi, i “matusa atei” incuriositi da questa manifestazione di fede. Li guardo quasi con invidia, sono tutti giovanissimi, attenti alle note musicali ed agli assoli simil-gregoriani che richiamano ed esaltano le lodi al Signore. Eh già, il Signore, questo Uomo ancora sconosciuto o forse malcompreso o, forse ancora, […]
Di Antonio Fadda - Pubblicato in : Prima Pagina
Vedi 0 commenti - Community : Itiresos in caminu - Scrivi un commento

COMUNE DI ITTIRI Via San Francesco, 1 – c.a.p. 07044 – Provincia di Sassari Ufficio del Sindaco ..................................................................................................................................................................................... Al Presidente della Regione Sardegna All’Assessore regionale alla Sanità Al Presidente e ai componenti della Commissione Sanità del Consiglio Regionale e p.c. Al Direttore Generale della ASl Sassari p.c. Al Presidente della Provincia di Sassari p.c. Al Presidente della Commissione Sanità della Provincia di Sassari […]
Di Antonio Fadda - Pubblicato in : Prima Pagina
Vedi 3 commenti - Community : Politica in Comune - Scrivi un commento


Orani all'attacco: «Alivesi, l'opposizione parla ma non agisce». Era questo il titolo che la Nuova Sardegna del 20 dicembre 2011 titolava l’ articolo di Vincenzo Masia, che dava conto della posizione del Sindaco di Ittiri Tonino Orani in merito alle vicende, note e stranote, relative al ridimensionamento subito dal nostro ospedale e del tentativo, su vari fronti e con varie posizioni, del suo rilancio o valorizzazione. “Uniti nella difesa dell'ospedale Alivesi, ma divisi nell'aula consiliare e caustici nelle reciproche dichiarazioni. Ormai è scontro aperto tra il sindaco Tonino Orani e i […]
Di Antonio Fadda - Pubblicato in : Prima Pagina
Vedi 0 commenti - Community : La Sanità Locale - Scrivi un commento


Lettera agli ittiresi "Carissimi lettori del Blog di Antonio, ieri sera la prima notizia del tg di Antenna 1 era la seguente: "Sorso avra' la sua casa della salute con un reparto di degenza con 60 posti letto", ne andavano fieri il Sindaco dott. Morghen e l'onorevole Antonello Peru, il loro rappresentante in regione. La struttura che sorgerà all'interno del centro abitato nelle vicinanze di un area verde, sarà il fiore all'occhiello della sanita' in Romangia, interamente finanziata dalla regione Sardegna. Il sindaco nell'intervista dichiara che l'opera verra' consegnata entro il 2015, non […]
Di Antonio Fadda - Pubblicato in : Prima Pagina
Vedi 9 commenti - Community : Politica in Comune - Scrivi un commento


Mancano pochi giorni a Natale, faccio miei questi “auguri scomodi” di don Tonino Bello e li giro ai nostri politici che, puntualmente e religiosamente a modo loro, tutti i santi giorni si recano in chiesa a mostrare, come è loro consuetudine, la lingua al Cristo. Per riflettere, solo per riflettere. "Carissimi, non obbedirei al mio dovere di vescovo se vi dicessi “Buon Natale” senza darvi disturbo. Io, invece, vi voglio infastidire. Non sopporto infatti l’idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla routine di calendario. Mi lusinga addirittura l’ipotesi che qualcuno li […]
Di Antonio Fadda - Pubblicato in : Prima Pagina
Vedi 2 commenti - Community : Itiresos in caminu - Scrivi un commento

Riportiamo integralmente il documento elabo­rato nell'ambito di un seminario di ricerca sul te­ma “Ruolo politico del volontariato”; organizzato dalla Fondazione Zancan, in collaborazione con la Caritas italiana e la Fondazione italiana per il volontariato, svolto a Sacrofano (Roma) dal 25 al 27 febbraio 1992. Condividiamo le linee portanti del documento, ma rileviamo che l'azione del volontariato, per essere effica­ce, deve rivolgersi non solo ai contenuti culturali, ma comprendere anche - ove necessario - ini­ziative vertenziali nei confronti delle istituzioni pubbliche e private che […]
Di Antonio Fadda - Pubblicato in : Prima Pagina
Vedi 0 commenti - Community : Politica in Comune - Scrivi un commento

IN ESCLUSIVA !!! LA PIATTAFORMA DI RILANCIO, DIFESA E RIQUALIFICAZIONE DELL' ALIVESI.

 

g marras

PROPOSTE DI SARDIGNA NATZIONE INDIPENDENTZIA

PER LA DIFESA, IL RILANCIO E LA RIQUALIFICAZIONE

DELL' OSPEDALE ALIVESI DI ITTIRI

 

 

  • Attivazione sin da subito di tutti i Poliambulatori specialistici previsti. Attivare un servizio informativo e operativo a favore dei cittadini disabili per il disbrigo di tutte le pratiche inerenti il riconoscimento delle invalidità civili e la richiesta delle protesi ortopediche e similari.

  • Attivazione immediata del Pronto Soccorso con personale medico, assunto a tempo indeterminato, e paramedico, dedicato (specialisti di urgenza non medici di reparto) con un minimo di 6 medici e la dotazione di tutte le attrezzature necessarie a salvare le vite umane;

  • Trasformazione della attuale divisione di medicina in un reparto di Lungodegenza per post acuti (bisognosi di cure riabilitative e altro) con personale proprio rafforzando quello esistente (almeno 6 medici);

  • Rafforzamento della radiologia in termini di personale medico che di macchinari di ultima generazione e riorganizzazione e potenziamento del centro prelievi al fine di evitare disagi alla popolazione per le lunghe ed estenuanti attese aumentando il soddisfacimento di più utenti;

  • Trasferimento, quindi decentrando verso la periferia dal caos della ASL sassarese, di una Residenza Sanitaria Aziendale a favore degli indigenti, i disabili e le persone che non è possibile assistere a domicilio collocandola nella ex divisione di pneumologia che dovrà essere ristrutturata per l' occasione.

=========================================================================================

 

Lu Sindèchè previdente e accùorto

 

C'era una volta, in un paese lontano lontano, un signore distinto, pieno di sè stesso all' inverosimile, elegante, camminata felpata da faina consumata, alto alto che la provvidenza glienehadato ! Capello increspato e ruvidamente intorzolato su sè stesso, orecchio grande e ben squadrato, perfetto in tutte le sue proporzioni e colorazioni, con un  padiglione auricolare ben sviluppato e robusto che regge con estrema facilità e perfetta sinuosità un apparecchietto fisso e gracchiante che gli consente di parlare, sentire, agitare le mani nell' aria a mò di fendenti, come un pazzo che infierisce sul nulla, che tutti, sin da piccolo, chiamavano "Lu Sindèchè". Eh sì, perchè già da piccolo piccolo quando qualcuno gli domandava se da grande avesse voluto fare l'ingegnere, l' avvocato, il falegname, l' agricoltore, l' inpiegato al comune oppure il disoccupato, lui rispondeva, risucchiando il moccio negli antri più profondi del suo nasino: "Lu Sindèchè !"

E così è stato. Non risucchia più moccio per la verità. Oggi è un uomo grande, lo dicevamo in apertura, e sa quello che vuole, come raggiungerlo e con quali mezzi. E' riuscito a creare attorno alla sua personcina una "rete di sostegno" che funziona a meraviglia. Lu Sindèchè galoppa nelle praterie della povertà e del bisogno con il suo bel destriero nero. Con i sudditi più sodali, quasi striscianti, raggiunge tutto e tutti, dispensa dalle tasche altrui, e pubbliche, selezionando scentificamente chi deve avere di più e chi invece di meno. Sceglie in piena solitudine chi merita il premio e chi invece la gogna. Controlla, quando non gli girano i socialmaroni a Cenzo, anche la libera e democratica stampa. Controlla tutto e tutti. Infatti quì da noi, città solare e festaiola, ballerina cantante, nottebiancazza ad oltranza, non ci sono problemi. Come diceva anche il Comandante Schettino, dai sicuri scogli marinati, mentre la sua nave affondava, "è tutto sotto controllo" ! Va tutto bene. La città è al sicuro !

Lu Sindèchè è rassicurante. Che importanza può mai avere se il tasso di disoccupazione, in questa ridente e ricca e solare e produttiva e festaiola cittadina, è balzato a oltre il 25% ? Che bazzeccola è se il fenomeno suicidario da queste parti ha superato la media nazionale su base annuale ? Quì da noi, va tutto bene ! Non c'è pobrema ! Come avrebbe detto nonno. Che mai sarà poi che, se uno, va detto subito senza tentennamenti o sospetti complottisti, per propria colpa personale, stà male e vuole curarsi deve essere caricato sul mezzo  pubblico ed accompagnato alla città più vicina e sorbirsi ore ed ore ed ore ed ore di attesa per poi morire, tirando le cuoia in totale solitudine in un lercio e anonimo corridoio senza che alcuno possa dirgli una parola gentile, di affetto, di solidarietà, di sostegno ? Lu Sindèchè sa quello che vuole, quello che dice, quello che pensano i suoi sudditi. Infatti decide tutto Lui ! Che cosa è mai questa pretesa sfacciata e sfrontata di volersi incontrarsi con quei soggetti sociali rompicoglioni, vedi quei sardaccioni con il colbacco schiacciato che presidiano il letamaio sanitario, che intendono formulare le loro proposte. Confrontarle, analizzarle, sviscerarle, metterle in discussione, smontarle e rimontarle sino alla loro definitiva presentabilità e portarle, in modo unitario e condiviso alla attenzione di quelle istituzioni alte che possono decidere in un verso piuttosto che in un altro ?

Ma che cosa vogliono, pensa a voce alta Lu Sindèchè, questi peones marziani dalla mia amata città ?

Ma...ma...ma io li stronco ! Ah, ah, ah, ah ! ( Ride paonazzo, sgranando gli occhi, Lu Sindèchè). Io li anticipo e li isolo da tutti gli altri ai quali fornisco la linfa vitale per la loro esistenza ! Ih, ih, ih, ih, ih, ih ! (querula Lu Sindèchè ormai fuori controllo ed in piena crisi risulana). Lu Sindèchè è molto previdente e accùorto. Si incammina verso il palazzo, ridendo e piangendo, alzando il volume al mangiadischi sotto il braccio ed intonando : " mamanòchèrede, mamanòchèrede ....amìncùlà !"

========================================================================

 

 

mariella-e-piera-alivesi.jpg

 

Perchè ?Perchè i militanti di Sardigna Natzione unitamente al suo rappresentante in consiglio comunale, Gianpiero Zampa Marras, sono stati lasciati soli a presidiare e difendere l' Ospedale Alivesi ?

Ittiri, 14 gennaio ore 20.00 : I ragazzi ed i giovani militanti di Sardigna Natzione si stringono intorno a Zampa, quasi a volerlo proteggere e coprire. Le donne del movimento si sono incatenate e non vogliono mollare la presa. Sono determinate a difendere ad oltranza questa storica struttura che vede l' intera giunta comunale totalmente assente ed insensibile. A questo menefreghismo, rappresentato dal sindèchè ricciuto, si aggiungono anche i fantasmi della destra consiliare che si sono convinti che con la manifestazione di martedì scorso, fregati in pieno dal Feudatario e dai suoi vassalli, abbiano già assolto ai loro compiti istituzionali. Basta e avanza insomma ! Se da una parte assistiamo alla "solitudine politica" dei manifestanti, messa in risalto ancora di più dalla totale latitanza del maggiore partito di sinistra, il PD, e dagli altri piccoli satelliti che compongono la maggioranza in comune, senza escludere il partito che, storicamente, stà dalla parte dei deboli e dei diseredati, e rappresentato dal consigliere Giammario Cossu e dal segretario storico Peppino Irasci, dall' altra notiamo invece, e per contro, una massiccia partecipazione di cittadini solidali che si avvicinano a domandare e a dimostrare la loro vicinanza e ammirazione per questa azione che dovrà nei prossimi giorni sfociare in qualcosa di più concreto. Non si fanno vedere i consiglieri della destra ittirese, nè tantomeno il partito del PDL e gli altri piccoli partitini che compongono lo schieramento di opposizione in consiglio. Dove sono ? Perchè non si fanno vedere ? Per non dare visibilità al movimento di Zampa Marras ? Quì non si tratta di visibilità di questo o quell' altro partito, movimento o consigliere. Quì si tratta di lottare coraggiosamente, mettendoci la faccia, esponendosi con la popolazione, e con tutte quelle istituzioni che dovrebbero tutelare la salute pubblica. E' necessario calarsi in mezzo al popolo, lo stesso al quale si è chiesto il voto di sostegno e per il quale si è al completo servizio ! La prossima settimana potrà essere quella decisiva per definire bene il Fronte Unitario di Difesa e di Rilancio dell' Ospedale Alivesi. Coraggio, sosteniamoli !

=============================================

giannico-e-sindaci.jpg

Fonte: sito ASL n. 1 - Sassari

Ospedale di Thiesi, dalla Asl una prima bozza di intervento

Si prevede la trasformazione della Medicina in Lungodegenza, il potenziamento della specialistica e un punto di primo soccorso.

 

SASSARI 10 gennaio 2012 – Un ospedale che cambia, non più con un reparto di Medicina ma con una Lungodegenza, un potenziamento delle specialistiche ambulatoriali, un punto di primo soccorso e un front office amministrativo e sociosanitario. E’ quanto prevede la prima bozza di intervento sull’ospedale di Thiesi che ha trovato d’accordo Asl e i dodici Comuni del Meilogu, oltre a Ittiri, che questa sera si sono seduti al tavolo tecnico riunito in via Catalochino.
Nella sala di rappresentanza della direzione generale dell’Azienda sanitaria sassarese, dopo il consiglio comunale aperto convocato ieri a Thiesi per discutere delle problematiche del nosocomio di via Seunis, si sono ritrovati oggi il direttore generale dell’Asl Marcello Giannico, il direttore sanitario aziendale Nicolò Licheri, il responsabile del Servizio di gestione e controllo Gian Michele Cappai e rappresentanti dei comuni di Banari, Bessude, Bonnanaro, Bonorva, Cheremule, Cossoine, Giave, Mara, Semestene, Siligo, Thiesi e Torralba. Alla riunione ha partecipato anche il sindaco di Ittiri.
La direzione aziendale, per dare una dotazione organica adeguata alla struttura, si è impegnata ad attingere medici da graduatorie a tempo indeterminato e determinato già vigenti in azienda, previa autorizzazione da parte della Regione, con l’obiettivo condiviso di riaprire il reparto di Medicina con una veste nuova, quella cioè di una struttura di Lungodegenza per post acuzie.
Durante la riunione sono state illustrate le modalità attraverso le quali saranno impegnate le somme a disposizione per l’ospedale del Meilogu per l’edilizia, gli arredi e l’impiantistica.
La direzione ha illustrato la necessità di una dotazione organica per potenziare i servizi sul territorio, quelli ambulatoriali, dell’emergenza e di front office.
La bozza del piano sarà quindi trasmessa all’assessorato regionale per la Sanità per la conseguente validazione. Un passo necessario perché lo schema di progetto include alcune novità non contemplate nei piani di programmazione finora esistenti, i quali non prevedono per la struttura le degenze.
Al sindaco di Thiesi, Gianfranco Soletta, che ha sollecitato la riapertura dell’attività di degenza, ha risposto l’impegno della direzione dell’Asl a verificare le condizioni organizzative che consentano la riapertura con una dotazione organica che dia continuità assistenziale.

============================================================

R I V O L U Z I O N E !!

Deve essere questo il grido che dovrebbe unire le opposizioni, la società civile ittirese, tutte le associazioni "non addomesticate", gli artigiani, i liberi professionisti, i medici di famiglia. Unite attorno ad una strategia di comune difesa di questa nostra struttura sanitaria che, proprio a causa del lassismo di questo nostro primo cittadino e della sua giunta che non delibera mai nel verso giusto, osannato in tutte le chiese pagane dell' isola, sta andando sempre di più in completo abbandono ed in declino. Credo che spetti proprio alle Opposizioni d' Ittiri mettersi a capo ed alla guida degli "INDIGNADOS" ittiresi che hanno ancora a cuore le sorti dell' Ospedale e di quella tanto agognata richiesta di Assistenza Sanitaria di primo livello. Mentre in altre parti della nostra provincia i sindaci si alleano e si battono per rilanciare il prioprio territorio e la propria economia che ruota attorno e grazie all' indotto che deriva dalla presenza di strutture sanitarie che funzionano,  quì da noi tutto tace ! Non sono stati in grado di chiamare a raccolta il popolo su un obiettivo comune e condiviso.

Crediamo sia giunto il tempo che l' Opposizione prenda l' iniziativa. Inviti tutti quei soggetti sociali, politici, produttivi e culturali per fare in modo che sul tema Alivesi si concentri tutta l' attenzione e la forza che si può esprimere affinchè gli organi regionali decidano cosa, come e quando fare per rilanciare il nsotro Ospedale.

Si invitino prima di tutto il nostro Assessore provinciale Giommaria Deriu che, sin dall' istituzione delle Unità Sanitarie Locali, da segretario politico dell' allora PCI si battè per difendere e salvaguardare i posti di lavoro della struttura puntando sul suio rilancio; si inviti il Consigliere Provinciale Gianni Senes, già sindaco della nostra città, capace di coinvolgere su questo problema, tutti gli uomini ed i dirigenti di alto livello della sua organizzazione politica; si inviti il Senatore Beppe Pisanu al fine di muovere ed allertare, sensibilizzandoli, tutti i livelli del suo partito oggi in maggioranza alla Regione Sarda; si chiamino a raccolta tutti gli ittiresi che possono, con la loro influenza, intelligenza e capacità di proposta, determinare una inversione di tendenza della politica sanitaria sin qui esplicitata e che è, hainoi, orientata tutta alla distruzione di questo bene Storico, Sanitario e di eccellenza quale è il nostro Ospedale Alivesi.

R I V O L U Z I O N E  !

Dovrà essere questo il grido che deve unirci, una volta tanto, per difendere  la nostra città ed i suoi più importanti insediamenti produttivi e per mantenere, anzi se possibile incrementare, i livelli occupazionali.

Coraggio, possiamo farcela, tutti insieme !


 

....................................................................................................................................................................................

Molti mi domandano perchè continuo a mantenere ben visibile questo "fondo" che racconta in modo curioso e nel contempo vergognoso la giornata, ribattezzata "Sagra del Feudatario", che poteva avere forse un altro sapore ed un' altra finalità ben più importante per Ittiri, e che invece è stata trasformata, a causa della fortissima ignoranza e della pesante e pressante prosopoppea, ormai divenuta anche "isappida", fastidiosa e indisponente di certuno personaggio, questo sì oscuro ed inaffidabile, che vuole tutto sotto il suo diretto e stretto controllo. Ha pienamente raggiunto l' obiettivo di fare come ha voluto, con la colpevole complicità di suoi fidi "bravi" annidati da anni e anni in altre organizzazioni la cui sommatoria ha dato corso ad un' altra aggregazione chiamata "Gli Antipatici". Dicevo del perchè continuo a mantenere  questo articolo. Semplice : abbiamo creato a carattere nazionale una sorta di "rete di blog", ognuno collegato all' altro con link ben definiti, che riescono a dare quasi in contemporanea la notizia o l' articolo ribaltandolo in tutti i blog nazionali letti da una platea di utenti vastissima. Il nostro ha circa quindicimila accessi mensili che lo collocano in una posizione ottimale. Ebbene ci è stato chiesto dai tantissimi blogger che ci seguono di mantenere ancora visibile in primo piano questo "pezzo" che tratta, per la prima volta in Italia, la vergognosa figura che fa, quel qualcuno di cui si diceva prima che ha asservito alla sua causa personale, o di gruppo, o di greffa, o di famiglia, o di lobby, strame del volontariato e delle associazioni culturali che sotto il suo diretto controllo e potere di veto, offrono pochissimo e che invece potrebbero dare molto di più se lasciate libere di creare, inventare, progettare in piena autonomia e senza costi importanti a carico dell' intera comunità ittirese. Ogni tanto mi chiamano da Milano, Torino, Palermo, Messina, Cagliari, Taranto, Firenze per chiedermi come mai in questa era e periodo storico esistano ancora personaggi di questa risma e fattura. Come sempre sono costretto a rispondere, mio malgrado, che purtroppo quì da noi, in terronia ittiraina, un certo tipo di Feudalesimo vige ancora. Tutto per il potere. Per voler a tutti i costi comandare su tutto e su tutti. Direbbe l' amico Emilio: " che figura di merda !"

................................................................................................................................................................................................................................................

...............................................................................................................................................................................................................................................

CATTIVO1orani

 

 

 

 

 

Bellissima, fichissima, leggerissima, coloratissima ! Una bella "Sagra del Feudatario".

Complimenti. Balli e canti a sostegno di questo novello Barone, poco nobile, ma molto attivo nel passarellame di fine settimana, festaiolo quanto basta per dimostrare a se stesso che è veramente bravo, capace. Che le cose le sa fare ed anche bene. Che dall' assolutamente nulla riesce a cavare qualcosina di apparentemente interessante e a farla fruttare dandogli sapori e colori nuovi, musicalità con cadenze sardaiole e nel medesimo tempo rokettare e giovanili. Davvero bravo a prendere per il naso gli ignari villici e gli altri Sovrani Stranieri, Principi e Re, che con una punta di invidia ne decantano le lodi senza rendersi conto che il Feudatario schiavazza fortemente con il sederone degli altri. Perlomeno con quello che gli donano liberamente alcuni. Bello e simpatico anche il "Cabu Gattone" farresco cagliaricentrico, complice e sodale, Lui che è contro tutte le mafie e contro ogni forma di discriminazione,  da quella razziale a quella coglionaggianale, e gli presta il fianco e chissà cos' altro.

Peccato, si è persa una buona occasione per parlare di cose vere e serie. Si è perso solo tempo, come sempre. Noi eravamo, come è nostra buona abitudine,  da altre parti a prestare le nostre attenzioni e cure a chi ha bisogno festeggiando, a modo nostro, la Festa del Volontariato. Nè canti nè balli, nè chiasso nè confusione. In silenzio vicini a chi soffre.  

..............................................................................................................................................................................................................................................

Alcune cose essenziali, tanto per chiarirci e capirci

di Totoi Fadda

 

Volontariato.jpg

Crediamo siano maturi i tempi affinchè il Volontariato ittirese, allontanando i toni polemici dal pacato confronto che necessariamente dovrà essere instaurato, volontariato che dovrà essere rafforzato e supportato dalla compartecipazione attiva di tutto l’ associazionismo sociale, possa dare concretezza a quell’ ormai necessario ed essenziale coordinamento di tutti gli organismi al fine di instaurare il giusto confronto con la politica. Non per dare vita ad una "guerra santa" che a nulla porterebbe, ma per instaurare, nell' interesse di quelle fasce più deboli di cittadinanza, un rapporto costruttivo  bandendo dal confronto il famoso "ghe pensi mi" adattato alla nostra situazione locale. Crediamo sia necessario discutere con chi oggi detiene le redini della città, della sua economia e del settore sociale, non da una posizione di subalternità istituzionale o altro ma da un livello paritario, da cittadini ad amministratori, di quali siano le esigenze, le necessità e le urgenze del volontariato sociale e di quelle organizzazioni che della cultura del dono ne hanno fatto il loro obiettivo principale. La parola d’ordine, secondo il nostro punto di vista, dovrà essere dunque: convergere per rimuovere le cause di marginalità sociale. E’ necessario quindi tornare a parlare di gratuità anche in tempo di crisi, ma soprattutto ad incontrarsi, dopo circa un decennio di attività, con tutte quelle associazioni presenti non solo ad Ittiri ma nel territorio ad esso afferente. Si dovrà discutere ampiamente sulla materia, purtroppo attualissima, che riguarda l’ azione volontaria e la  gratuità. Si dovrà dibattere sul tema non meno attuale che riguarda le risorse, le prospettive ed i limiti. Per nulla incoraggianti sono i dati che vedono molte associazioni ancora senza una sede, né posseggono un computer. Una percentuale consistente mantiene una sede con mezzi propri e grandi sacrifici; un’ altra parte ha ottenuto dal Comune un locale in comodato d’uso; altre frequentano i locali delle due attivissime parrocchie. Riteniamo che i volontari, cittadini tra i cittadini, debbano aiutarsi a convergere su un obiettivo comune per realizzare non solo nuovi pensieri ma soprattutto opere concrete capaci di dare speranza a chi, seppur in via momentanea, si trova in grave difficoltà. Occorre attuare una proposta di impegno sociale, certamente tutti insieme ed ognuno con la propria autonomia di intervento, in cui la cultura del bene comune deve diventare la piattaforma da cui partire. Il volontariato ittirese  è dotato di grandi capacità di relazione ed organizzative e c’è una rete matura, da reindirizzare, che realizza iniziative incontrando quotidianamente persone, tenendo uniti i fragili, i senza voce. Il nostro compito è anche quello di ascoltare. Ascoltare significa anche comprendere le richieste di chi chiede aiuto in maniera disinteressata e diretta. Dobbiamo capire e renderci conto di quale sia l’importanza della nostra dimensione politica, quella del volontariato intendo, che significa non fermarsi a sostenere gli ultimi, ma liberarli dalla schiavitù a cui costringe un certo tipo di assistenza. Per questo è necessario confrontarsi tra tutti noi e conseguentemente, con una posizione unitaria, con chi è responsabile delle politiche sociali della nostra città. Il Volontariato Abbadorzu Onlus insieme ad altre associazioni che hanno condiviso questa esigenza, lavorerà perché si creino, possibilmente tra associazioni operanti negli altri comuni, i coordinamenti del volontariato, in cui dovranno essere rappresentate le istanze dell’associazionismo laico e cattolico. Abbiamo accennato prima che la parola d’ordine è: convergere.

 

...............................................................................................................................................................................................................................................

...............................................................................................................................................................................................................................................

Discussione fantasiosa, ma non tanto, su una ipotetica riunione di picciotti con gente particolare che ritengono d' appartenere all' onorabile società nostrana.

 

mafia-2.jpg

(va letto, per rendere meglio l' effetto e per assicurarsi un sicuro divertimento intellettuale, con la classica cadenza e tono siciliano. Indossate pure la coppola, vi darà la sensazione di vivere in prima persona i fatti fantasiosi rappresentati)

Minghia, quello fettuso è ! A quello ci dobbiamo fare vedere che qui facciamo sul serio  ahhh ! A quello lo stronchiamo, fettuso ! Figghiu di bottana di medda secca ! Li maccarruna  si fannu a ghiri e veniri.

Ma come si pemmette di dare fastidio, di distubbare i nostri amici e parenti ahh ! Noi decidiamo tutto e su tutti. Noi comandiamo, noi siamo i nuovi patroni di questa medda di paese ahhh !  Ammuccia ammuccia ca tuttu pari. Consala comu vò, sempri cuccuzza è . Pigghiari lu focu cu li mani di l'avutri. Cu cu lo focu ioca prestu sabbrucia.  Diu nni  scanza !... di fimmini tinti, d'omini spani, di surdi finti, di mali cristiani; di figghi rummulusi, di scarpi stritti, di monachi pulacusi, di a 'ttaccacravatti; di gnuranti prisintusi, di minzugnari, di parrini ziccusi, di stritti cumpari; di pani muffutu, di vino 'citusu, di viddanu arriccutu, di sinnacu piducchiusu. C'erunu na vota du suggiuddi Frati cucchi e cutuluddi  s'affacciaunu d'un puttusu e pi vidiri com'era lusu. C'era n'jattu ca scutava e la vista s'accustava: patti u primu e s'incarramma, patti appressu ri so mamma! -"Mamma, mamma, lu bau bau cu li mustazzi lu fratuzzu s'a mangiatu!! Ca cu fu stu scialaratu c'a mo figghiu s'a magiatu!! Veni ca tu figghiu miu, ca si tu non m'ubbidisci malu stissu ti finisci !! Na vota annai n' ta chiazza, mi scontra nu njuri cu na varvazza: "Bongionnu njuri!" mi ni vota un timbuluni. "Njuri picchi?" Mi ni vota n'autri tri. "Njuri chi v'aja fattu?" Mi ni vota n'autri quattru.Mi ni ii a canciari strata, vinni iddu e n'agghiungiu e n'autri cincu mi ni pruju. Miiii ! Compresu hai ? Minghiazza paccheggiata.  

.............................................................................................................................................................................................................................................. 

Monti, più poteri forti di lui non si può…

(Fonte : Blog di Marcello Foa)

Mario Monti continua a negare di essere un rappresenante dei Poteri forti; ieri ha sfioraro il ridicolo ricordano come l’Economist lo avesse definito il “Saddam Hussein del business Usa” per essersi opposto a Microsoft e Coca Cola quando era Commissario europeo. Frase ad effetto ma priva di fondamento.

Se fosse stato davvero Saddam Hussein avrebbe fatto un’altra fine, forse non così drammatica come quella del Raîs, ma oggi sarebbe un oscuro ed emarginato professore in pensione. Invece la Coca Cola che lui aveva “perseguitato” lo ha assunto come Consigliere, ma non è questo il punto.

Mario Monti non rappresenta i poteri forti, Mario Monti è parte costituente dei poteri forti. Monti è consigliere di Goldman Sachs (a proposito: ma si è dimesso?), è presidente della Trilaterale (ramo europeo), ha fondato il think tank Breugel di cui è presidente, è membro e assiduo frequentatore del Bilderberg. Naturalmente nelle biografie ufficiali scorda sistematicamente di ricordare la sua affiliazione alla Trilaterale e al Bilderberg. Perchè?

Altro che tecnico sobrio e neutrale, Monti è un uomo molto ambizioso che recepisce gli interessi di queste organizzazioni, le quali hanno forti interessi finanziari (Golmdan) o perseguono disegni non dichiarati e inquietanti. Su questi punti andrebbe incalzato dalla stampa e dal Parlamento; ma naturalmente questo non accade, se non marginalmente e con scarsa cognizione di causa da parte dei giornalisti.

Così Monti può perseguire i propri interessi, facendo leva sul sostegno dei compagni di cordata italiani .Ad esempio: oggi fa scandalo il bigliettino di Enrico Letta, nessuno scrive che Enrico Letta è un membro della Trilaterale, affiliazione che naturalmente il deputato Pd, come Monti, non rivendica nelle biografie ufficiali. Sapendo questo retroscena il suo gesto apparentemente ingenuo assume un altro significato

Perchè questa discrezione nei dirsi membri di Trilaterale e Bilderberg? Perchè questi misteri? Cosa aspetta l’opinione pubblica ad aprire gli occhi sul signor Monti e su Enrico Letta e su Mario Draghi e  tanti altri venerati  tecnici o addirittura padri della patria?

.............................................................................................................................................................................................................................................. 

"Contro Monti e banche".

La sinistra è già in piazza

Studenti e Cobas scioperano contro il "governo dei banchieri".

Feriti e scontri a Milano, stasera proteste davanti al Senato

 (fonte : Libero-news)

 Il governo Monti si è appena insediato, non ha ancora superato il test della fiducia al Senato e alla Camera ma gli studenti lo hanno già bocciato. Migliaia di giovani in piazza in tutt'Itali nella giornata dello studente e in contemporanea con lo sciopero dei trasporti pubblici di Cub e Cobas. Tutti protestano contro quello che definiscono il "governo dei banchieri".  Cobas, insieme alla Cub, in piazza contro quello che chiamano  "il governo bipartisan Monti, con un programma ultra-liberista e ministri esponenti dei gruppi finanziari, del Vaticano e del capitalismo di Stato e privato che da sempre predicano le politiche antipopolari che hanno provocato la catastrofica crisi", ha detto il portavoce nazionale Cobas, Piero Bernocchi.


Milano - L'obiettivo a Milano era quello di assaltare l'Università Bocconi da cui arrivano molti neo-ministri e lo stesso professor Monti. Il corteo milanese è subito degenerato in rissa tra giovani. Feriti uno dei manifestanti e un operatore del Il Fatto. L'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano è stata tempestata di uova da parte del corteo: ai cancelli della sede dell'ateneo in via Carducci è stato appeso un lungo striscione che recita: "Ridateci i nostri soldi, adesso paghino chiesa e scuole private". Cori si scherno anche contro Lorenzo Ornaghi, fino a ieri Rettore dell'università e ora nominato ministro ai Beni Culturali del nuovo governo guidato da Mario Monti.

Roma - A Roma è previsto in serata un sit-in davanti al Senato. Ad aprire il corteo degli studenti uno striscione con su scritto "Profumo di austerity - no al governo dei sacrifici" e firmato dagli studenti medi e universitari. "Anche se è cambiato il governo - ha detto Lorenzo, un ragazzo dei collettivi universitari - per noi la questione non cambia. La crisi è stata creata dal sistema bancario e adesso i ministri che sono stati nominati vengono dalle banche. Per risolvere la crisi occorrono idee dal basso per aiutare il sociale. Dare più voce ai precari e all’alternativa di questo Paese. Noi diciamo che una alternativa c'è e vogliamo portarla avanti".

Torino
- "Neanche con Monti tornano i conti": è uno degli striscioni in testa al corteo di studenti che è partito da piazza Arbarello a Torino, per a giornata internazionale di mobilitazione studentesca. Il corteo si è però diviso in due spezzoni: quello di sindacati di base, centri sociali e autonomi cerca di raggiungere la sede dell’Unione Industriale di Torino, mantre la maggior parte degli studenti si sta dirigendo verso Porta Susa.


Palermo - Uno studente è rimasto ferito a  Palermo durante gli scontri avvenuti poco fa in via Roma mentre un   gruppo di giovani ha tentato di occupare la filiale di una banca. "I   poliziotti gli hanno rotto la testa - dice Bianca Giammanco, del   coordinamento studentesco - ed è stato portato via. Ma noi   continueremo a protestare".   Sono migliaia gli studenti, medi e gli universitari che stanno   partecipando alla manifestazione "Blocchiamo tutto day", contro la   crisi, organizzato dai ragazzi dello studentato autogestito Anomalia,   di OccupyUnipa e della Rete studenti medi. Lanciate uova e fumogeni   contro sedi di banche. Inoltre sono state lasciate delle scritte sui   muri di banche e anche dell’Agenzia delle entrate. Sui muri   dell’istituto c'è scritto: “Ladri ridateci i nostri soldi”.

 

..............................................................................................................................................................................................................................................

Spezzoni indignati

1)      Dopo aver visto le immagini della folla che ha insultato Berlusconi di fronte al Quirinale e a Palazzo Grazioli, che gettava monetine, che esibiva cartelli offensivi, non posso che dire: vergogna. Tre volte vergogna. Questi sono comportamenti da Paese incivile, ma sono tipici, purtroppo, di una certa sinistra italiana, quella sinistra che si accaniva sui cadaveri di Mussolini e Claretta Petacci a Piazzale Loreto, quella sinistra che per tanti anni ha giustificato gli orrori del comunismo e ha chiuso gli occhi di fronte ai massacri e alla deportazione di Stalin, quella sinistra che negli anni Piombo giustificava i brigatisti rossi, quella sinistra che lanciava monetine a Craxi, quella sinistra che protegge criminali politici come Battisti, ecco quella sinistra anche ieri ha dato il peggio di sè dimostrando la sua vera, sconcertante indole, che è conformista, populista e giacobina. Nessuno in America ha gettato monetine a Bush, nonostante i suoi numerosi errori e le sue gravissime menzogne, nessuno ha insultato Zapatero, che se n’è andato travolto dalla crisi finanziaria come il Cav, nessuno fischiava Blair il giorno del suo addio. E nessuno in Italia ha mai aggredito Prodi dopo i suoi addii. Di Berlusconi si può dire e pensare di tutto, e su questo blog le critiche non sono certo mancate, ma non meritava un trattamento indecoroso come questo. L’onore delle armi non si nega mai a un avversario che esce rispettando la volontà del Parlamento e la Costituzione. Ma questa sinistra non sa cosa sia il rispetto. Vergogna.

 

2)      Il momento nuovamente  no della Borsa conferma la superficialità delle analisi di Bersani, D'Alema e gran parte dei commentatori: bastava mandare a casa Berlusconi per risollevare i mercati e la fiducia dell'Europa nell'Italia. Tutte balle, perché a minare la credibilità del paese è un sistema, non una persona. Il presidente della Repubblica Napolitano ha brigato per far dimettere in fretta e furia il Cavaliere per sostituirlo con Monti, senza però assicurarsi in via preventiva un'effettiva disponibilità dei partiti politici a sostenerlo a scatola chiusa. Ecco perché pensare che il solo nome di Monti potesse funzionare da effetto placebo era una pia illusione. Bisogna cambiare il sistema: non lo si può fare  in una legislatura, figurarsi in due giorni e senza ancora un governo.

 

3)      Monti occupa un posto da consigliere della Fondazione Romeo ed Enrica Invernizzi, che lunedì ha pubblicato sul Corriere della Sera un contributo da 9 milioni di euro per tre progetti, destinati a Bocconi, Cattolica e Statale di Milano.  Dal 18 settembre 1990, invece, il professore fa parte dell'associazione Amici della Bocconi.  Piccolezze? Può darsi, ma di certo c'è un terzo incarico un po' più ingombrante: quello di advisor internazionale di Goldman Sachs, difficilmente compatibile con quello di premier italiano. Dubbi anche sulle cariche di presidente europeo della commissione Trilaterale e di presidente onorario di Brueguel, il think tank che lui stesso ha fondato nel 2005.  Nel portafoglio - E' del 2006 l'unico dato certo sul suo reddito imponibile: 367.992 euro. All'inizio del suo secondo mandato da commissario europeo, nel 1999, Monti giurò di non aver quote societarie né azioni, titoli od obbligazioni di alcun tipo nel suo portafoglio.  Aggiunse però di avere "appartamenti a Milano e Varese dati in locazione a privati per una rendita annuale di 77mila euro.  Tutto gestito tramite una società, la Mirte 7, sciolta poi nel 2002 e costituita insieme alla moglie ELsa. La società aveva a Milano un appartamento in via Frua da 10 vani con box auto (lì risulta la residenza di Monti) con rendita catastale complessiva di circa 2.600 euro. Alla stessa società facevano capo due appartamenti a Varese, un ufficio in corso Buenos Aires a Milano mentre al solo Monti, a Milano, sono intestati 7 alloggi, 4 box auto, un magazzino e un negozietto: in tutto, 10 appartamenti, 6 box, 3 negozi, 2 magazzini, un ufficio studio.

..............................................................................................................................................................................................................................................

La Lettera

Presidente, perdoni l'approccio informale. Sono un giornalista, lavoro da due anni con il gruppo di macroeconomisti del Levy Institute Bard College di New York sulla crisi dell'Eurozona. Siamo guidati dal Prof. L. Randall Wray dell’Università del Missouri Kansas City, che coordina altri 10 colleghi inglesi e australiani.  Presidente, è incomprensibile che Lei non scelga di salvare la nazione, e il Suo governo, rendendo pubblico che:

 a) l'Euro fu disegnato precisamente per affossare gli Stati del sud Europa, fra cui l’Italia.

 b) esistono responsabili italiani ed europei di questo "colpo di Stato finanziario di proporzioni storiche". (Una definizione del tutto ragionata offerta dell'economista americano Michael Hudson).

 Presidente, dalle pagine del Financial Times, del Wall Street Journal e persino del New York Times, da mesi economisti del calibro di Martin Wolf, Joseph Stiglitz, Paul Krugman, Nouriel Roubini, Marshall Auerback, Le stanno suggerendo la via d'uscita. A Parigi, l’eccellente Prof. Alain Parguez dell’Università di Besancon ne ha trattato esaustivamente. Wray e i suoi colleghi Mosler, Tcherneva e Hudson pure. Nel dettaglio, essi hanno scritto che:  L'Italia è stata condannata ad un’aggressione senza precedenti da parte dei mercati dall'operato dei governi di centrosinistra che L'hanno preceduta, poiché essi hanno portato il nostro Paese nel catastrofico costrutto dell'Eurozona. Le famiglie italiane e il Suo governo non devono pagare per colpe non loro. Lei deve dire alla nazione ciò che sta veramente accadendo, e chi ci ha condotti a questo dramma. 

L'Euro fu pensato nel 1943 dal francese Francois Perroux con il dichiarato intento di "Togliere agli Stati la loro ragion d'essere". La moneta unica è infatti un progetto franco-germanico da quasi mezzo secolo (Attali, Delors, Issing, Weigel e altri), col fine di congelare le svalutazioni competitive d'Italia e Spagna, e col fine di deprimere i redditi del sud Europa per delocalizzare in esso manodopera industriale per l'esclusivo vantaggio del Neomercantilismo franco-tedesco. Specificamente, la moneta unica:

- Esclude un prestatore di ultima istanza sul modello Federal Reserve USA, proprio per portare la sfiducia dei mercati sui debiti dell'Eurozona. 

- I debiti dell'Eurozona non sono più sovrani, poiché l'Euro è moneta che ogni Stato può solo usare, non emettere, e che ogni Stato deve prendere in prestito dai mercati di capitali privati che lo acquisiscono all'emissione. L'Euro è moneta di nessuno, non sovrana per alcuno.

- I due punti precedenti hanno distrutto il fondamentale più importante della macroeconomia di Stato, che è "Ability to pay", cioè la capacità di uno Stato di onorare sempre il proprio debito emettendo la propria moneta sovrana. L’attuale aggressività dei mercati contro il nostro Paese (ed altri) è dovuta in larghissima parte proprio alla loro consapevolezza della nostra perdita di "Ability to pay", la cui presenza è infatti l'unica rassicurazione che può calmare i mercati. Motivo per il quale il Giappone dello Yen sovrano, che registra il 200% di debito/PIL, non è da essi aggredito e ha inflazione vicina allo 0%. Motivo per cui l'Italia della Lira sovrana mai si trovò in condizioni simili al dramma attuale, nonostante parametri ben peggiori di quelli oggi presenti.

- L'Euro è moneta insostenibile, disegnata precisamente affinché l'assenza radicale di "Ability to pay" nei governi più deboli dell’Eurozona inneschi un circolo vizioso di crisi che alimenta la sfiducia dei mercati che alimenta crisi. Non se ne esce, qualsiasi correttivo non altera, né mai altererà, questo fondamentale negativo, e i mercati infatti non si placano.

- Le estreme misure di austerità per la riduzione del deficit di bilancio che vengono oggi imposte al Suo governo, sono distruttive per la Aggregate Demand di cui qualsiasi economia necessita per crescere. Sono cioè  il farmaco che causa la malattia, invece di curarla. Anche questo non accade per un caso.

- Tali misure ci vengono imposte proprio perché il nostro debito pubblico non è più sovrano, a causa dell'adozione di una moneta non sovrana. Infatti, ogni spazio di manovra del Suo governo al fine di stimolare crescita e riduzione del debito attraverso scelte di spesa sovrana (fiscal policy), è stato annullato dall'adozione della moneta unica, che, ribadisco, l'Italia non può emettere come invece fanno USA o Giappone. Si tratta di una perdita di sovranità governativa senza precedenti nella storia repubblicana, e di cui le misure imposte dalla Commissione UE come il European Semester e l'Europact sono l'espressione più estreme, ma di cui noi cittadini e Lei paghiamo le estreme conseguenze.

- L'Euro e i Trattati europei che l’hanno introdotto, sbandierati a salvezza nazionale dal centrosinistra, stanno, per i motivi sopraccitati, umiliando l'Italia, nazione che ha uno dei risparmi privati migliori del mondo, 9.000 miliardi in ricchezza privata, una capacità industriale invidiata dai G20, banche assai più sane della media occidentale, e parametri di deficit che sono inferiori ad altri Stati dell'Eurozona. Lei, Presidente, sarà il capro espiatorio, noi italiani ne soffriremo conseguenze devastanti per generazioni. 

Presidente, Lei deve e può denunciare pubblicamente la realtà di questa moneta disegnata per fallire. Lei può e deve smascherare le responsabilità del centrosinistra italiano e dei governi 'tecnici' in queste scelte sovranazionali catastrofiche.

Presidente, il team di macroeconomisti accademici del Levy Institute Bard College di New York e dell'Università del Missouri Kansas City, sono coloro che hanno strutturato il piano Jefes che ha portato l'Argentina dal default al divenire una delle economie più in crescita del mondo di oggi. Essi sono a Sua disposizione per definire sia la strategia comunicativa che quella economica per salvare l'Italia, e il Suo governo, da un destino tragico e che non meritiamo.

In ultimo una precisazione di ordine morale.

Presidente, io non sono un Suo elettore, e avrei cose dure da dire sul segno che la Sua entrata in politica ha lasciato in Italia. Ma non sono un cieco fanatico vittima della cultura dell’odio irrazionale che ha posseduto gli elettori dell’opposizione in questo Paese, guidati da falsari ideologici disprezzabili, come Eugenio Scalfari, Paolo Flores d’Arcais, Paolo Savona, e i loro scherani mediatici come Michele Santoro, Marco Travaglio e codazzo al seguito. Perciò come prima cosa mi ripugna che Lei sia bollato come il responsabile di colpe che Lei non ha, e che sono tutte a carico del centrosinistra italiano. Incolpare un innocente, per quanto criticabile egli sia, è sempre inaccettabile. Ma soprattutto, Presidente, se l’Italia verrà consegnata dal golpe finanziario in atto contro di noi, e da elettori sconsiderati e ignoranti, nelle mani del Partito Democratico, per noi sarà la fine. Sarà l’entrata trionfale a Roma dei carnefici del Neoliberismo più impietoso, sarà la calata della Shock Therapy su un popolo ignaro, cioè il saccheggio del bene comune più scientificamente organizzato di ogni tempo, quello che nell’Est europeo ha già mietuto più di 40 milioni di vite in due decadi, senza contare le sofferenze sociali inenarrabili che porta con sé. I volti di Mario Monti, di Massimo D’Alema, di Mario Draghi, di Romano Prodi, dell’infimo Bersani, sono le maschere funebri di questa nazione, veri criminali e falsari di portata storica. Il cerimoniere complice si chiama Giorgio Napolitano.

Mi appello a Lei Presidente perché mi rendo conto che i miei connazionali non hanno la più pallida idea di ciò che il centrosinistra italiano ha già inflitto al nostro Paese, di ciò che gli infliggerebbe se salisse al governo, ma soprattutto di chi li guida dietro le quinte. Le eminenze grigie sono le elite Neoclassiche, Neomercantili e Neoliberiste, gente senza nessuna pietà. Resista Presidente, affinché Lei possa usare il tempo che Le rimane per smascherare il "colpo di Stato finanziario" che sta travolgendo, fra gli altri, la nostra Italia. I mercati finanziari della "classe predatrice", così ben descritta nella sua abiezione dall’americano James Galbraith, la odiano a morte, ci odiano a morte. Sia Lei, Presidente, colui che piazza la mina nei cingoli della loro macchina infernale, rivelandone l’inganno chiamato Euro e Trattato di Lisbona. Gli italiani non lo faranno. Non ne sono capaci. Auguri!

 Paolo Barnard

 (Il Presidente Berslusconi ha già rassegnato le sue dimissioni ed il Presidente della Repubblica, oggi 13 novembre domenica, assegnerà l' incarico al Prof. Mario Monti. )

...............................................................................................................................................................................................................................................

Il Cav. Berlusconi entro questa sera dovrebbe uscire, salvo sorprese, di scena. Da quanto si legge sulla stampa scritta e parlata e ovviamente su internet  non sarà un arrivederci ma un addio definitivo. Ed è un addio tutt’altro che glorioso. Conoscendo, avendone letto tutto di un fiato la biografia, la sua storia personale ed imprenditoriale il Cav non è uomo da “mea culpa”. Può vantare dalla sua parte molte attenuanti: ha governato in momenti difficilissimi (post 11 settembre e forte crisi finanziaria) e soprattutto contro tre establishment implacabili : la magistratura, il salotto buono dell’economia italiana e la grande finanza internazionale che era in piena sintonia con certe lobby europee a Lui avverse. Chiunque al suo posto, dico chiunque, sarebbe caduto prima. La sua caparbietà e le capacità di forte resistenza sono state impressionanti. Però è bene dirlo sin da subito per evitare di essere accusati di “berluscopartisti” che il Cav non è esente da colpe. Si deve dire per onestà e per giustezza di ragionamento. L’errore più evidente, per il quale è stato più volte contestato anche dai suoi uomini più fedeli, è stato quello di aver rinunciato quasi subito a cambiare in profondità l’Italia, ad intercettare ed interpretare in atti concreti quella voglia di cambiamento che nel ’93 aveva spinto milioni di italiani a dargli credito, con la speranza che fosse l’ uomo nuovo, un rappresentante della Società Civile, molto ricco e dunque non corrompibile,  che potesse governare sopra e meglio dei soliti politici ai quali eravamo abituati. Quel Berlusconi invece si è lasciato inghiottire dalle logiche di Palazzo, che lo hanno logorato a tal punto da incrinarne la popolarità. Il secondo sbaglio è stato quello di non aver saputo porre un freno alle pulsioni della propria vita privata. Sia chiaro: ognuno è libero di comportarsi come crede nell’intimità, ma quando guidi un governo e sai che i tuoi nemici intendono usare qualunque strumento per abbatterti, non puoi esporti organizzando festini con decine di ragazze, non puoi attorniarti di personaggi come Lavitola, Lele Mora, Tarantini. Devi darti una regolata, devi proteggerti, devi evitare incontri imbarazzanti. E invece Berlusconi è andato avanti nella persuasione che nulla avrebbe potuto fermarlo, come è accaduto tante volte nella sua lunga e straordinaria carriera. L’imprenditore e il politico che per anni vedeva le cose molto prima degli altri, si è rifiutato di riconoscere i pericoli a cui lui stesso si esponeva con leggerezza e di ammettere che gli italiani potessero non dargli più fiducia.  Peccato che non abbia colto l’attimo. Passerà alla storia comunque, perchè la storia a modo suo l’ha fatta, ma non come l’artefice delle riforme che hanno cambiato e davvero modernizzato l’Italia. Questa la sua missione, questo il suo errore più grande. Peccato davvero.

...............................................................................................................................................................................................................................................

"IL CASO DAFIELE PANNA"

Ovvero la flosofia del...

"tifacciovedereiocomemicagoaddossocaz"!

Ha vinto l' arroganza, come sempre,

l' indifferenza e la Coniglieria politica

................................................................................................................................................................................................................................................

Sapevamo Santità !

Della vicenda, sul cui esito finale banalissimo non avevamo dubbi di sorta sin dall' inizio, a tratti comica ma anche tragicamente commerciale, eppoi anche singolare,  originale, culturalmente attizzante, vi sono tante cose da dire e scrivere. Una vicenda, questo "Caso Dafiele Panna", che è anche portatrice sana di giudizi variegati ed estemporanei, severi e puntuti ma anche complici e carichi di messaggi subliminali che hanno raggiunto lo scopo. Eppure la vicenda stava assumendo le caratteristiche di un fatto politico di importanza strategico-sociale. Strategico perchè avrebbe permesso, anzi favorito, una maturazione politica accompagnata da un arricchimento qualitativo degli argomenti in materia di benessere comune.

Sociale perchè avrebbe finalmente animato la piattezza e la sonnolenza, dal punto di vista politico naturalmente, degli spettatori ittiresi distratti dai fatti nazionali. Una vicenda dunque da non trascurare, che avrebbe dato, finalmente, testa e corpo ad un partito che al momento è provvisto di tre teste incastonate su un unico corpo, scalciante e recalcitrante, sempre in conflitto con se stesso. Un corpo composto anche, più in basso della cintola, da una miriade di coscones inconcludenti, persi, distratti e attratti dalla affannosa lotta intestina per la ricerca del  buon "posizionamento".

Non si sa mai, un domani potrà essere utile non aver aperto bocca.

La prima testa, quella vincente e "pensante a prestito", non lascia spazio alle altre due. E' quella testa che ha ricevuto il premio, per la sua fedeltà e per il suo peso, e se lo tiene ben stretto ! Se lo è cuccato tutto, non lascia cadere a terra neanche una briciolina che è una briciolina. Il corpo nella sua intierezza risponde bene, cammina velocemente ed ha una evacuazione regolare, in liquidi e in solidi, e questo basta. Ma è un corpo in fortissima sofferenza e lo si capisce dalla reazione della seconda testa, quella del Sig. Dafiele Panna appunto, che ha continuamente fame e sete ma non può abbeverarsi nè desinare perchè la prima, arrogantemente, non gli da spazio ! Cerca di abbandonare quel corpo, la testa del Sig. Panna, ma non ci riesce è troppo ben attaccata a questo strano corpo che lo affama. Eppure solleva questioni importanti, di etica politica, di rispetto della sua testa pensante, della mancata valorizzazione delle sue idee, che sono buone per tutto il corpo e la comunità dove vive, del mancato rispetto degli accordi e delle promesse ! Ha ragione da vendere il Sig. Panna ma, come accade a tutti quelli che hanno ragione, non è ascoltato. Non viene sentito neanche dal Caporione Tribunalizio, male consigliato evidentemente.

La terza testa è invece quella più prudente, da buon Babbo di famiglia, non alza mai la voce. Non una protesta, una pretesa. Si fa trascinare dal corpo con pazienza e calma. E' in perenne attesa di un qualcosa, di una briciola che possa scivolare dall' orlo delle fauci della prima testolona. Non ha fretta, la terza, quello che si aspetta arriverà. Ha però già avviato la richiesta di un difficile intervento. Di alta chirurgia : staccare la sua testa ed una parte vitale di quel corpo e andare altrove. A meno che quella briciolina rotoli sino alla sua portata.

Il Sig. Panna, ribattezzato "tifacciovedereiocomemicagoaddossocaz" ! rientrerà, come prima, nel dimenticatoio politico. E vissero tutti, ma proprio tutti, felici e contentissimi !   

=======================================================================================================

 

portrait_foa.jpg

(Fonte:Blog di Marcello Foa)

Non capite cosa sta accadendo? Siete smarriti dai continui sbalzi dei mercati, che un giorno crollano del 5% e due giorni dopo crescono del 4%, per poi ricorllare e ricrescere? Limitandosi ad osservare non si capisce nulla, se però si conoscno alcuni retroscena il quadro appare meno confuso di quanto appaia.

1) Di ogni leader bisognerebbe leggere attentamente la biografia e dunque non dimenticarsi mai delle sue origini. Prendiamo il premier Papandreou. E’ greco? Senza dubbio, ma solo a metà. Sua madre è americana e in America ha studiato. Niente di male, anzi, però bisogna sapere che negli ultimi vent’anni ha stabilito eccellenti rapporti con un certo establishment finanziario anglosassone. Viste le sue strane peripezie con l’annuncio di misure lacrime e sangue, poi la negazione di quanto fatto finora con la proclamazione di un referendum annunciato e infine l’annullamento dello stesso, Papandreu sta facendo gli interessi del popolo greco o risponde ad altre logiche e ad altri interessi?

2) E prendiamo Mario Draghi, ex governatore della Banca d’Italia, ma anche ex vicepresidente di Goldman Sachs e, soprattutto, stimatissimo presidente del Financial stability forum, che dalla scoppio della crisi del 2008, ha preservato gli interessi del mondo finanziario e in primis delle grandi banche che hanno provocato quella crisi e che sono state salvate. Domanda: rappresenta l’Italia, l’Europa o il mondo finanziario transnazionale? Ah saperlo…

3) E’ cosî scandaloso che un Paese, la Grecia, pensi di chiedere al popolo di decidere il proprio destino? Il referendum, a quanto pare, non ci sarà, ma avrebbe dovuto essere indetto tempo fa, mentre l’Europa viene costruita sempre sopra le teste dei cittadini e prelevando di volta in volta pezzi crescenti di sovranità, naturalmente senza mai dichiararlo apertamente ma dissimulando le proprie intenzioni. L’Europa dell’euro, di Shenghen, di Maastricht è un’Europa tendenzialmente non democratica e questo dovrebbe preoccupare tutti noi, ma siamo cosî ipnotizzati dall’andamento dei mercati da non accorgercene nemmeno. A furia di pensare solo all’andamento dei mercati, rischiamo di perdere anche quel poco che resta della nostra libertà e della nostra autonomia decisionale…

4) Il destino dell’Italia è segnato perchè non controlliamo più il debito pubblico, come ho spiegato in questo post. E perché vogliono far cadere Berlusconi ad ogni costo, il quale ha agevolato i suoi nemici, che si annidano non tanto in casa ma nell’establishment europeo; dunque non ha saputo leggerne i disegni, decriptarne le intenzioni, non è stato capace di elaborare risposte convincenti e di mostrarsi pubblicamente all’altezza della situazione. E sotto l’impulso della crisi svuoteranno l’Italia lasciandole forse risanata ma esangue. E’ il destino di chi rinuncia alla propria sovranità…

 

======================================================================================================

 

mov-pro-sa-limba.jpg

giovedì 27 ottobre 2011

LA PROTESTA DE SU COMITADU PRO SA LIMBA SARDA PER LA CANCELLAZIONE DEL SARDO NEL CENSIMENTO 2011

SOURCE: Comunicato stampa estratto dal blog Cagliarifornia

 

Su comitadu pro sa limba sarda esprime la sua più viva protesta per la cancellazione della minoranza linguistica sarda e catalana d'Alghero dal questionario del censimento generale della popolazione e delle abitazioni 2011 distribuito in Sardegna.

In altre Regioni ad Autonomia speciale ove sono presenti minoranze linguistiche come la Slovena, Sud tirolese, Valdostana e Ladina, pur in maniera differenziata in relazione alla loro Autonomia, queste sono state prese in considerazione o nella predisposizione dei moduli nella loro lingua o nel censimento delle minoranze linguistiche interne.


di Mario Carboni



Sono plurilingui le istruzioni per i rilevatori, così come i rilevatori stessi che sono stati a volte scelti anche in base alle competenze linguistiche di minoranza, mentre per quanto riguarda la Sardegna, che pur ospita la più numerosa minoranza linguistica della Repubblica (e totale maggioranza nell'Isola) la lingua sarda è stata cancellata come se non esistesse.

Assieme ad essa, sono scomparse le lingue alloglotte della Sardegna: Catalano d'Alghero, Sassarese, Tabarchino e Gallurese.
Per evidenziare la discriminazione vale un dato che non è solo statistico, il Gallurese che pur è minoritario in Sardegna rispetto al sardo, è parlato da una popolazione equivalente alla tedesca del Sud-Tirolo.

Non si è neanche ritenuto di utilizzare le opportunità del censimento per rilevare dati importanti sulla minoranza linguistica sarda, utili per definire meglio le politiche di tutela indicate nella legge 482/99 che, in attuazione dell'Art. 6 della Costituzione, tutela le minoranze linguistiche storiche. Legge che è, peraltro, largamente disattesa e depotenziata soprattutto nei riguardi dell'insegnamento del sardo e delle lingue alloglotte nelle scuole, lasciando colpevolmente spazio alla colonizzazione culturale e al genocidio bianco della lingua e dell'identità della nazione sarda.

Neppure si è colta l'occasione di una interlocuzione e collaborazione statistica con la Regione sarda che cerca, pur non avendo ancora la competenza linguistica nel suo Statuto vigente, di supplire alla legge statale n° 482/99 con la legge regionale n° 26/97.

La legge statale infatti non tutela il Gallurese, il Tabarchino e il Sassarese, e sarebbe stato utile registrare attraverso il censimento dati statistici e di volontà delle famiglie utili ad una tutela e sviluppo della lingua sarda e delle alloglotte.

Su comitadu pro sa limba sarda, ricordando che la Commissione europea per la democrazia ( Commissione Venezia) del Consiglio d'Europa elenca tra i doveri degli Stati quello "di astenersi dal perseguire o incoraggiare politiche tendenti all'assimilazione delle minoranze" e ritenendo che al contrario anche questa “dimenticanza” dello Stato centralista sia da iscrivere nella pervicace politica di colonizzazione e assimilazione linguistica forzata dei sardi, ricorrerà con una vivace e argomentata protesta presso il Comitato consultivo della Convenzione quadro delle minoranze nazionali del Consiglio d'Europa, ratificato dall'Italia il 3 novembre del 1997, richiedendo una visita ispettiva in Sardegna perché si valuti direttamente il non rispetto della Convenzione stessa da parte dell'Italia nei riguardi della minoranza nazionale sarda ed in particolare per la sua preponderante politica di assimilazione nella scuola e nell'Università di competenza dello Stato centrale.

 

======================================================================================================

Cerca argomento

Link

Calendario

January 2012
M T W T F S S
            1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30 31          
<< < > >>

Un Volantino Anonimo svolazza ad Ittiri

Nella giornata di ieri si è appalesato miracolosamente nelle luminosissime vie ittiresi, martoriate e continuamente violentate da energumeni vestiti di arancione, un volantino che invita la cittadinanaza tutta alla partecipazione ed al sostegno delle categorie "economiche e sociali" che sono riunite in "assemblea Permanente" nella augusta e nobile aula del Comune.

Questo pezzo di carta bianco, dove non è citata alcuna ragione sociale, è priva di data ed assente del tutto un seppur minimo accenno, riferimento chiaro su chi sia l'autore. A titolo di cronaca ve lo proponiamo, in attesa che venga fatta la dovuta chiarezza. Al momento è considerato da tutti un volantino anonimo.Questo il testo:

"Nell' aula consiliare del Comune di Ittiri diverse categorie economiche e sociali sono riunite in ASSEMBLEA PERMANENTE. Pastori, agricoltori, artigiani impiantisti ed edili, lavoratori del San Giovanni Battista, pensionati, disoccupati e autotrasportatori, rivendicano MIGLIORI CONDIZIONI IN CUI OPERARE E MAGGIORE ATTENZIONE DEI POLITICI NEI LORO CONFRONTI.

Ogni sera alle 21 all' interno dell' assemblea verranno discussi i problemi generali del mondo produttivo locale e delle varie categorie e si cercherà di mettere a punto proposte di soluzione ai vari problemi.

TI CHIEDIAMO DI PARTECIPARE PER DARE PIU' FORZA ALLA PROTESTA. "

Ecco, questo fogliettino aleggia nella nostra cittadina. Alcune cose scritte, a quanto ci consta, non corrispondono alla realtà. Il testo è stato preventivamente concordato con  le organizzazioni titolari della protesta ? Perchè manca una intestazione ben riconoscibile e riconducibile sul serio alla Consulta dei Movimenti ?

Da una prima lettura traspare tutta l' ignoranza dell' estensore sulle tematiche oggetto della protesta. Un ignorante sul tipo "bucci grossu" !

La ricetta di Padre Zago

Ricetta Aloe Arborescens

di Padre Romano Zago

 

Esistono 400 specie di Aloe, quella che a noi interessa è l' Aloe Arborescens , che è quella che è stata sempre usata da decenni nella cura dei tumori ed è anche, per fortuna, una delle più comuni. Le altre specie, come ad es. la comunissima Aloe Vera Barbadensis (comunemente chiamata l'aloe "a foglia larga"), hanno una concentrazione di principi attivi notevolmente minore (fino a 3 volte). Innanzitutto voglio insistere sul fatto che la ricetta si basa su ingredienti rigorosamente naturali, per cui :

I PRODOTTI VENDUTI IN COMMERCIO SONO COMPLETAMENTE INUTILI

occorre che la pianta sia presa dal terreno e tenuta in casa in vaso o in giardino. Essendo una pianta grassa, non occorre essere esperti di giardinaggio, basta un minimo d'acqua ogni tanto ed esposizione solare (preferibilmente diretta). Non affidatevi ai prodotti in commercio, perchè pensate che "tanto è la stessa cosa", poichè non è affatto la stessa cosa. La pianta deve essere protetta dal freddo eccessivo, se abitate al Nord occorre che stia al riparo altrimenti si rovina.

NON SCRIVETEMI CHE E' IMPOSSIBILE PER VOI "COLTIVARE" LA PIANTA, POICHE' E' SEMPLICISSIMO, BASTA UN VASO E UN PO' D'ACQUA OGNI TANTO. SE NON VOLETE FARLO, DITEMI PIUTTOSTO CHE NON "VOLETE", NON CHE E' "IMPOSSIBILE".

Le foglie dell' Aloe Arborescens sono verdi (a volte con sfumature rossastre) e di lunghezza variabile da 15 a 60 centimetri, a seconda del suolo, della presenza di acqua e dell'esposizione al sole. E' meglio non annaffiare frequentemente la pianta, soprattutto quando occorre prelevare le foglie, poichè il succo altrimenti viene diluito.

Bisogna usare Aloe Arborescens, non Aloe Vera Barbadensis


L'ideale è una pianta con foglie di 40 cm di lunghezza o più (5 anni o più), ma vanno benissimo anche piante con foglie da 20 centimetri almeno (2 anni di età).

Tagliare le foglie, il gel non deve vedere mai la luce. Scegliere le foglie nè troppo in alto perchè sono troppo giovani, nè quelle troppo in basso perchè sono ingiallite e appassite. Coprirle dalla luce anche artificiale, basta metterle in un sacchetto di plastica non trasparente. Pulirle dalla polvere con uno straccio asciutto, non bagnarle con acqua. Tagliare via le spine con un coltello, lasciando tutta la buccia esterna. Tagliare a pezzetti e mettere in un frullatore insieme al miele.

La ricetta originale brasiliana di Padre Romano Zago, frutto di un'esperienza più che ventennale, è la seguente:

  • 350 grammi di foglie di Aloe Arborescens (non Aloe Vera Barbadensis), pari a 3-10 foglie a seconda della lunghezza
  • 350 grammi di miele naturale di qualità (non artificiale e non millefiori)
  • 10 ml di grappa, pari a un cucchiaino (non vanno bene alcool, vino, birra o liquori)

E' molto meglio però preparare barattoli più piccoli, mantenendo le proporzioni, il grande vantaggio è di avere un preparato ancora più fresco e più efficiente ogni volta.Con il dosaggio originale brasiliano viene un barattolo gigantesco e dato che deve essere consumata al massimo entro una settimana è molto meglio fare barattoli più piccoli.

In questo caso è bene seguire questa altra ricetta con dosi di un terzo rispetto all'originale.

  • 120 grammi di foglie di Aloe Arborescens (non Aloe Vera Barbadensis), pari a 1-4 foglie a seconda della lunghezza
  • 120 grammi di miele naturale di qualità (non artificiale e non millefiori)
  • la grappa NON è necessaria e NON va mescolata nel preparato (vedi sotto), ma va bevuto un cucchiaino quando si assume il preparato (non vanno bene alcool, vino, birra o liquori)

Ovviamente bisogna assumere 3 di questi barattoli più piccoli di fila senza interruzione. 3 barattoli più piccoli equivalgono quindi a un barattolo grande della ricetta originale. Le dosi, come il numero delle foglie, sono indicative. Non occorre essere esageratamente pignoli. Se si mette un pò di più o un pò di meno non cambia nulla.

La funzione della grappa, in teoria è di dilatare i vasi sanguigni per aumentare l'assorbimento, ma con la grappa il preparato dura la metà del tempo (cioè va a male molto prima), quindi se proprio si vuole assumere la grappa (è facoltativo) la migliore cosa è di bere un cucchiaino quando si assume il preparato, SENZA versarla nel barattolo. In questo modo il preparato si mantiene fresco il doppio del tempo e l'effetto di dilatazione dei vasi sanguigni si ottiene ugualmente.

Se si hanno problemi ad assumere il miele, si può ridurre (o al limite eliminare) questo ingrediente, in quanto non è indispensabile per la cura. Chi ha il diabete NON deve prendere il miele, ma può sostituirlo, se vuole, con dolcificanti (eccetto l'aspartame che è un dolcificante altamente cancerogeno!).

L'ALOE E' ASSOLUTAMENTE INNOCUA E PRIVA DI EFFETTI COLLATERALI !

Le foglie devono appartenere a una pianta non giovane, ma piuttosto sviluppata, più sviluppata è e meglio è, vissuta in un ambiente non inquinato e il più soleggiato possibile. Se la pianta è grande e sviluppata, con foglie spesse e lunghe, ed è l'immagine della salute allora è una buona pianta, se invece è piccola e poco sviluppata, con foglie sottili e corte e dall'aspetto raggrinzito, anche se dovesse avere 20 anni non è sicuramente una buona pianta poichè è vissuta all'ombra. La presenza del fiore è sicuramente indicativa di un'ottima salute della pianta, ma NON E' necessario che abbia il fiore per essere perfetta. Le foglie (evitando quelle appassite o quelle troppo giovani) devono essere tagliate di sera o di notte con la minore luce possibile , questo perchè

IL GEL DELLA PIANTA, ALLA LUCE SOLARE O ARTIFICIALE PERDE IMMEDIATAMENTE EFFICACIA.

Inoltre è preferibile non tagliare le foglie subito dopo la pioggia (o l'innaffiamento), ma 2-3 giorni dopo. Subito dopo aver tagliato le foglie, occorre pulirle con un panno asciutto, sempre in una stanza semi-buia (non occorre il buio completo, dev'esserci un'illuminazione simile a quella di una TV accesa in una stanza buia) e togliere le spine con il coltello.

NORMALMENTE OCCORRE OLTRE AL GEL ANCHE LA PARTE ESTERNA DELLE FOGLIE (TOGLIERE SOLO LE SPINE) CHE CONTIENE PRINCIPI ATTIVI ESSENZIALI, MA SE SI HANNO GROSSI PROBLEMI DI DIGESTIONE (AD ES. L'ULCERA) SI PUO' TOGLIERE VIA LEGGERMENTE DI PIU' LA PARTE PIU' ESTERNA (RICCA DI ALOINA E LIEVEMENTE IRRITANTE PER L'INTESTINO). LA PARTE PIU' INTERNA DELLE FOGLIE E' MENO RICCA DI ALOINA E QUINDI NON E' IRRITANTE PER L'INTESTINO, INOLTRE CONTIENE LA MAGGIOR PARTE DEI PRINCIPI ATTIVI.

I PRODOTTI COMMERCIALI GIA' PRONTI SONO COMPLETAMENTE INUTILI , POICHE' SONO SPESSO A BASE DI ALOE VERA BARBADENSIS E NON ARBORESCENS, INOLTRE SPESSO CONTENGONO SOLO IL GEL FILTRATO E NON I PRINCIPI ATTIVI DELLE FOGLIE, INFINE CONTENGONO CONSERVANTI E NESSUNA GARANZIA CHE LA PREPARAZIONE SIA STATA SVOLTA INTERAMENTE AL BUIO.

I titolari delle aziende che vendono prodotti assicurano che sono cari amici di Padre Romano, che i loro prodotti sono preparati scrupolosamente al buio, insomma vi racconteranno tutto quello che volete sentirvi dire per rassicuravi, ma la verità è che i prodotti commerciali non hanno nessuna efficacia e padre Romano è proprio il primo a dirlo nel suo libro e anche in tutte le sue conferenze.

A questo punto si mettono le foglie tagliate a pezzetti in un frullatore assieme al miele. Quando si è ottenuta una crema verde semi-liquida, si mette in un barattolo opaco in cui non possa entrare la luce e si mette nel frigorifero (non in freezer).

IL PREPARATO NON DEVE ESSERE ESPOSTO ALLA LUCE NEPPURE QUANDO SI INGERISCE.

Se si hanno difficoltà a berlo al buio, può essere utile mettere il preparato in un contenitore opaco chiuso e berlo da una cannuccia, in questo modo non sarà necessario neppure spegnere la luce della stanza, poichè la luce non potrà entrare in ogni caso nel contenitore.

Il miele ha due funzioni, la prima è di rendere la crema più dolce, poichè l'aloe è amarissima (aloe in arabo vuol dire appunto "amaro") e la seconda è di veicolare meglio il preparato all'interno dell'organismo, se si hanno problemi di glicemia si possono ridurre opportunamente le dosi di miele (o sostituirlo con dolcificante purchè non sia l'aspartame che è cancerogeno).

La grappa non è indispensabile, l'uso è facoltativo a seconda delle preferenze. Non va messa se si hanno problemi a digerire gli alcolici o se si ha l'ulcera o il cancro nell'apparato digerente. In ogni caso non va aggiunta al barattolo, ma va assunta a parte quando si assume il preparato. Se si sceglie di prenderla, è meglio usare quella distillata pura, ossia fatta con un solo tipo di uva ("monovitigno" nell'etichetta) piuttosto che la "vinaccia", preparata con diversi tipi di uva.

Il preparato va assunto preferibilmente a stomaco vuoto per migliorare al massimo l'assorbimento dei principi attivi.

E' PREFERIBILE NON MANGIARE O BERE PER ALMENO UN'ORA DOPO AVERLO INGERITO.

Se viene assunto a stomaco pieno può non essere assorbito al meglio e l'efficacia può essere ridotta. Si può fare l'eccezione di un sorso d'acqua dopo averlo assunto, dato che il sapore dell'aloe diventa amarissimo dopo alcuni giorni di conservazione. Prima di assumerlo occorre rimescolare bene, poichè il preparato tende a concentrarsi sul fondo del barattolo.

2 cucchiai 3 volte al giorno oppure 3 cucchiai 2 volte al giorno

 

La cura va continuata fino a terminare il barattolo (da 350 grammi oppure i 3 barattoli da 120 gr.), dopo di chè si fa un giorno di pausa per massimizzare l'efficacia, ma se si ha timore si può anche continuare la cura senza pause, poi si riprende con un altro barattolo (da 350 grammi, oppure altri 3 barattoli da 120 gr.) e così via per un nuovo ciclo, FINO ALLA SCOMPARSA COMPLETA DELLA MALATTIA accertata ovviamente mediante esami clinici, ma è bene continuare a prenderla per alcuni (4-6) mesi dopo, poichè

SE SI ABBANDONA LA CURA QUANDO IL CANCRO NON E'ANCORA DEL TUTTO SCONFITTO E LO SI TRASCURA, QUESTO RECUPERA VELOCEMENTE E IN BREVE TEMPO RITORNA PIU' VIOLENTO DI PRIMA !

Questo succede solo nel caso si lasci la cura a metà e non la si riprenda più, trascurando il cancro non ancora debellato in modo definitivo.
Fare la cura dell' aloe arborescens IN NESSUN CASO può peggiorare la situazione per cui è SEMPRE consigliata. L'unico sbaglio che si possa fare è quello di non fare la cura. Fare la cura, anche in modo incompleto, è sempre meglio, in tutti i casi, che non farla per niente!

 

Prima fase

Prima pausa

Seconda fase

Seconda pausa

Terza fase

Terza pausa

Barattolo piccolo da 120 grammi (consigliato)

3 barattoli, senza interruzione. 2 cucchiai 3 volte al giorno

un giorno di pausa

3 barattoli, senza interruzione. 2 cucchiai 3 volte al giorno

un giorno di pausa

3 barattoli, senza interruzione. 2 cucchiai 3 volte al giorno

e così via ricominciando daccapo

Nei giorni di sospensione, se sono più di uno, il cancro può in qualche modo iniziare a riguadagnare terreno. Inoltre, il malato ha un giustificato quanto inevitabile timore di non essere più "coperto" dall'azione dell'aloe e che il cancro possa appunto riprendere forza. In questi giorni di pausa, quindi, il malato con il suo atteggiamento produce per via psicosomatica delle tossine che vanno a grande discapito della salute e del sistema immunitario. Per questo motivo è molto meglio fare al massimo un solo giorno di sospensione o addirittura non farne affatto. Non c'è nessun motivo di sospendere la cura per una settimana o più, servirebbe solo a peggiorare le cose.

La scomparsa della malattia si deve accertare mediante gli esami medici classici ( radiografia, TAC, scintigrafia, markers tumorali ecc.), ma ovviamente

LA CURA NON DEVE ESSERE ABBANDONATA SUBITO DOPO LA SCOMPARSA DELLE MASSE TUMORALI,

ma occorre continuarla per qualche (3-6) altro mese. Questo perchè, nonostante dagli esami non risulti alcuna traccia di cancro, qualche cellula cancerosa può tuttavia rimanere. Questi micro-focolai, non rilevabili dagli esami, sono pericolosissimi e possono esplodere in brevissimo tempo. Nel giro di un solo mese da un micro-focolaio, invisibile agli esami, si può passare a una massa di ben 20 cm di spessore!Gli esami non garantiscono nulla! Anche dopo 6 mesi di esami negativi si può avere una ri-esplosione immediata e rapidissima del cancro.Ecco perchè si deve continuare a prendere l' aloe ancora per 3-6 mesi dall'ultimo esame negativo. L'unico modo per essere veramente sicuri al 100% è quello di prendere l'aloe per 6 mesi dall'ultimo esame negativo
Lo sviluppo della malattia in genere viene bloccato entro il primo mese o al massimo entro il secondo mese. Entro 2-3 mesi si deve osservare il regredire e successivamente la scomparsa della malattia. Se la malattia non accenna a regredire dopo 2 mesi, vuol dire che si deve aumentare la dose o che la ricetta non è stata preparata correttamente o che la pianta da cui si attinge non è buona o non è della specie giusta o che non si sta affrontando la malattia con la giusta attitudine mentale (se si è fortemente depressi o non si ha la voglia di guarire nessuna cura al mondo può nulla, poichè è come se non si volesse guarire! In questo caso la mente comanda al corpo costantemente di ammalarsi e di non guarire!). In questi casi occorre al più presto individuare la causa e rimediare.

Assicurarsi, prima di iniziare la cura, che la pianta sia quella giusta e che la preparazione avvenga senza errori

PER GUARIRE DAL CANCRO E' NECESSARIO AVERE LA GIUSTA ATTITUDINE MENTALE
SENZA VOGLIA DI VIVERE E DI GUARIRE NESSUNA CURA PUO' NULLA !!!

Per chi ha problemi di digestione

A DOSI NORMALI L' ALOE ARBORESCENS NON HA ALCUN EFFETTO LASSATIVO. Perchè l'effetto lassativo si verifichi, la dose dovrebbe essere superiore ai 200 grammi, ossia qualcosa come 20 cucchiai da minestra. Dosi inferiori ai 10 cucchiai non hanno effetto diarroico. Non c'è quindi da preoccuparsi. Se un leggero effetto lassativo compare ugualmente anche a dosi inferiori, in ogni caso svanisce dopo pochissimi giorni.

Se si hanno grossi problemi di digestione, ulcere, emorragie all'intestino, ecc. si può facilitare l'assorbimento togliendo via con il coltello un pò la parte più esterna delle foglie, la buccia, in quanto è più ricca di aloina (che può essere leggermente irritante per gli intestini con problemi). Il gel e la parte più interna delle foglie invece sono molto meno ricchi di aloina per cui non danno problemi di digeribilità, inoltre contengono la maggior parte dei principi attivi, soprattutto il gel.

L'aloe regolarizza la digestione, per cui è indicata anche per chi ha problemi di stipsi, emorroidi, diarrea. L'unica accortezza è quella di iniziare piano piano, se non ci sono emergenze, magari con un cucchiaio al giorno, poi due al giorno e così via fino al dosaggio normale.

Si possono osservare sintomi di malessere nei primi giorni di cura, come vomito o diarrea, ecc. è normale; questo significa che l'organismo ha iniziato a disintossicarsi. Se non si osservano sintomi non c'è ugualmente da preoccuparsi.

La cura dell' aloe arborescens funziona perfettamente anche con gli ANIMALI. Ovviamente le dosi devono essere proporzionate al peso dell'animale. In linea teorica si può dire che la dose giusta per gli animali è 1 cucchiaio/giorno per ogni 10 Kg di peso corporeo. L'aloe in questo caso va mescolata ai pasti normali dell'animale. Si inizia con poco e si aumenta di giorno in giorno finchè non si arriva al massimo della tolleranza intestinale. La dose ideale di mantenimento è un pò meno del massimo di tolleranza. E' fondamentale, man mano che si va avanti con l'aloe, diminuire l'eventuale assunzione di farmaci (es. cortisone) fino a eliminarla del tutto. Il cortisone è utile per bloccare l'avanzare di una malattia, ma non la guarisce e se preso per lungo tempo può uccidere l'animale, poichè è estremamente tossico.

Per trovare i dosaggi ottimali occorre vedere come il corpo reagisce. Se non si osserva nessun effetto lassativo la dose può essere aumentata senza timore. Se si osserva un effetto lassativo protratto per diversi giorni allora significa che i dosaggi sono eccessivi e occorre ridurli un pò. Se l'effetto lassativo è breve e sparisce dopo qualche giorno vuol dire chel'organismo si è adattato e i dosaggi sono giusti e non devono essere ridotti. Ovviamente si può aiutare l'organismo a ridurre l'effetto lassativo anche con l'alimentazione (ad es. mangiando mele, ecc.). In ogni caso la regola d'oro è che pìù aloe si riesce ad assumere e tanto meglio è per la guarigione.

 

Le cure naturali con le piante

Oltre all’ Aloe Arborescens esistono molte altre piante che hanno una grande efficacia contro le malattie degenerative, tra cui il cancro, ed una notevolissima efficacia in quanto antiossidanti e disintossicanti.

Inseriamo in questo blog una sorta di finestra verde dedicata a chi voglia integrare la cura o curarsi con qualcuna di queste meravigliose piante che possiamo trovare nelle nostre campagne ittiresi, ricchissime e fornitissime di queste preziosità utili alla tutela della salute.

Con la formula Essiac, di Renè Caisse, i componenti originari sono quattro:

la radice di bardana,

l'acetosa,

la corteccia di olmo rosso (corrispondente al nostro olmo di montagna europeo),

la radice di rabarbaro cinese (o turco).

A questi originari sono state aggiunte altre 3 componenti da Rick De Sylva. I componenti di gran lunga più efficaci è importanti sono in ordine:

la radice di bardana,

l'acetosa,

il trifoglio dei prati e la piantaggine.

Gli altri sono descritti per completezza, ma possono essere tralasciati. I componenti non interagiscono l'uno con l'altro e funzionano autonomamente, per cui se ad es. si prendesse la sola bardana o il solo trifoglio dei prati l'effetto disintossicante e curativo sarebbe ugualmente notevole. Più piante riuscite a trovare e mettere nella tisana più efficace sarà l'insieme. Le proporzioni originali sono nell'ordine 24 parti (bardana), 16 parti (acetosa), 4 parti (olmo), una parte (rabarbaro cinese), ma sono così per motivi "religiosi" in quanto la ricetta viene dagli Indiani d'America. Visto che non si deve fare una pozione magica, gli ingredienti principali (bardana, acetosa, trifoglio e piantaggine) possono essere messi anche con proporzioni diverse, funzionano perfettamente.

BARDANA (Arctium Lappa, Erba tignosa, Lappa, Lappola o Lappolaccio) di cui si utilizza principalmente la RADICE prima che fiorisca al secondo anno, che va lavata, pulita e tagliata a strisce. Nel primo anno le foglie sono molto grandi e hanno buone proprietà e possono essere usate, al secondo anno spunta il fiore. La radice viene raccolta nell'autunno del primo anno o nella primavera del secondo prima che spunti il fiore. E' il componente principale e più importante della formula Essiac di Renè Caisse (il 50% del preparato Essiac è costituito da radice di Bardana) e della cura Hoxsey. E' una delle piante con maggiore efficacia disintossicante, depurante, purificante dell'intero organismo. Inoltre ha una forte azione nel potenziare il sistema immunitario e le difese dell'organismo da batteri nocivi, tossine, veleni, infezioni, infiammazioni. Favorisce l'eliminazione dei fluidi in eccesso e dei residui tossici alleviando i disturbi del fegato e migliorando la digestione. Disintossica reni e cistifellea e favorisce l'eliminazione della bile.

 

ACETOSA (Rumex acetosa o Erba brusca) di cui si utilizza tutta la pianta, prima che fiorisca al secondo anno di vita. E' il secondo componente principale, in ordine di importanza, della formula Essiac di Renè Caisse (il 35% del preparato Essiac è costituito da Acetosa). Ricchissima di fitocomplessi, vitamine A,B, C, D, E, K, P e U e minerali fra cui calcio, magnesio, ferro, iodio, manganese e zinco. Anche questa pianta è un potente disintossicante e depurante dell'intero organismo. Rinforza le cellule e migliora l'assorbimento dell'ossigeno. Riduce i danni da radiazioni e chemio. Cura malattie degenerative, infiammazioni, tumori. Da non confondere con l'Acetosella. Le foglie possono essere mangiate anche crude nell'insalata.

 

OLMO DI MONTAGNA (Ulmus glabra o Ulmus montana). Si utilizza la CORTECCIA. E' il terzo componente, in ordine di importanza, nella formula Essiac (il 10% della formula è costituito da corteccia di Olmo montano). E' il corrispondente europeo dell'olmo rosso della formula originale Essiac americana. Si differenzia dall'olmo ciliato (detto anche olmo bianco, Ulmus Laevis) e dall'olmo campestre (Olmo comune, Ulmus Minor), i quali hanno foglie più piccole rispetto alle grandi foglie dell'Olmo montano. Il termine "Ulmus glabra" si riferisce al fatto che la corteccia giovane dell'Olmo montano, a differenza degli altri olmi, rimane liscia per molti anni. Qui una galleria di foto di Olmi. Le proprietà purificanti, disintossicanti, cicatrizzanti, sono conosciute da millenni in America, Europa e Oriente. Sin dai tempi di Teostrato e Plinio veniva usato per curare numerosissime malattie soprattutto della pelle, delle ossa e articolazioni, infiammazioni e dagli indiani per cicatrizzare le ferite. La sostanza collosa contenuta nella mucillagine della corteccia elimina le tossine presenti nell'organismo ed è un ottimo disintossicante, antibiotico e antibatterico ed è ricco di vitamine e minerali. La mucillaggine della corteccia è ottima per articolazioni, artrosi, artrite. La corteccia è altresì utile per cancro, malattie del fegato, milza e pancreas. Cura l'ulcera, diminuisce i gonfiori e agisce come lassativo. Ottimo anche per le malattie dell'apparato respiratorio (tonsilliti, tracheiti, laringiti, tosse ed altre) e dell'apparato digerente (ulcera gastrica, coliti ed enteriti).

 

RABARBARO (Rheum palmatum o Rabarbaro turco, cinese, indiano), di cui si usa solo la RADICE. Il gambo rosso ha anche buone proprietà, ma i principi attivi si trovano principalmente nella radice. Non deve essere confuso con il comune rabarbaro da giardino (Rheum Rhaponticum). La pianta deve avere almeno 4 anni di vita. Ha un'azione anti-tumorale. Le foglie non devono essere mangiate perchè sono tossiche. E' un'erba disintossicante. Purga il corpo dalla bile, dai parassiti e dal ristagno di cibo, stimola il dotto biliare ad espellere i rifiuti tossici, allevia i disturbi cronici del fegato. Migliora la digestione, cura le ulcere e il colon. Favorisce la guarigione delle emorroidi. Contiene l'acido crisofanico che inibisce la crescita di batteri patogeni nell'intestino. Il nome cinese è "Da Hung" e quello ayurvedico è "Amla Vetasa" agisce sul tessuto del plasma, del sangue e del grasso. Viene usato principalmente per la sua azione lassativa e astringente e come forte purgante. In dosi minori si usa contro la diarrea e per stimolare l'appetito. In dosi maggiori come purgante. L'erba stimola il colon, promuove il flusso della bile, elimina le stasi restaurando lo stomaco e il fegato. E' usato come tonico: per lo stomaco, per aiutare la digestione, come purificatore del fegato, come antitumorale, ( sentire assolutamente il proprio medico, e non interrompere le terapie che si stanno facendo)per l'ittero e per l'ulcera .L'acido crisofanico contenuto nella pianta è responsabile della rimozione delle sostanze viscide. Avvertenze: è controindicato durante la gravidanza.

 

TRIFOGLIO DEI PRATI Trifolium pratensae (Trifoglio dei Prati o trifoglio rosso), di cui si usa la pianta in fiore, che va raccolta tra maggio e ottobre. E' una delle erbe più importanti, insieme alla Bardana, con effetti antiossidanti, disintossicanti e curativi del cancro perchè molto ricco di Genisteina, Daidzeina, Formononetina, Biocanina. Le sue proprietà curative anche delle malattie più gravi sono notissime sin dai tempi dei Romani e veniva usata diffusamente nel medioevo persino per salvare le persone morse da serpenti e scorpioni. La pianta può essere mangiata anche cruda nell'insalata oppure messa in infusione come il tè. PIANTAGGINE Plantago Major (Piantaggine). Si usano le foglie e i semi. La Piantaggine cresce un pò dappertutto dal mare alla regione alpina, si trova nei prati, nei campi, lungo le strade e in tutti i luoghi erbosi. Le foglie si raccolgono, ben sviluppate, da giugno ad agosto; i semi si ottengono recidendo le spighe in agosto-settembre, quando cominciano a imbrunire. Le foglie si essiccano all'ombra e si conservano in sacchetti di carta o tela. Le spighe essiccate si battono per separarne i semi: questi si setacciano per eliminare le parti estranee e si conservano in recipienti di vetro o porcellana al riparo dall'umidità. Contiene mucillagini, tannini e il glucoside aucubina. La Piantaggine agisce sul sistema tiroideo e paratiroideo coinvolgendo in una dinamica di informazioni moderatrici la circolazione linfatica e quella sanguigna, il sistema osseo(regolando l'equilibrio calcio fosforo), il sistema muscolare in generale, gli organi genitali e l'eccitabilità nervosa. ha proprietà: astringenti, emollienti, decongestionanti, antiflogistiche, antisettiche, depurative, diuretiche(blande), ematopoietiche (ricostituenti del sangue), emocoagulanti e regolatrici dei flussi. La piantaggine si può cucinare anche cruda con l'insalata o in minestrone. E' efficace anche nel contrastare la diarrea.

 

FRASSINO SPINOSO (Zanthoxylium o Xantoxilum fraxineum, Prickly Ash). Si usa la corteccia e le bacche. Ha azione stimolante, carminativa, antisettica, antielmintica e analgesica. E' utile per la digestione debole, i dolori addominali, il raffreddore cronico, la lombaggine,i reumatismi cronici, le affezioni cutanee, i vermi e le infezioni da microorganismi e l'artrite. E' un potente disintossicante e purificatore del sangue. Contiene Furano-coumarine. Preparazione per 1 litro di tisana: 1) Si prendono 100 grammi di queste erbe e si immergono in un litro d'acqua in una pentola. 2) Si fa bollire per qualche minuto, con la pentola chiusa. 3) Versare il decotto in una bottiglia. Assumere 6 cucchiai al giorno (due alla mattina, due al pomeriggio, due alla sera), lontano dai pasti, anche insieme all'aloe. Altre piante note da millenni per le loro eccezionali proprietà curative e disintossicanti.

 

SALVIA (Salvia Officinalis) di cui si utilizzano foglie e fiori. La Salvia selvatica (Salvia Pratensis) ha proprietà simili alla Salvia Officinalis ma più blande. La Salvia è frequente nei luoghi asciutti e soleggiati: i margini stradali, le scarpate, gli spazi erbosi fino a 1600 metri di altitudine, in tutta Europa. Raccolta: Il momento migliore per procedere alla raccolta delle foglie è poco prima della fioritura, alla fine della primavera: l'essiccazione deve avvenire lentamente e all'ombra. Le sommità fiorite vanno colte in maggio-agosto tagliando anche una porzione erbacea del fusto. Conservazione: Le foglie e i fiori si conservano in barattoli a chiusura ermetica: manterranno così intatte le loro caratteristiche per circa tre anni. Sin dai tempi più antichi è stata considerata una panacea per guarire tutti i mali. Si mettono in infusione 5 grammi di foglie e fiori in mezzo litro d'acqua e si prende come un tè. Le foglie possono essere mangiate anche crude nell'insalata.

 

VALERIANA (Valeriana, altri nomi: amantilla, erba dei gatti, erba gatta, nardo selvatico) di cui si utilizzano le radici e il rizoma. Cresce ai limiti dei boschi, dei prati umidi e sulle rive dei fiumi dell'Europa continentale, ma scompare nella regione mediterranea. In Italia si trova quasi esclusivamente in montagna. Si è acclimatata nel Nordamerica e nel cono sud del continente americano. Il rizoma si raccoglie in autunno o in primavera, estirpando piante di almeno due-tre anni; si lava e si taglia, se occorre, in due per il lungo. Il rizoma si essicca al sole o in stufa a calore moderato (non superare i 40 °C); si conserva in recipienti di vetro o porcellana al riparo dalla luce. Oggi si è arrivati a stabilire con certezza che il principio attivo più importante di questa pianta è il Baldrinal.

 

SALSAPARIGLIA (Salsapariglia, altri nomi: Smilax Officinalis, Smilax Aspera, Stracciabraghe) di cui si utilizzano le radici e il rizoma. Pianta arbustiva con portamento lianoso, rampicante, dal fusto flessibile e delicato, ma cosparso di spine acutissime. Le foglie, a forma di cuore, hanno i margini dentati e spinosi, e spinosa è anche la nervatura mediana della pagina inferiore. I fiori, molto profumati, sono piccoli, giallicci o verdastri, poco vistosi e raccolti in piccole ombrelle; fioriscono, nelle regioni a clima mediterraneo, da agosto ad ottobre. I frutti sono bacche rosse, riunite in grappoli, che giungono a maturazione in autunno. In Italia è molto diffusa, soprattutto al Centro-Sud. Ha ottime proprietà depurative. Può essere utilizzata in infusi e decotti per curare l'influenza, il raffreddore, i reumatismi, l'eczema. In Puglia è d'uso mangiarla con l'insalata.

 

TARASSACO (Taraxacum officinalis o Dente di Leone) di cui si utilizza il rizoma e le foglie, non i fiori. Comunissimo dal mare a oltre i 1500 m di altitudine, spesso con carattere infestante, in prati e incolti, lungo le strade, anche tra le fessure dei marciapiedi. Raccolta: Il rizoma si raccoglie in settembre e ottobre o in febbraio, prima che la pianta fiorisca. Le foglie si raccolgono preferibilmente prima della fioritura, per le radici i periodi migliori per la raccolta sono la primavera o l'autunno avanzato. Gli steli vanno raccolti durante la fioritura. Conservazione: Il rizoma si lava per liberarlo dalla terra e bisogna tagliare le radici laterali. Si essicca poi al sole o sulla stufa, a temperature moderate, e si conserva in vasi di vetro. Le radici per venir essiccate più velocemente vanno divise nel senso della lunghezza. Il Tarassaco è una delle erbe più note e diffuse della cultura popolare. Moderne ricerche hanno confermato che il Tarassaco ha effettivamente proprietà disintossicanti, utili in caso di itterizia, calcoli biliari e in genere di insufficienza epatica. Ha proprietà amaro-toniche e digestive utili per l'inappetenza (scarso appetito) e le dispepsie (disturbi della digestione). Il Tarassaco è ritenuto infine blando lassativo e un lenitivo delle infiammazioni emorroidali. Può essere mangiato anche crudo nell'insalata, il sapore è buono.

 

ERBA DEGLI ANGELI (Angelica Archangelica, Erba dello Spirito Santo) di cui si usa tutta la pianta, soprattutto le radici. In passato sono state largamente usate per guarire la difterite, le malattie del sistema linfatico, le bronchiti, le tubercolosi, le malattie del fegato e persino per guarire la peste. E' indicata per le malattie dell'apparato digerente, respiratorio, del sistema nervoso e linfatico. Le radici vengono colte in autunno, prima della fioritura si raccolgono le foglie; i frutti si raccogono in agosto - settembre recidendo le ombrelle a mano a mano che raggiungono la maturazione. Le radici vengono lavate, tagliate per il lungo ed essiccate. Conservare all'interno di recipienti di vetro o porcellana, all'asciutto. Le foglie si fanno essicare in luogo fresco e arioso e si conservano in sacchetti di stoffa. L'Angelica deve essere impiegata sempre a dosi basse: difatti a piccole dosi la droga agisce come stimolante, ad alte dosi (20-30 gr.) l'azione si inverte e si ha un effetto fortemente depressivo. Si trita finemente la radice e si mette in infusione in acqua bollente. La dose corretta è 8-10 gr. di radici per una tazza da tè (400 ml) al giorno.

 

CALENDULA (Calendula officinalis) di cui si utilizza tutta la parte aerea della pianta, soprattutto i fiori. Ha ottime proprietà antibatteriche, antifungine, antivirali, antiparassitarie, antitumorali scientificamente dimostrate. Potenzia il sistema immunitario e ha attività antiinfiammatoria. Viene usata anche per nevralgie gastriche, ulcere, spasmi, tumefazioni ghiandolari, itterizia, anemia ed, esternamente, in caso di ascessi, piaghe, emorragie, eczemi. Si fanno essicare i fiori e si mettono in infusione in acqua bollente come per il tè.

 

VISCHIO (Viscum Album), di cui si utilizzano le foglie. E' una pianta parassita che affonda le radici nei tronchi di vari alberi e si alimenta della loro linfa; le foglie sono perenni (sempreverdi) e i frutti sono bacche gelatinose, somiglianti a perle. E' diffuso nelle regioni boscose in tutto il continente europeo e in quello americano. Le foglie vanno raccolte prima che si formino i frutti ed essiccate in luogo fresco. Il vischio è una pianta molto particolare, le cui radici affondano nei rami e nei tronchi degli alberi invece di attecchire nel terreno. I suoi semi, per germinare, hanno bisogno della luce del sole, diversamente dalla maggioranza degli altri semi, che hanno bisogno dell'oscurità. Le caratteristiche medicinali del vischio, conosciute già dei tempi di Ipocrate e Plinio, sono assai interessanti e di recente si sono scoperte anche le sue proprietà antitumorali. E' un notevole regolatore del sistema circolatorio ed è una delle piante più efficaci che si conoscano contro l'ipertensione arteriosa, poiché migliora l'irrorazione sanguigna del cervello e del cuore, indeboliti a causa dell'indurimento (arteriosclerosi) delle arterie cerebrali o coronariche. E' un eccellente depuratore del sangue. Si lasciano in infusione 30 grammi di foglie in mezzo litro d'acqua fredda o tiepida per almeno un'ora, poi si filtra e si beve come un tè.

 

LIQUIRIZIA (Glycyrrhiza glabra) di cui si utilizza la RADICE. Della liquirizia si usano le radici che vanno raccolte in autunno, quindi spezzettate, essiccate al sole e poi conservate in vasi di vetro. La radice della liquirizia ha ottime proprietà terapeutiche per il sistema digestivo, le ulcere gastriche e intestinali, gastriti, enteriti, infiammazioni dell'apparato digerente in genere. Si può masticare oppure preparare in tisana, assieme alla menta.

 

CAMOMILLA (Matricaria recutita, Chamomilla recutita), di cui si utilizzano i fiori che hanno ottime capacità antiflogistiche, cicatrizzanti, spasmolitiche, antiallergiche, antibatteriche, antifoniche, calmanti, antistress e regolatrici del sistema nervoso. E' un formidabile antidolorifico e non ha effetti collaterali. Ottima anche per problemi digestivi (ulcere, acidità, nausee e vomitamenti, gastroenterite, coliche renali), raffreddamenti, disturbi del sonno (leggero sonnifero), nervosismo, crampi mestruali, febbre da fieno, allergie. La raccolta va fatta all'inizio dell'estate. Un cucchiaio di fiori di camomilla in una tazza di acqua bollente in infusione per 10 minuti. Prendere più tazze al giorno. Alimenti con efficacia antitumorale da cucinare quotidianamente. Aglio, Cavolo, Cavolo Cappuccio, Cavoletti di Bruxelles, Cavolfiore, Broccoli, Rapa, Ravanello Rosmarino, Tè verde, Cicoria (insalata verde, rossa, radicchio)

Crea un blog gratis su over-blog.com - Contatti - C.G.U. - Remunerazione in diritti d'autore - Segnala abusi - Articoli più commentati