L' Hospice all' Alivesi per dargli un ruolo ed una funzione importante in provincia di Sassari!

Pubblicato il da Ausonio Francioni

L' Hospice ad Ittiri

A cura di

Ausonio Francioni – Blogger e ricercatore

 


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Su espresso invito di Totoi Fadda, a sua volta sollecitato da tantissimi cittadini ittiresi, ritorno per un attimo a parlare dell' Ospedale Alivesi di Ittiri all' interno del quale, già da circa 70 giorni, Zampa Marras, Andrea Simula ed i militanti del Commando Amsicora di Sardigna Natzione Indipendetzia, presidiano la struttura in sua Difesa, per il suo Rilancio e Riqualificazione. E proprio in linea con questa politica costruttiva, di ricostruzione del destino e del ruolo futuro dell' Alivesi, si stà profilando all' orizzonte un' altra proposta, in aggiunta alla Piattaforma già elaborata e presentata al Dott. Giannico – Direttore Generale dell' ASL di Sassari - di utilizzo e di riqualificazione di questo storico ospedale.

Va detto subito che queste cose, intendo dire le proposte di Difesa e di Rilancio, potevano essere discusse molto tempo addietro se la giunta comunale, con uno scatto di umiltà e modestia, avesse aperto le sue porte e la mente, alle tante idee messe in campo da alcune ben definite Associazioni che non sono state mai invitate agli incontri fantasma già precofenzionati, ma anzi sono state vigliaccamente emarginate dalla discussione. A tutto questo ha contribuito e non poco il lassismo e l' invidia del “pene politico” nei confronti del movimento di Zampa e Simula, dell' opposizione Istituzionale che non è riuscita a capire bene, ed ancora stenta purtroppo, quale sia la possibile soluzione indolore di ridimensionamento dell' ospedale. Era ed è, oggi più che mai, utile e di fondamentale importanza per la cittadina di Ittiri e dei paesi del circondario che si rivolgono alla struttura ittirese per curarsi, l' unione di tutte le forze politiche presenti in consiglio. L' unione di tutto il mondo associazionistico del territorio che, ma guarda un pò, hanno idee e proposte forse superiori rispetto a quelle subite dall' incontro con l' Assessore e con la Commissione Sanità a Cagliari. Idee e proposte che Zampa Marras ed i suoi Presidianti ha fatto sue perchè ci crede fermamente. Ed è di questi giorni l' idea di includere all' interno della piattaforma anche la richiesta della istituzione e realizzazione ad Ittiri di un Hospice. Una proposta maturata incontrando, con la dovuta umiltà con quello spirito di servizio che contraddistingue i veri amministratori, la gente, gli addetti ai lavori, gli specialisti e tutti coloro che a vario titolo possono dire la propria in materia di assistenza sanitaria. Da questo blog si è sempre detto e ribadito che era ed è di vitale importanza non solo per l' economia di Ittiri, ma anche per il diritto ad avere una corretta, puntuale, efficiente assistenza sanitaria con servizi davvero funzionanti che possano riportare Ittiri e la sua gente agli sfarzi culturali, sociali, politici di un certo livello come erano negli anni '60 e '70. Per rendere comprensibile questa idea cercherò di dare ampia notizia sul significato di Hospice e sulle sue funzioni a carattere socio-assistenziale.

Il termine inglese hospice è diventato un riconosciuto neologismo a livello internazionale dal significato unico e preciso: centro residenziale di cure palliative. Esso designa, quindi, una struttura sanitaria residenziale per malati terminali. In altri termini si tratta di un luogo d’accoglienza e ricovero temporaneo, nel quale il paziente viene accompagnato nelle ultime fasi della sua vita con un appropriato sostegno medico, psicologico e spirituale affinché le viva con dignità nel modo meno traumatico e doloroso possibile.
Inteso come una sorta di prolungamento e integrazione della propria dimora, l’ hospice include anche il sostegno psicologico e sociale delle persone che sono legate al paziente, per cui si può parlare dell’ hospice come di un approccio sanitario inclusivo che vada oltre all’aspetto puramente medico della cura, intesa non tanto come finalizzata alla guarigione fisica ma letteralmente al “prendersi cura” della persona nel suo insieme.
Diverse professionalità operano all’interno dell’ hospice riunite in equipe. L’equipe è costituita da medico, psicologo, infermiere, assistente sociale, assistente spirituale e volontario.

E’ da sottolineare nell’equipe il ruolo dei volontari, i quali non sono figure sanitarie, ma che hanno il delicato compito di ascoltare per cogliere ogni aspettativa, desiderio, speranza del paziente.
Gli hospice sono situati all’interno di strutture ospedaliere o sul territorio e possono essere gestiti direttamente dalle Aziende sanitarie o da associazioni di volontariato no profit in convenzione con le Aziende sanitarie. Al suo interno vengono erogate sia prestazioni di ricovero diurno (Day hospital e Day hospice) e di ricovero residenziale. L’hospice è tipicamente costituito da camere singole con bagno privato, dotate di una poltrona-letto per l’eventuale presenza di un accompagnatore anche durante la notte. Ogni camera è dotata di confort quali telefono, aria condizionata, televisione e frigorifero. Il paziente stesso, se lo desidera, può personalizzare la camera con oggetti di arredamento portati dal proprio domicilio.
L’hospice comprende locali comuni, un soggiorno e una cucina dove i parenti possono prepararsi bevande e pietanze.
Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 20 gennaio 2000 riguardante i requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi minimi per i centri residenziali di cure palliative elenca le caratteristiche che devono possedere gli hospice.
Non esistono orari di entrata e di uscita e sono garantiti anche i pasti per gli accompagnatori. Dall’hospice sono bandite regole e divieti riguardanti l’orario al fine di consentire la presenza di parenti ed amici in qualsiasi momento.
L’assistenza nell’hospice è gratuita, ma l’accesso alla struttura avviene attraverso i reparti ospedalieri o dal domicilio tramite richiesta del medico curante. Il personale dell’hospice contatta poi direttamente il familiare o il paziente per definire la data prevista del ricovero.
In tutto il periodo di degenza l’hospice tutela e garantisce la privacy del paziente. La Legge 39 del 26 febbraio 1999, con uno stanziamento di circa 206 milioni di euro ha previsto l’adozione di un programma su base nazionale per la realizzazione, in ciascuna regione e provincia autonoma, in coerenza con gli obiettivi del Piano sanitario nazionale, di strutture, ubicate nel territorio in modo da consentire un’agevole accessibilità da parte dei pazienti e delle loro famiglie, dedicate all’assistenza palliativa e di supporto prioritariamente per i pazienti affetti da patologia neoplastica terminale che necessitano di cure finalizzate ad assicurare una migliore qualità della loro vita e di quella dei loro familiari.
Va considerato che, mediante i finanziamenti statali previsti dall’apposito programma, è prevista l’attivazione di oltre 2000 p.l. in 188 strutture residenziali per malati terminali; dal calcolo del numero di posti letto per 10.000 ab. si può notare che la maggioranza delle Regioni ha programmato tenendo conto dei valori di riferimento di 0.3 – 0.4 posti letto per 10.000 abitanti.
Questo valore, per alcune regioni non corrisponde al tasso reale programmato in quanto sono già state e saranno accreditate strutture non finanziate con fondi nazionali”.

Ecco, questo è l' Hospice. Avremo modo di approfondire ulteriormente questa nescente proposta per spiegarne la grande utilità a favore di tutta la provincia di Sassari che ne è totalmetne sprovvista. Sono infatti operativi in Sardegna solo 3 Hospice. Uno a Nuoro, 1 a Sanluri ed 1 a Cagliari. Due sono a gestione pubblica ed uno gestito da organizzazioni del terzo settore.  Ed è questa la proposta che a breve dovrà essere formulata al Direttore Generale della ASL di Sassari Dott. Giannico da parte di chi ha interesse a Difendere, Rilanciare e Riqualificare l' Ospedale di Ittiri.

Come mai i grandi Statisti Comunali, maggioranza ed opposizione, non sono stati in grado di pensare, di elaborare una proposta del genere magari con l' ausilio attivo e partecipativo di quelle associazioni, compreso il Comitato Pro Ospedale, che non hanno interessi particolari che non siano quelli statutari, di farla propria e di portarla nelle sedi preposte alla decisione finale ?

Mistero. Oppure, che è ancora più grave, non sono all' altezza di amministrare la Città di Ittiri. E allora ?

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Totoi Faddis 09/22/2012 15:39




Al Signor Fadda non interessa se siano stati seguiti o no dei protocolli ufficiali.
Al signor Fadda non interessa se è stato commesso reato di evasione e questo è molto preoccupante visto il lavoro che faceva in ospedale.

Il signor Fadda dice "tanto evadono tutti", "tanto rubano tutti", "tanto la malasanità è un male che devono subire tutti".


 


Signor Fadda io vivo in Italia e vorrei stare ancora in questa splendida e malandata nazione, lei vive forse nella repubblica delle Banane ?


Come mai non da peso a queste cose ?
Non esiste il concetto di regola nella sua mente abbruttita dai postumi di anni di inutili servilismi ?

Totoi Fadda 09/22/2012 16:21



Continuiamo a non intenderci. E' inutile che si cerchi di mettermi in bocca frasi mai pronunciate. Rimettiamo ordine nella sua mente:


- a me interessa moltissimo se siano stati eseguiti o no dei protocolli;


- a me interessa moltissimo se è stato commesso reato di evasione (che cosa mai potrà entrarci il fatto che uno lavori o no in ospedale);


- mai detto che tanto evadono tutti, che tanto rubano tutti, che tanto la malasanità è un male che devono subire tutti.


Io vivo in Sardegna, sig. "Totoi Faddis" (ne sa una più di me !) altra malandata Nazione, è Lei che crede di vivere nella repubblica delle banane ed è davvero abbruttito non dai suoi inutili
servilismi (verso chi avremo modo di scoprirlo) ma solo dalla sua mente davvero abbruttita da qualche brutta tara di derivazione antica.


L' attacco al blog che state innescando già da qualche settimana su questo specifico argomento è davvero comico. Le ho sempre detto di tirare fuori le palle, non di sparare da dietro il muretto a
secco.