L' isolamento politico di Prato: La vertenza dei pastori è un pretesto per la resa dei conti in giunta o nel PDL ?

Pubblicato il da Antonio Fadda

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  Alcuni sembrano delle vecchie zie, zitelle di professione e crèdo, che ragionano sul niente e si atteggiano a professoroni dell' alta politica regionale. Per una poltrona.


Questa volta a darsele di santa ragione non sono più i Rossi e i Neri, i Don Pepponisti ed i Camilliani, sa carrela de sa funtana noa contra santu Juanne, sinistra e destra.

Qui lo scontro invidiologico, a tratti intenso e radicato nel profondo, viscerale và !, culattonesco e furbacchionico, tafazziano è tutto dentro alla destra.

Sia al centro della destra, che alla destra della destra !

Qui lo scontro ha a che fare con la suddivisione, anzi con la malasuddivisione degli ultimi incarichi assessoriali e, particolarmente con una irritazione paonazza, per la riconferma di Andrea Prato.

Il tecnico che è riuscito a dare alla attuale giunta regionale quella “marcia in più” e quella rappresentatività creativa, innovativa e moderna che fa la differenza.

Il tecnico che si è posto, e questo lo si può leggere nella sua quotidiana azione non solo di persona imprestata alla politica ma per il suo essere manager, la domanda sul come dovrà essere composta la struttura organizzativa del PDL, non solo periferica, che fornisce la linfa vitale al partito. Una struttura organizzativa che dovrà sfornare il ricambio per un reale rinnovamento generazionale della classe dirigente e per consentire ai nuovi dirigenti, di assumere ruoli per ben rappresentare un sicuro punto di riferimento per il futuro.

E questo duole, a molti di loro naturalmente.

E questi “molti”, tanto per gradire, hanno applicato la vecchia e mai abbandonata tecnica “dell' isolamento” che, nel nascosto e arcano linguaggio politico, significa : ”si, stai pure al tuo posto assessoriale però beccati gli improperi, le minacce, le manifestazioni contro e le critiche “costruttive” dell' opposizione e l' addittamento quotidiano dei giornali “democratici e liberi”. Noi stiamo alla finestra, anzi siamo solidali con chi manifesta” ! Tiè !

Queste liti sotterranee, nascoste, invisibili, impercettibili a cui stiamo assistendo; questo continuo gioco del cerino agricolo che è in atto ormai da tempo sia nel PDL ma anche tra il PDL e gli alleati, in primis i FLINIANI in ragas, finirà per bruciare le dita di tutti noi.

Di tutti noi Sardi intendo. Questa situazione, questo stato di cose molti nostri corregionali lo hanno capito da tantissimo tempo e credo che dolendosene amaramente, andranno ad ingrossare le fila di coloro che pensano alla inutilità del voto dato a questa particolare specie di politici incapaci di gestire nel miglior modo possibile, ed a favore di una regione trascuratissima quale è la Sardegna, il potere ed il compito loro assegnato.

Questo partito, il PDL, che dovrebbe essere unitario, frutto della unificazione di due storie politiche diverse, due apparati organizzativi e due classi dirigenti diverse, è esposto continuamente a dei possibili casi di rigetto. Un rigetto che deriva dal grado di “responsabilizzazione” (il famoso Poltronificio cencelliano...) che taluni dirigenti si aspettano. Pare non conti più la sapienza e la lungimiranza politica che è essenziale per poter costruire quelle solide basi su cui deve poggiare tutta l' organizzazione del partito, dal quale la Gente, il Popolo, la Regione si aspetta di essere ben governato.

La scuola politica ci insegna che all' interno di un partito, di una qualsiasi comunità si vale non solo per il ruolo che si occupa nell' organigramma di una coalizione di governo, ma soprattutto per le proprie idee, per il modo di esprimerle e di farle vivere in un confronto democratico libero e aperto.

E' possibile che gli elettori Sardi possano sopportare ancora non un dissenso ragionato e motivato, ma questa continua opposizione sistematica, organizzata, sbeffeggiando e scimmiottando il nazionale, all' interno di un partito di maggioranza ?

E' evidente a tutti che questa situazione crea una enorme difficoltà nel proseguimento della strada che dovrebbe portare alla nascita di un nuovo PDL.

Molti sono pronti ad assumere responsabilità e sono anche pronti a restare semplici cittadini che gestiranno il proprio voto come meglio credono: né con Peppone né con Camillo.

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Salvatore 11/16/2010 16:57


Non credo che il Presidente Cappellacci volesse prendere in giro il movimento di Floris. Credo invece che abbia subito pressioni fortissime dalle organizzazioni sindacali "ufficiali" che hanno
preteso il disconoscimento di quell' accordo e dei suoi benefici al mondo agropastorale. Dobbiamo stare vigili e attenti, tutti, senza farci strumentalizzare da nessuno. Credete forse che questa
crisi di governo aiuti ?


Marianna 11/16/2010 11:32


Credo che rosanna abbia messo il dito sulla piaga. Ed ha anche messo a nudo l' incapacità di Floris e dell' MPS a saper condurre una trattativa. Come si può essere così fessi mi domando a firmare
un accordo nel quale manca non solo la firma dell' assessore competente ma è mancata in quei giorni la presenza fisica di Prato (solitamente iperpresente per fini istituzionali...). Quando mai non
si era capito che Prato non condivideva quelle scelte ? Perchè Floris ha peccato di questa ingenuità ?
O c'è qualche altra cosa ancora dietro tutto questo che l' MPS non ha intenzione di svelare ?
Pare che loro si limitino a voler creare scompiglio, casino, confusione. Sono uno strumento politico in mano a degli scalmanati politici ( i soliti che ben conosciamo...) che hanno il solo ed
esclusivissimo interesse a mandare a casa questa giunta ?


rosanna 11/15/2010 16:25


invece io non capisco Il comportamento di Cappellacci,PRATo è dal primo giorno del suo insediamento di assessore che porta a conoscienza le sue idee di rilancio,anche attraverso un suo libro dove
elenca e sottolinea molti aspetti della crisi,non è volerlo diffendere perchè alcune cose neanche a me stanno bene,ma non è questo ora che voglio capire,nel DDl propone cose gia sentite e
presentate attraverso una bozza di DDl provisorio con fondi in essere ed alcuni da coprire,credo che Cappellacci fosse al corrente,perchè Prato ha reso sempre tutti partecipi dei suoi propositi,ma
stranamente si sottoscrive un accordo con MPS,un accordo che io ammetto ci tenevo ad avvere perchè ottimo,ma l assenza della firma di PRATO gia a fine letture mi portò a capire che era solo fumo,ma
anche per altri aspetti,ora PRATO non ha promesso nulla,ma CAPPELLACCI si,il peso dell accordo cade sull assessorato che per l ennesima volta beffa i pastori,,,io quell accordo lo vedo in contrasto
con PRATO e mi chiedo PERCHé CAPPELLAcci se comportato cosi irresponsabilmente ?


Antioco 10/30/2010 08:59


Era prevedibile che qualcosa all' interno della giunta regionale non andava per il verso giusto. Mentre alcuni allevatori-pastori, imboccati dai loro partiti, accusano Prato di essere al servizio
degli industriali, dall' altra alcuni industriali (non solo del latte e formaggio...) lo accusano di essere troppo dalla parte di Floris e dei pastori.
Come la mettiamo ?
Da cosa credete che nasca il malumore dei sardisti ? Semplice per un tozzo di carne !
Non è vergognosa questa situazione ?
Forza Andrea Prato, vai avanti sinchè Cappellacci resiste agli attacchi che già sta subendo per difenderti.


Baingio 10/29/2010 12:44


Che qualche cosa non andasse bene nei rapporti in consiglio e nella giunta lo si era capito sin da subito perchè nessun consigliere di maggioranza ne tantomeno nessun assessore ha speso una parola
per prendere le difese di Prato dagli attacchi quotidiani sia da parte della stampa sia dai manifestanti teleguidati.
E questo è un male secondo me perchè sino ad oggi la politica di Prato è stata chiara, a volte non è piaciuta per la sua chiarezza, ma almeno non ha detto balle. Secondo me è uno degli unici
assessori davvero capaci e preparati. Stiamo con lui.