La miseria, la povertà, la disperazione generata dalle Slot Machine. Sapete chi concede le autorizzazioni ? Quelli che trombano con il sedere degli altri e poi si dicono solidali !

Pubblicato il da Ittiri Notte - Redazionale

slot_machine4.jpgLa pubblicazione, nella giornata di venerdì 15 novembre, di un articolo sul Blog di informazione www.Ittirisera.it ed il suo successivo lancio su facebook ha registrato delle reazioni di sgomento e di preoccupazione nella maggior parte dei cittadini di Ittiri.

E' stato infatti denunciato che nella nostra cittadina ogni 88 abitanti è stata installata una slot machine. Quella macchina strappa-soldi che, è stato assodato e dimostrato da un recente servizio delle Iene su Italia 1, è programmata per "dare vincite" minimali.

Tanto per essere ancora più chiari, e lo ha denunciato a chiare lettere proprio il sito ittirese, in tutto il resto dell' Italia viene messa in moto una macchina-mangiasoldi ogni 150 abitanti !

Come è comprensibile l' indignazione dei nostri concittadini non ha tardato a farsi sentire. Lo stesso sito ittirese ha dato ampio spazio alla notizia che il consigliere regionale di Sinistra Ecologia e Libertà, Daniele Cocco, insieme ai consiglieri Sechi, Zuncheddu, Cugusi e Corda, ha presentato una proposta di legge per arginare il gioco d' azzardo consoderato da tutti una vera piaga sociale rovina-famiglie.

Di seguito presentiamo un articolo di Marco Dotti che ha pubblicato sul giornale on line www.vita.it un articolo dove viene denunciata la facilità con cui vengono aperte le sale da gioco. Viene fuori con estrema chiarezza, rispondendo così alla domanda ricorrente dei navigatori di facebook di chi sia la responsabilità amministrativa, che le autorizzazioni per l' apertura di questi luoghi di perdizione è proprio il Comune dove si vuole avviare questa attività dispensatrice di morte sociale e di disperazione.

Ora, non per fare della semplice e sterile polemica, ma come mai i nostri amministratori (che stanno fronteggiando - diciamolo con chiarezza ed onestà - con determinazione, superando varie difficoltà evidenti sia di reperimento fondi e risorse, la gravissima situazione di disagio sociale di tantissimi nostri concittadini) permettono che questo accada in un momento così particolare di gravissima crisi ?

Mentre in altre parti d' Italia alcuni sindaci coraggiosi hanno limitato l' avvio di queste Sale-Assassine da noi ci si limita a parlarne, a farsi belli nel distribuire solidarietà, a prendere coscienza del problema, a sentirsi vicini alle famiglie di chi è affetto da questa "malattisa sociale" ma, strano davvero, non a muovere un dito amministrativo per bloccarne sul nascere lo sviluppo.

Il risultato è quindi che per ogni 88 cittadini ittiresi (bambini, giovani, anziani) è in funzione una Slot Machine !

Viene spontaneo domandarsi come mai i rappresentanti di quelle stesse forze politiche e movimenti che in regione hanno presentato la proposta di legge richiamata da ittirisera.it  non si siano, sin da subito, attivate e  schierate apertamente contro il rilascio di queste licenze.

Non vi pare, cari cittadini ittiresi e popolo di facebook, che qualche responsabilità sia da ricercare proprio dentro il Palacruz ?   

 

 


 

(Fonte: Vita.it)


Vuoi aprire una sala giochi? Niente di più facile

di Marco Dotti


slot-1.jpgLa richiesta è semplice e la può presentare chiunque: certificato penale e antimafia eacquisizione di una serie di pareri formali, da parte della polizia municipale.

Le vediamo ovunque: sotto casa, accanto a scuole e ospedali, nelle metropolitane. Non c'è luogo di passaggio o di incontro che non abbia la sua bella – si fa per dire – slot machine o la sua sala giochi.

Ma come si apre una sala giochi? 

La richiesta è semplice e può presentarla chiunque. Per aprire o subentrare in una “sala giochi”, occorre semplicemente farne richiesta all'ufficio comunale competente. Nell'Italia della burocrazia infinita, in un settore tanto delicato e dalle conseguenze sociali allarmanti basta veramente poco. Basta presentarsi, ad esempio, allo sportello con una comunissima segnalazione di inizio attività e avviare una procedura che, dopo una breve istruttoria, prevede la verifica d'ufficio dei cosiddetti requisiti morali del richiedente (in sostanza: il certificato penale e antimafia) e l'acquisizione di una serie di pareri formali, da parte della polizia municipale.

I requisiti formali sono quelli richiesti a un qualsiasi negozio: agibilità dei locali, contratto di affitto a norma, contenimento delle emissioni sonore, certificato di prevenzione degli incendi e via discorrendo. Poco, molto poco per qualcosa che ha un impatto tanto forte sulle nostre comunità e, da qualche tempo, comincia a sollevare l'attenzione dei cittadini, dei comitati civici e persino dei sindaci.

Il decreto Balduzzi, che tra polemiche e alzate di scudi sembrava voler regolare quanto meno la distanza delle sale giochi dai “luoghi sensibili” (scuole e ospedali, prima di tutto), si è risolto in un nulla di fatto. O meglio: ha allargato ancora di più le maglie di una normativa farraginosa risalente nella sua formulazione iniziale agli anni '30.

slot-2.jpgNel frattempo, la  Provincia Autonoma di Bolzano ha promosso una legge che impone la rimozione delle  slot machine quanto meno dai bar, avendo provveduto con un altra legge a porre limiti all'apertura di nuove sale gioco, imponendo al contempo che queste non siano a meno di trecento metri da edifici scolastici, centri giovanili o per anziani e strutture socio-sanitarie e assistenziali. È ancora poco, ma è un primo passo. Un passo che impone a tutti una riflessione, perché il fenomeno – come riportato dal Corriere della Sera dello scorso 6 novembre, che dà conto di un'iniziativa nata sull'onda del nostro Manifesto No Slot ( in allegato) si sta si allargando nei suoi risvolti patologici, ma al contempo allarga anche il campo delle risposte possibili. Quelle risposte che tutti chiedono. Perché in Italia per aprire un'azienda o ristrutturare un casotto di campagna occorrono mille e ancora mille carte e cartacce? Perché non ci muoviamo su questo fronte e anziché semplificare, allargandole, le magli delle autorizzazioni, una volta tanto non ci si decide a applicare la burocrazia là dove realmente potrebbe svolgere la sua innata – e, ahinoi, quasi sempre perversa – funzione deterrente?

Per aderire alla campagna No Slot: circoli@vita.it. Per chiedere informazioni vita@vita.it.

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